Sono pronta a scommettere che, se sei una donna, ti sarà capitato almeno una volta di sentirti in imbarazzo semplicemente per avere avuto il ciclo in circostanze impreviste, o magari anche solo per averne dovuto parlare di fronte ad altre persone.

Il tema delle mestruazioni, nonostante sia fisiologicamente presente sin dall’inizio della storia dell’umanità, è ancora oggi un po’ un tabù.

E anche nello yoga il tema del ciclo mestruale è piuttosto recente rispetto alla tradizione millenaria di questa disciplina.

Nei testi sacri, infatti, non viene contemplato l’argomento perché originariamente lo yoga era riservato agli uomini, quindi le indicazioni e le guide specifiche per praticare durante le condizioni speciali delle donne sono iniziate con l’arrivo dello yoga in Occidente.

In questo articolo, da donna a donna, mi piacerebbe aiutarti a comprendere come, se e quando praticare durante il ciclo, e che cosa lo yoga può fare per la salute “ormonale” di noi donne.

Un dono demonizzato nei secoli

Sono sicura che, come donna, almeno una volta nella vita ti è capitato di sentirti a disagio parlando del ciclo mestruale e come uomo, di sentirti altrettanto a disagio parlandone con una donna.

E’ successo anche a me.

Ricordo ancora l’imbarazzo che ho provato quando alla scuola superiore ho dovuto giustificarmi di fronte all’insegnante e a tutta la classe, peraltro composta per la maggior parte da uomini, del fatto che non potevo fare ginnastica perché avevo il ciclo.

Eppure il ciclo mestruale fa parte della storia dell’umanità da sempre, e oltre ad essere un meccanismo potente, è anche il segno di una donna forte e sana.

Nell’antichità questa dimensione connessa al dare la vita era onorata e celebrata attraverso riti specifici, tanto che ancora oggi in molte aree della terra il colore ocra rosso-sangue è segno del sacro.

Ricordare questa saggezza ancestrale è un toccasana che agisce profondamente a livello simbolico ed emotivo, ed è il primo passo per iniziare a riconciliarsi con i piccoli disagi legati alla presenza del ciclo, che purtroppo nel corso del tempo sono stati trasformati quasi in una maledizione.

In realtà le mestruazioni sono un vero e proprio dono per le donne; in quel periodo, infatti, il nostro corpo energetico si espande e si amplifica, tanto che in alcune culture native americane le donne con il ciclo non erano ammesse agli “Sweat Lodges”, ovvero ai momenti di aggregazione in cui canti e preghiere venivano offerte per la pace, per la vita e per onorare la Terra.

Nella maggior parte delle tradizioni le donne col mestruo non vi potevano partecipare in quanto, essendo le preghiere delle donne così potenti nel corso del loro ciclo lunare, si credeva che esse affogassero tutte le altre preghiere e le vibrazioni che venivano offerte.

Le donne con le mestruazioni venivano quindi allontanate, ma non per vergogna o perchè cittadine di seconda classe, ma come forma di rispetto e per consentire loro di riposare, di nutrire se stesse, e allo stesso tempo per permettere alle preghiere del gruppo di essere ascoltate.

Gli Sweat Lodges erano anche eventi faticosi, e per questo motivo in molte tradizioni le donne erano incoraggiate a non stancarsi in questo periodo.

Successivamente, nel corso dei secoli, in molte culture sempre più patriarcali, il ciclo mestruale ha acquisito connotati negativi, legati a impurezza, sporcizia, malattia, tanto che ancora oggi sono molte le credenze e i tabù che esistono attorno a questo argomento.

Ad esempio, in epoca vittoriana, alle donne mestruate non era consentito l’accesso ai giardini, perché si pensava che facessero seccare le piante, e a distanza di secoli dobbiamo ancora fare i conti con superstizioni e falsi miti similari, come quello che dice che non ci si dovrebbe lavare i capelli durante le mestruazioni, o che in quei giorni si abbia il potere di far andare a male il cibo.

