Lo Yoga “ci cambia”! Ecco come, e perché…

Il cambiamento è una delle condizioni più complicate con le quali, in quanto esseri umani, ci ritroviamo ad avere a che fare.

Non è facile cambiare, e anche quando riconosciamo che sarebbe opportuno farlo tendiamo a rimandare il più possibile “l’inizio del cambiamento”.

Ed è normale che sia così.

Ogni cambiamento porta con sé la sua buona “dose di disagi”, oltre che di soddisfazioni, e non tutti i momenti della nostra vita sono appropriati per mettere in discussione le basi sulle quali abbiamo costruito le nostre certezze.

Tuttavia, è proprio in questo viaggio infinito del quale molto spesso non conosciamo la destinazione, che risiede il segreto della nostra evoluzione… e gli insegnamenti dello yoga sono uno straordinario compagno con il quale intraprenderlo.

Un compagno in grado illuminarci il cammino, e di infonderci la fiducia necessaria ad affrontarlo.

In effetti, il legame che esiste fra yoga e cambiamento è così forte che molte persone, ogni giorno, decidono di starne alla larga, spaventate dall’idea che iniziare a fare yoga ci porti inevitabilmente a diventare delle persone diverse.

Ho pensato quindi che potesse essere interessante dedicare un po’ di spazio a cercare di capire “come ci cambia lo yoga”, nella speranza che possa essere d’aiuto a chi ha ancora “un piede dentro e uno fuori il tappetino” a comprendere il percorso che lo attenderà una volta presa la decisione di avvicinarsi con convinzione alla pratica dello yoga.

Prima di passare al “come”, però, è bene capire il “perché” lo yoga ha così tanto a che fare con il cambiamento.

Perché lo yoga ci cambia

Secondo la teoria dello yoga il cambiamento segue una dinamica ben precisa; per comprenderla è necessario fare un piccolo passo indietro, e ricordare il legame che esiste fra la pratica dello yoga e l’energia che c’è dentro di noi.

Lo yoga ci insegna che esiste un corpo “fisico”, grossolano, fatto di muscoli, ossa, legamenti, etc., ed un corpo “energetico”, sottile, fatto di energia vitale chiamata Prana, e relazionato agli aspetti psichici del nostro essere, come la mente e il pensiero.

Il Prana scorre in tutto il corpo attraverso dei canali energetici chiamati Nadi, che per struttura e diramazione possono essere associati al sistema nervoso.

Quando le Nadi si incontrano formano un centro energetico, ovvero un Chakra.

I Chakra principali sono 7, e sono situati lungo la colonna vertebrale; ad ognuno di essi è associato un ruolo ben preciso:

  • Sicurezza – (1° Chakra)
  • Piacere, sessualità (2° Chakra)
  • Potere personale (3° Chakra)
  • Amore (4° Chakra)
  • Comunicazione (5° Chakra)
  • Immaginazione (6° Chakra)
  • Illuminazione (7° Chakra)

Per maggiori informazioni circa il magico mondo dei chakra, puoi dare un occhiata a questo post: Cosa sono i Chakra, come funzionano e perché possono aiutarci a miglirorare il nostro benessere psico-fisico

Quando pratichiamo yoga stimoliamo questi centri energetici, che agiscono a livello mentale, risvegliando in noi emozioni e stati di consapevolezza collegati alle caratteristiche del centro energetico in cui si manifestano.

Tutte le tecniche che fanno parte dello yoga (asana, mudra, pranayama, etc.) lavorano quindi anche a livello energetico, con lo scopo di riportare equilibrio ed armonia in ogni “sfera della nostra esistenza”.

E’ come se la pratica dello yoga andasse a stimolare dei tasti nascosti, e facendolo risvegliasse in noi anche la consapevolezza delle nostre emozioni, rivelandoci per quello che siamo… che è poi la via primaria per dare vita al cambiamento.

E’ per questo motivo che di tanto in tanto capita di scoppiare a piangere dopo una lezione di yoga; è un rilascio emozionale che sta a significare che qualcosa dentro di noi si è mosso.