Nelle comunità rurali del Nepal, anche se è ufficialmente vietato dal governo, resiste un’antica tradizione induista, chiamata “chaupadi”, che considera impure le donne con le mestruazioni. Per questo, durante il ciclo, esse vengono isolate dal resto della famiglia ed a volte costrette addirittura a lasciare la casa.

Qualche anno fa ho avuto la fortuna di vivere per qualche mese con una famiglia nepalese. Ricordo come fosse ieri la sensazione di stupore mista a incomprensione che ho provato quando la madre della famiglia che mi ospitava mi ha avvertita che durante il ciclo non sarei potuta entrare in cucina, e che il cibo mi sarebbe stato servito nella mia stanza, seduta per terra.

Per non parlare del fatto che durante le mie esperienze di viaggio in India, Sri lanka e Nepal è stata un’impresa non da poco trovare degli assorbenti interni, che vengono venduti esclusivamente in alcuni supermercati nelle grandi città.

Con lo scopo di eliminare questi tabù, e per sensibilizzare la popolazione mondiale su questo argomento, oltre che sensibilizzare i governi a ridurre la tassazione sul prezzo degli assorbenti in quanto non sono accessibili a tutti anche se un bene di prima necessità, è stata indetta per il 28 maggio la Giornata internazionale dell’igiene mestruale.

Il processo di sensibilizzazione verso questo argomento è molto forte, tanto che nel 2014 è nato il movimento “Free Bleeding”, portato alla ribalta nel 2015 da Kiran Gandhi, che ha corso la maratona di Londra il primo giorno delle mestruazioni, e senza assorbenti, per denunciare la stigmatizzazione di cui sono vittime le donne nel mondo.

Come ha spiegato lei stessa: “Ho corso per le mie sorelle che non hanno accesso a tamponi e per le sorelle che, malgrado crampi e dolori, li nascondono e fanno finta che non esistono. Ho corso per dire che il ciclo esiste, e che lo superiamo ogni giorno”.

Si può fare Yoga durante il ciclo?

Sono sicura che, se sei donna e ti sei avvicinata al mondo dello yoga, ti sarà capitato di chiederti se puoi fare yoga durante il ciclo mestruale.

E sono anche pronta a scommettere che, se hai fatto questa domanda a diversi insegnanti, ti hanno dato risposte diverse.

Questo succede perché le scuole di pensiero sulla scelta se fare o meno yoga in quei giorni sono davvero tantissime.

Per aiutarti a comprenderle di seguito vorrei riassumerti differenti teorie che possono aiutarti a trarre le tue conclusioni, affinchè la scelta sia dettata dalle tue esigenze e da ciò a cui scegli di credere.

Come dicevamo all’inizio, nei più famosi testi antichi come gli Yoga-sutra di Patanjali, l’Hatha Yoga Pradipika, la Gheranda Samhita e la Siva Samhita, non ci sono riferimenti alla pratica yoga durante il ciclo mestruale.

È solo molto più tardi che, con lo sviluppo dello yoga in Occidente, iniziamo a trovare guide e indicazioni specifiche per le esigenze e le condizioni speciali delle donne nello yoga, anche se rimangono supposizioni personali che spesso si basavano su antiche ipotesi patriarcali, prive di alcuna base scientifica.

Alcune scuole di pensiero, come quella del noto maestro Iyengar e di sua figlia Gita, che ha scritto uno dei principali libri sullo yoga per le donne: Yoga per la donna di Gita Iyengar , sostengono che durante il ciclo lo yoga dovrebbe essere sospeso:

“Durante il ciclo, (che varia da quarantotto a settantadue ore) è consigliabile il completo riposo. Solo nel caso che avvertiate qualche tensione, effettuate dei piegamenti in avanti che vi saranno di grande aiuto, avendo cura di evitare ogni sforzo eccessivo. Ritornate alla vostra seduta quotidiana tra il quarto e quinto giorno.”