Acquisire consapevolezza significa essere in grado di comprendere meglio la natura dei problemi che la vita ci mette di fronte, significa diventare più responsabili dei propri gesti e dei propri pensieri, significa farsi delle domande, osservare i nostri comportamenti, ed avere voglia di riportare equilibrio dove ci accorgiamo che ne manca.

Questo, inevitabilmente, ci porta ad evolvere, e quindi a cambiare… tuttavia è importante ricordare che in nessun momento lo yoga ci costringe a farlo, ed è per questo motivo che non dovremmo avere timore di iniziare a praticare.

Perché lo yoga si limita, per così dire, a mostrarci la strada, ed ogni cambiamento, quando arriva, lo fa al momento giusto, in quanto saremo noi ad aver deciso di far entrare quel cambiamento nella nostra vita, saremo noi ad aver deciso di stabilire delle nuove priorità, noi ad aver deciso che vale la pena svegliarsi un po’ prima, noi ad aver capito che è giunta l’ora di trasformare una cattiva abitudine in una buona abitudine.

E c’è di più.

Perché tutto questo succeda non è nemmeno sufficiente fare un “po’ di yoga di tanto in tanto”.

Se vogliamo che i benefici dello yoga non siano solo fisici, ma mirati a risvegliare stati di consapevolezza superiori utili ad alla nostra evoluzione, allora sarà necessario fare yoga con costanza e con qualità. Che ovviamente non vuol dire fare yoga su un tappetino da 300 € .

La qualità nella pratica la si ottiene quando la nostra mente vive il “qui ed ora”, ovvero quando rimane concentrata su quello che stiamo facendo, senza spaziare fra il passato ed il futuro.

Questo è uno degli insegnamenti base dello yoga, forse il più importante in assoluto, ed è anche una delle maggiori aree di cambiamento derivanti dalla pratica dello yoga.

“Come” ci cambia lo yoga

Essendo il cambiamento un viaggio individuale, e quindi soggetto alle innumerevoli sfaccettature della personalità di ognuno di noi, è impossibile stilare un elenco completo dei possibili cambiamenti derivanti dalla pratica dello yoga, o stabilire a priori in cosa lo yoga ci aiuterà ad evolvere.

Esistono però degli insegnamenti che lo yoga ci invita a seguire, rispetto ai quali la maggioranza dei praticanti di yoga tende a sviluppare un maggior grado di sensibilità.

…ed è normale, con quanto più ci si avvicina ad uno stile di vita yogico, ritrovarsi a riflettere su di essi.

Ci insegna a vivere il “qui e ora”

Vivere il “qui ed ora” è un invito che lo yoga ci fa a non lasciare che i nostri pensieri e il nostro modo di essere vengano influenzati da ciò che non possiamo controllare, a lasciarci alle spalle ciò che è passato, (e che magari ci fa soffrire), e ciò che è lontano, (e che quindi non possiamo controllare.)

Proprio per questo motivo durante la pratica degli asana l’attenzione è rivolta al nostro modo interno, è concentrata sul respiro e sui messaggi che riceviamo dal nostro corpo.

Se vuoi approfondire questo argomento, ti consiglio di leggere il nostro articolo Che cosa è lo yoga? Perché funziona? Come si fa?

E’ questo che differenzia lo yoga dalla ginnastica, dallo stretching o dal pilates… ed è questo meccanismo che ci permette di fare dello “yoga di qualità”.

Con il tempo, e con l’esperienza, si impara a prolungare questo stato generato dalla pratica e a trasportarlo nella vita di tutti i giorni, dove vivere il “qui ed ora” si tramuta nella volontà (e di tanto in tanto anche nella capacità) di non sovraccaricare la mente,  di godere a pieno ogni istante della vita, e di rispettare il valore del tempo che dedichiamo a fare una qualsiasi cosa, arricchendolo di amore, attenzione e della nostra presenza più completa.