Gita continua però dando alcune indicazioni specifiche sulle posizioni praticabili durante il ciclo in caso di flusso abbondante, dolore all’addome e suggerisce altri asana utili in caso di problemi mestruali come: amenorrea, leucorrea, dismenorrea, menorragia.

Una nota particolare riguarda invece la pratica delle posizioni invertite o inversioni, che, sempre secondo il maestro Iyengar:

“Se il corpo viene capovolto, questo processo [di scarico mestruale] viene disturbato e può forzare il flusso mestruale a risalire nella cavità mestruale e attraverso le tube di Falloppio, facendo sì che l’utero sia costretto ad adattarsi invece di seguire la sua normale funzione. Poiché il processo mestruale è di dimissione, è una precauzione di buon senso evitare queste pose. Non praticare alcuna inversione fino a quando il flusso mestruale non si è completamente arrestato”.

Da un punto di vista ayurvedico questa considerazione può essere giustificata con il fatto che la pratica delle inversioni contrasterebbe il normale flusso di “apana vayu”, cioè il flusso di energia che si muove verso il basso e l’esterno.

Anche nell’Ashtanga yoga, per gli stessi motivi ed anche perché si utilizzano parecchio i bandha, cioè delle particolari contrazioni muscolari che contrasterebbero il flusso di apana vayu, si consiglia di sospendere la pratica per i primi tre giorni di ciclo.

Questi stili quindi inviterebbero le yogine ad arrotolare il tappetino e dedicarsi al riposo.

Altre scuole di pensiero sostengono invece che proprio in quei giorni è meglio approfittarne per praticare con maggiore intensità, poiché il corpo svolge un processo di depurazione e, facendo sforzo fisico, lo aiutiamo a svolgere le sue normali funzioni.

Proprio come ogni studente si avvicina alla pratica in un modo unico, anche le donne sperimentano il loro ciclo mestruale in diversi modi. Per alcune donne le mestruazioni sono semplici e facili, mentre per altre possono essere dolorose e angoscianti.

Per questo motivo, la maggior parte della letteratura sullo yoga per le donne consiglia una pratica altamente modificata che enfatizza le pose di rilassamento di base, nessuna inversione o nessuna pratica.

Personalmente ritengo che, poiché il ciclo si manifesta in modo differente in ognuna di noi, ogni donna dovrebbe ascoltarsi e cercare di capire qual è la cosa migliore nel suo caso, a prescindere dalle diverse scuole di pensiero, e che la scelta se praticare o meno possa anche variare da un mese con l’altro.

Per quanto mi riguarda ho sempre praticato anche durante il ciclo, inversioni comprese, e non ho mai avuto nessun tipo di problema.

Seppur sia d’accordo con il fatto che la pratica delle inversioni possa contrastare il normale flusso di apana vayu, credo che ci sia anche da considerare il fatto che il tempo in cui teniamo gli asana (ad eccezione forse dei praticanti di Iyengar, che solitamente mantengono le inversioni per lungo tempo) è davvero minimo in proporzione alle ore di una giornata.

Considerando questo aspetto e per esperienza personale, continuo a praticare anche in quei giorni. Credo inoltre che ogni donna che se la sente di praticare durante il ciclo, possa e debba adattare la pratica alla propria condizione.

La domanda di base da porsi sempre è: “Come mi sento?”

L’ascolto del proprio corpo e il suo rispetto sono alla base di questa meravigliosa disciplina che chiamiamo Yoga, per questo motivo credo che l’attitudine principale da seguire in “quei giorni” sia un ascolto profondo delle esigenze del nostro corpo.

Se hai una buona energia e ti senti in grado di praticare normalmente, pratica in tutta tranquillità. Puoi addirittura scegliere lezioni intense che potrebbero aiutare il corpo nel suo normale processo di depurazione.