Sul “qui ed ora” si potrebbero fare infiniti esempi, come infinite sono le possibilità che abbiamo di vivere con maggior consapevolezza la nostra quotidianità ed affrontare con lo spirito giusto i problemi “unici” ai quali la vita ci mette di fronte ogni giorno… esiste però una storia zen che credo esprima alla grande questo concetto, e fa così:

“Il maestro Nan-in ricevette la visita di Tenno, che dopo il consueto tirocinio era diventato insegnante.
Era un giorno piovoso e perciò Tenno portava zoccoli di legno e aveva con  sè l’ombrello.
Dopo averlo salutato, Nan-in gli disse:”Immagino che tu abbia lasciato gli  zoccoli nell’anticamera. Vorrei sapere se hai messo l’ombrello alla destra o alla sinistra degli zoccoli”.
Tenno si concentrò, ma non seppe rispondere subito. Si rese conto che non sapeva portare con sè il suo zen in ogni istante. Diventò allievo di Nan-in e studiò ancora per sei mesi per perfezionare il suo zen in ogni istante.”

Tratto da: 101 Storie Zen, di Senzaki Nyogen, Adelphi

Ci insegna a prenderci cura del nostro corpo

“Il tuo corpo è il tuo tempio. Mantienilo puro e pulito per l’anima che risiede all’interno.” B:K:S:Iyengar

Lo yoga è una disciplina che tende a dare ampio spazio alla cura del corpo… e questo è forse uno degli aspetti più conosciuti.

Dalla pratica degli asana, alle tecniche di purificazione (Shatkarma), alla cura dell’alimentazione (di cui parleremo tra poco), sono moltissime le tecniche che si possono adottare per prendersi cura del proprio corpo.

Tuttavia, credo che il cambiamento principale in questo senso avvenga quando si prende coscienza di “avere” un corpo, e che questo corpo, per funzionare al meglio, ha bisogno di attenzione e di rispetto.

Praticando yoga con una certa regolarità è come se in qualche modo si imparasse ad ascoltare il proprio corpo, a comprenderne la natura, a decifrarne i messaggi, e ad entrare in sintonia con lui.

Questo nella maggior parte dei casi ci porta a diventare più sensibili rispetto al come lo trattiamo, a quali rischi o esponiamo, alle sostanze con cui lo curiamo quando si ammala, e a cosa gli diamo da mangiare.

Ci insegna ad alimentarci con amore

“Lo yoga non è per colui che mangia troppo, e nemmeno per colui che mangia troppo poco.” (Bhagavad gita).

Questo secondo me è uno degli insegnamenti più attuali che la filosofia dello yoga ci porta in dono… dalla notte dei tempi.

E anche se il modo in cui ci si alimentava al tempo in cui è stato formulato, (tipo 4000 anni fa), era completamente differente da come lo facciamo oggi, la regola comunque non cambia… ed è una regola molto semplice, che si basa sul principio dell’equilibrio.

L’alimentazione di uno yogin è basata sui principi dell’Ayurveda, ovvero la tradizionale medicina indiana, la più antica al mondo, i cui insegnamenti risalgono ai Veda, i famosi testi sacri scritti appunto oltre 4000 mila anni fa.

E indovina un po’ su cosa si basa? Sulla ricerca dell’equilibrio.

L’Ayurveda, infatti, non seziona il cibo in proteine, carboidrati o grassi, ma li classifica secondo l’effetto che hanno sul corpo e la mente:

  • il cibo Satvico è quello che ti fa sentire “leggero”; (la maggior parte di frutta e verdura),
  • il cibo Rajasico è quello che provoca “l’irrequietezza”; (caffè, cioccolato, peperoncino, alcolici),
  • il cibo Tamasico è quello che ci rende “letargici” (cipolla, aglio, funghi, formaggi con muffe).

L’alimentazione quindi è considerata un mezzo per ristabilire equilibrio nel corpo.

Sempre secondo la tradizione, l’alimentazione di uno yogin si deve basare principalmente sul consumo di frutta, verdura e cereali, e, secondo il principio della non violenza (Ahimsha), anche nell’astensione dal sacrificio di tutte le forme di vita.

E’ per tutte queste ragioni che molti yogin sono vegetariani o vegani.

Ovviamente, non è assolutamente obbligatorio essere vegetariani per poter praticare yoga; caso mai, sarà la pratica dello yoga, e la comprensione dei suoi insegnamenti, a generare una maggiore sensibilità nei confronti di ciò che utilizziamo per alimentare il nostro corpo. (E anche verso la quantità di cibo che ingeriamo.)

E’ quando viene risvegliata in noi la consapevolezza che l’alimentazione è una questione davvero importante, e che il cibo non è solo una gratificazione emotiva, o un’azione con cui riempire un vuoto, ma è il nostro nutrimento e la nostra fonte di vita, che si inizia a sviluppare il desiderio di vivere l’alimentazione in maniera differente.

Ci ispira ad uno stile di vita “semplice”

“Per trovare la pace interiore vivi semplicemente; riduci ciò che ritieni necessario.” Swami Kriyananda

Questo è un concetto difficile da spiegare, e ancor più difficile da mettere in pratica, specie nella nostra società… ma proprio per questo estremamente significativo.

Ricercare la semplicità non vuol dire necessariamente adottare uno stile di vita “ascetico”, e non tutti i praticanti di yoga vivono in una grotta.

Tuttavia, gli insegnamenti dello yoga ci guidano verso una maggiore comprensione del valore delle cose che ci circondano, e del fatto che esse richiederanno inevitabilmente cura ed attenzioni da parte nostra, e che proprio per questo motivo finiranno con l’occupare spazio anche nella nostra mente.

Il disordine non sempre è creativo, e ci sono momenti nella nostra vita in cui è importante distaccarci dalle cose materiali, non solo per comprenderne l’effettiva necessità, ma anche per liberare la mente dall’ingombrante confusione generata dalle cose che ci circondano.

Questo non si riferisce solo alle cose che già possediamo, ma anche a quelle che desideriamo, e che ogni giorno ci impegniamo a raggiungere, perché anche loro finiscono con il rubare spazio ai nostri pensieri.

Comprendere che la felicità non deriva dalle cose materiali non ci garantisce l’immunità dallo stress, dalle tensioni, o dalle preoccupazioni, ma ci aiuta a creare attorno e dentro di noi un ambiente che faciliti la convivenza con questi stati emotivi estremamente comuni nella nostra società.

Come si fa a sapere se “funziona”?

In questi ultimi mesi sto ricevendo moltissime e-mail da parte vostra (Grazie! E’ estremamente educativo per me poter leggere le vostre esperienze), e molti mi voi mi dicono che già dalla prima lezione di yoga iniziano a percepire i benefici della pratica… ed è fantastico, perché significa che avete fatto le cose per bene, e con amore! 🙂

…e quando una pratica di yoga è fatta in questo modo, che sia la prima o la centesima della tua vita, alla fine ti senti meglio, percepisci il respiro più aperto e profondo, avverti una sensazione di leggerezza nel corpo, e di pace e tranquillità nella mente.

E’ questa è la prima manifestazione dei fantastici benefici dello yoga, ed è questa la strada da percorrere per raggiungere quella consapevolezza che è alla base di qualsiasi cambiamento.

In un’era moderna, dove bisogna “vedere per credere”, per convincerti del fatto che tutte le belle cose di cui ti ho parlato fino ad ora possono succedere realmente dovrei copia-incollare un elenco di studi scientifici che dimostrano il come ed il perché lo yoga fa bene per una cosa, piuttosto che per un’ altra. (Ma sarebbe noiosissimo!)

E poi penso che l’unico modo per credere, sia provare, sperimentare… e vedere su di sé l’effetto che fa.

È per questo motivo, che sono super felice di condividere con te questa  lezione di yoga per principianti, per poter sperimentare immediatamente gli straordinari benefici dello yoga.

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Una cosa sono certa di averla capita, proprio grazie alle vostre testimonianze, e cioè che il cambiamento che lo yoga ha portato ad ognuno di noi, in un modo o nell’altro, è stato positivo.

E se ti va di raccontare la tua esperienza yoga, o leggere quella di altri praticanti, puoi farlo in questa pagina: Storie di yoga

Questa è la magia dello yoga!