Diversamente, se il corpo ti richiede riposo, puoi prediligere delle lezioni di yoga un pochino più soft, oppure delle lezioni di yoga gentile o yin yoga.

Infine, specialmente se soffri di PMS o di crampi mestruali, puoi anche decidere di evitare la pratica delle posizioni e di rilassarti invece con delle lezioni di rilassamento guidato yoga nidra, meditazioni o mudra, che non implicano alcuno sforzo fisico ma sono comunque molto efficaci per rilassare le tensioni.

Come sempre, credo che la cosa importante sia sapersi ascoltare ed essere sincere con se stesse: può infatti capitare che si decida di continuare a praticare anche durante il ciclo non tanto perché ci si sente in forma, ma per evitare il senso di colpa che potrebbe generare il non aver fatto esercizio o sforzo fisico.

E se hai qualche dubbio sulla tua capacità di ascolto, sul fare attività fisica durante il ciclo, se fare inversioni oppure no, semplicemente fai dei tentativi e vedi come reagisce il corpo, la risposta sarà chiara ed evidente.

PMS: cos’è e come lo yoga e l’Ayurveda possono aiutarci

Non si può parlare di ciclo mestruale senza nominare la famigerata “Sindrome Pre Mestruale”, o PMS, di cui ahimè soffrono molte donne.

I sintomi, che solitamente iniziano a partire dalla seconda metà del ciclo mestruale, possono includere mal di testa, irritabilità, seno dolorante, fame eccessiva, gonfiore, e tendono ad attenuarsi all’inizio del flusso, ma a volte vengono sostituiti da crampi addominali e pesantezza ai reni.

Molti fattori (genetica, nutrizione, assunzione di medicinali…) possono influenzare l’intensità di questi sintomi, ma il ciclo rimane largamente controllato dalle fluttuazioni di estrogeno e progesterone. Se questi ormoni lavorano correttamente il ciclo provoca pochi o leggerissimi disagi; in caso contrario, bisogna agire su ciò che disturba il loro naturale equilibrio.

Da un punto di vista yogico tutti i problemi relazionati con l’apparato genitale femminile, le ovaie, e gli ormoni che interferiscono con il ciclo mestruale sono relazionati con il secondo centro energetico che in termini tecnici yogici si chiama “Svadhisthana chakra”.

Da un punto di vista fisico questo chakra governa le gonadi, che sono le ghiandole che hanno la funzione di produrre gli ormoni regolatori dell’attività sessuale.

Un secondo chakra in buona salute, quindi, aiuta a prevenire i disturbi della sindrome pre mestruale, le malattie degli organi sessuali, i dolori ai reni ed anche patologie come amenorrea e dismenorrea.

Quando questo centro energetico è in grave disequilibrio, l’energia sessuale affluisce eccessivamente o in modo insufficiente e può dar luogo a gelosie, paure, desideri inappagati ed ossessivi, e frigidità.

Se a questo punto ti stai chiedendo in che modo si può utilizzare lo yoga per avere un secondo chakra “in forma”, sono felice di darti alcuni consigli.

Praticare yoga con regolarità aiuta ad essere più equilibrate mentalmente e con il tempo si può arrivare anche ad eliminare completamente i piccoli dolori e fastidi causati dai crampi mestruali.

La pratica dello yoga in generale infatti va bene per armonizzare o regolare l’energia in ogni centro energetico, quindi, se già pratichi yoga con continuità sei sulla strada giusta, e se continui a praticare sono sicura che con il tempo ti accorgerai dei risultati.

Tuttavia potresti decidere di voler inserire nella tua pratica regolare anche delle lezioni di yoga che si focalizzano sul secondo chakra, oppure delle meditazioni.

È importante però non mettersi a fare pratiche specifiche per il secondo chakra “come se non ci fosse un domani” per non creare disequilibrio anche negli altri centri energetici, o al contrario, per non generare energia in eccesso nel secondo chakra.