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(Ma prima di andare… perché non condividere sui tuoi Social un po’ di magia? Anche se virtuale, funziona comunque! 🙂 )

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49 commenti su “Lo Yoga “ci cambia”! Ecco come, e perché…”

  1. Ciao, ti scrivo perché sono diversi anni che cerco di avvicinarmi allo yoga, ho iniziato con la pratica in un centro vicino a casa, l’insegnante è fantastica e tutte le volte che esco dalla
    Lezione mi sembra di volare, ma poi dopo qualche mese sono sopraffatta dai pensieri e dalle preoccupazioni ed senza che me ne accorga smetto di andare a lezione, di meditare al mattino e tutti i progressi fatti svaniscono. So di essere una persona non costante, ma non so come fare per tornare ad essere la persona che vorrei come quando seguo le lezioni. Sia nello yoga che nella vita dopo un po’ perdo l’entusiasmo nelle cose e smetto. Sai darmi qualche consiglio?

    Rispondi
    • Ciao Cristina,
      ti capisco benissimo, capita a moltissimi di noi di perdere l’entusiasmo in una cosa dopo un po’ che la si pratica.
      Credo che il segreto per avere continuità, sia non esagerare, nel senso di cercare di fare una cosa con continuità ma a piccole dosi. Inoltre, credo anche che ogni cosa arrivi al momento opportuno. Secondo il mio punto di vista, se non hai avuto la costanza di continuare è perchè non eri ancora pronta, vedrai che quando lo sarai per davvero la voglia di srotolare il tappetino arriverà in modo naturale. Infine, considera che se questo aspetto di te in qualche modo ti da fastidio, puoi provare ad utilizzare l’intenzione per “piantare il seme della costanza” nella tua mente. In questo caso la tua risoluzione potrebbe essere: “Mi prendo cura di me, mi dedico con dedizione e costanza a ciò che mi fa star bene”. Prova a ripetere questa risoluzione ma senza importi di praticare, lascia che avvenga in modo naturale.
      Spero di esserti stata utile, un abbraccio e buona continuazione 🙂 🙏

      P.S. Sempre che tu non lo abbia già fatto, ti consiglio di leggere l’articolo: L’intenzione nello yoga, cos’è e come sceglierla.
      https://yoganride.com/intenzione-o-sankalpa-nello-yoga-cosa-e-come-sceglierla/

      Rispondi
  2. Ciao Laura, da qualche giorno sto pensando di iniziare a fare lezioni di yoga……per iniziare a gestire le mie ansie e la mia impulsività…..potrei trovare benefici e/o risultati

    Rispondi
    • Ciao Luciano,
      certamente! Lo yoga è un’ottima disciplina che aiuta anche a gestire l’ansia e l’impulsività. Moltissime persone hanno ottenuto grandi benefici, per farti un’idea, puoi dare un’occhiata ai commenti del programma per vincere ansia e stress in questa pagina: https://pro.yoganride.com/corsi-completi/yoga-per-vincere-lo-stress-corso-completo/
      Spero di esserti stata utile, buona continuazione e ci vediamo alla prossima:)

      Rispondi
  3. Ciao a tutti. Sono Salvatore ed ho 40 anni. Pratico Ashtanga yoga da 5 mesi e praticandolo ormai tutti i giorni è diventato un aspetto importante della mia vita. Posso garantire che la pratica costante e quotidiana mi ha cambiato. Dall’alimentazione (non riesco più a mangiare carne, il mio corpo la rifiuta ed ora sto iniziando a rifiutare anche il pesce) alle priorità che dai alla vita. In 5 mesi è cambiata la mia visione della vita. Prima si basava sull’avere e sull’essere rispetto agli altri, adesso è tutto incentrato su quello che sento dentro. Ora mi basta un respiro per essere “completo”.

    Rispondi
    • Ciao Salvatore,
      grazie mille per la tua preziosa testimonianza… lo yoga ha colpito ancora! :)))
      Buona continuazione e una splendida giornata ???