Se fai parte degli abbonati a Yoga n’ Ride, ti consiglio di inserire queste lezioni che puoi fare almeno una volta la settimana, alternandole alle lezioni di normale routine:

Yoga lunga per il secondo chakra
Yoga breve per il secondo chakra

Durante il ciclo, invece, per aiutarti ad alleviare i sintomi, se te la senti, puoi provare a praticare una lezione specifica, come la lezione di yoga per quei giorni.

Inoltre, poichè la PMS si manifesta spesso con irritabilità e nervosismo, queste condizioni poco piacevoli possono essere alleviate con pratiche di rilassamento guidato e yoga nidra, controllo del respiro (pranayama), meditazione e mudra.

Tutte queste tecniche, alleviando problemi quali ansia e stress, che sono tra le cause principali di squilibri nel ciclo mestruale, possono davvero essere un toccasana e portare molti benefici.

Da un punto di vista Ayurvedico, invece, il ciclo mestruale è parte di apana, il flusso di energia che si muove verso il basso e l’esterno, e la sindrome premestruale viene considerata come uno squilibrio di questa forza, e i sintomi che manifesta variano a seconda del disequilibrio dei dosha.

Sempre secondo l’ayurveda, il tipo di cottura, il gusto e la qualità del cibo che ingeriamo, sono fondamentali per mantenere i dosha in equilibrio.

Se soffri di sbalzi d’umore e ansia, essi potrebbero essere causati da uno squilibrio di Vata, e quindi sarebbe meglio evitare i cibi freddi e crudi e prediligere zuppe, riso e verdure cotte.

Se invece ti senti irritabile e hai voglia costante di dolci, è probabile che si tratti di uno squilibrio di Pitta. In questo caso andrebbero evitati i cibi troppo caldi e piccanti.

Infine, se aumenti di peso, hai il seno dolorante e ritieni i liquidi, è possibile che si tratti di uno squilibrio di Kapha, che si può contrastare evitando i latticini e i cibi fritti o oleosi.

Se vuoi maggiori informazioni riguardo l’ayurveda, ti suggerisco di leggere il nostro articolo Ayurveda: che cosa è, come funziona, e come mettere in pratica i suoi insegnamenti

In ayurveda si utilizzano parecchio anche le piante medicinali. In questo caso particolare i medici ayurvedici consigliano l’assunzione di “Shatavari”, il preparato ayurvedico ricavato dalla pianta considerata “amica delle donne” poiché ha la capacità di agire riequilibrando l’apparato femminile.

Ad ogni modo, anche se si tratta di metodi naturali, prima di assumere questo tipo di prodotto è sempre meglio consultare un medico ayurvedico.

Video: mudra contro i disturbi mestruali

Quando i crampi mestruali ti sorprendono, sorprendili con un bel gesto delle mani… che yogicamente parlando si chiama mudra 🙂

I mudra sono molto potenti ed hanno il vantaggio che richiedono poco tempo, possono essere eseguiti più o meno ovunque, e non implicano alcuno sforzo fisico.

Il gesto delle mani che ti propongo in questo video è tratto dal libro della nota insegnante Gertrud Hirschi (I nuovi mudra – Gesti sacri di energia).

Per aiutarti nella pratica di questa sequenza di posizioni, abbiamo preparato un video specifico, completamente gratuito. Per accedere al video ti basta insrire qui sotto il tuo indirizzo email, e cliccare sul pulsante.

Riceverai immediatamente un e-mail con il link per scaricare GRATIS il video della lezione, e per accedere alla lezione in streaming online. 



 

Il mudra contro i disturbi mestruali, chiamato anche mudra del bacino, da un lato rafforza e rilassa gli organi genitali, risultando utile a contrastare i crampi al ventre, le tensioni fisiche e mentali.

E’ utile specialmente per le donne che soffrono di dolori e disturbi mestruali e per tutte le donne in generale, per stabilire una connessione profonda ed amorevole con la nostra femminilità.

Questo mudra lo si può praticare quante volte si vuole, senza limitazioni ed anche al di fuori del periodo mestruale.

Se lo abbini ad una pratica yoga, puoi eseguirlo prima della sequenza oppure anche alla fine della pratica delle posizioni, giusto prima il rilassamento finale shavasana.

Inoltre, cerca di evitare di attenerti al risultato della pratica ma piuttosto utilizzala come strumento per potenziare la connessione con te stessa.

Molto spesso un ciclo doloroso porta con se dei messaggi. Attraverso l’ascolto e la comprensione potrai imparare a conoscerti meglio e sapere come impiegare al meglio le tue energie.

Un libro per capire la donna e la sua ciclicità con la luna

Quello che tutti (uomini compresi) dovremmo sapere, è che come esseri umani, facciamo parte di un sistema ciclico all’interno della natura, spesso legato alle fasi lunari.

Nella donna questa ciclicità è molto più evidente, ma se sei un uomo non pensare di farla franca perché ci sei dentro anche tu 🙂

Basti pensare al modo di dire: “Hai la luna storta”, quando qualcuno ci sorprende in una giornata no.

Recuperare questa conoscenza, prendendo coscienza di questa nostra ciclicità ed imparando ad ascoltarci e seguire il nostro personale ritmo può davvero fare la differenza e aiutarci a vivere meglio la nostra vita, sia nel lavoro, che in famiglia e soprattutto nelle relazioni interpersonali, sviluppando la capacità di seguire e fluire con le caratteristiche di queste fasi e sviluppando empatia nel capire le altre persone.

Per quanto riguarda la ciclicità nella donna, se dedicherai un po’ di tempo all’osservazione del tuo ciclo mensile, come suggerisce Miranda Gray nel suo libro “Luna Rossa: capire e usare i doni del ciclo mestruale“, ti accorgerai di come esso sia l’espressione della connessione istintiva del corpo ai ritmi naturali dell’universo.

Per quanto mi riguarda questo libro è stato davvero una rivelazione. Mi ha aiutata a comprendere certe dinamiche che accadono ciclicamente sia da un punto di vista fisico che comportamentale.

Ad esempio potresti scoprire che a metà del ciclo, intornoall’ovulazione, sei piena di energie e aperta al mondo, agli altri, che è un buon momento per prendersi cura di persone o progetti, di incontrare gli amici.

Mentre, a ridosso delle mestruazioni, potresti voler startene per conto tuo, isolarti, dormire e sognare: un’energia decisamente introspettiva.

Tutte queste piccole ma importanti rivelazioni sul nostro modo comportamentale in funzione delle fasi del ciclo, ci aiutano a comprendere meglio e, per quanto possibile, ad onorare queste esigenze, facendo le cose che ci fanno stare bene.

Molto spesso però la maggior parte delle donne vive in malo modo questo periodo, un po’ per le tante credenze con le quali siamo cresciute, un po’ perché le nostre vite quotidiane piene di ansia e stress influiscono sulla regolarità del ciclo mestruale.

Riconoscere questa ciclicità in noi stesse ed accettarla nelle altre donne, imparare a vivere seguendo il nostro ritmo può portare armonia nella nostra vita e nella nostra realtà, aiutarci nei nostri progetti e anche nelle relazioni perché porta comprensione ed empatia reciproca.

Conclusione

Mi auguro che questo articolo ti abbia aiutato a comprendere meglio la relazione tra yoga, donna e ciclo e, se non hai una relazione molto amichevole con le mestruazioni spero tanto che con il tempo possiate diventare amiche 🙂 in fondo dobbiamo conviverci per la maggior parte della nostra vita… tanto vale andare d’accordo.

In più, se tutto questo ti ha aperto una nuova prospettiva, spero tanto che avrai voglia di condividerla con il resto del mondo femminile e non solo!