      Rispondi
  4. CLAP CLAP LAURA!!!!! Una sintesi esaustiva, allegra e invogliante della pratica Yoga! Super come sempre, che altro dire! 😉

    Rispondi
    • Grazie mille Nicolò,
      super gentile come sempre 🙂
      Un abbraccio e ci vediamo alla prossima ???

      Rispondi
  5. Ho iniziato a praticare yoga un anno fa. Durante la fase di rilassamento, le prime volte, ho pianto, ho “tirato fuori” tutto il dolore accumulato negli ultimi anni. Da allora solo emozioni positive e serenità. Non voglio e non posso più farne a meno, mi fa stare bene con me stessa, coi miei ricordi e con il resro del mondo.
    Le lezioni di yoga sono a pagamento? Che cosa ci vedete di male? È comunque un lavoro, il lavoro di un insegnante che ti insegna ad entrare in contatto con la parte più preziosa di te stessa…quella che hai sempre trascurato

    Rispondi
  6. Ho iniziato a praticare yoga un anno fa. Durante la fase di rilassamento, le prime volte, ho pianto, ho “tirato fuori” tutto il dolore accumulato negli ultimi anni. Da allora solo emozioni positive e serenità. Non voglio e non posso più farne a meno, mi fa stare bene con me stessa, coi miei ricordi e con il resro del mondo.
    Le lezioni di yoga sono a pagamento? Che cosa ci vedete di male? È comunque un lavoro, il lavoro di un insegnante che ti insegna ad entrare in contatto con la parte più preziosa ci te stessa…quella che hai sempre trascurato

    Rispondi
    • Ciao Paola,
      grazie mille per la tua preziosa testimonianza. Mi fa molto piacere sapere che anche a te lo yoga ti ha cambiato la vita in meglio, yeah!
      Buona continuaizone e ci vediamo alla prossima!

      Rispondi
  7. salve,pratico yoga da circa sei anni, non tutti i giorni ma almeno tre volte a settimana,da sola in casa. Ero molto pigra e diffidente col movimento fisico poiché ho molti dolori a tutte le articolazioni. I corsi che provai erano inadatti alle mie capacità,cosi ,ormai allo stremo per un problema all anca ,cominciai per disperazione da sola con un libro illustrato
    Non ho piu smesso e credo di camminare ancora grazie allo yoga.
    Di seguito cominciai a cambiare alimentazione,sempre spontaneamente. Poi ho smesso di fumare. Mi dispiace molto di non aver ancora trovato un maestro o una comunità senza programmi ,step o abilità da sviluppare o performance da migliorare, ma solo yoga da fare. Mi dispiace anche vedere tutta questa associazione col profitto ( corsi, articoli per la pratica,seminari,tutto a pagamento) quando lo yoga ne sarebbe estraneo. Concordo pienamente che mi ha cambiato la vita.

    Rispondi
    • Grazie Maja per il tuo commento.
      Mi fa molto piacere sapere che lo yoga ti abbia cambiato la vita in meglio.
      Dall’altra parte devo confessarti che anche io quando ho iniziato a fare yoga mi sono chiesta cosa centrasse lo yoga col profitto.
      Col senno di poi, mi sono resa conto che in un contesto moderno, se si vuole fare dello yoga una professione, purtroppo non si può fare a meno di chiedere un compenso in cambio.
      Inoltre, credo che il lavoro svolto da un’insegnante sia giusto che venga ricompensato dal momento in cui i corsi di formazione, i libri e tutti gli strumenti necessari per formarsi hanno un costo.
      Ad ogni modo, esistono alcuni insegnanti che non insegnano per lavoro ma per passione e svolgono questa attività gratuitamente.
      Come è pur vero che molti insegnanti insegnano per lavoro e per passione ma per vivere della propria passione è necessario richiedere un compenso.
      Buona continuaizone e ci vediamo alla prossima.

      Rispondi
  8. Ciao a tutti, anche io sono arrivata allo yoga per caso e scettica…dopo un anno l’ho sospesa, ma continuavo a sentirne il bisogno e così l’anno scorso ho cercato un corso adatto (non facile trovare una persona e un corso veramente yogici…si dice così???) …confermo tutto quello ben detto nell’articolo, credo di essere yoga dipendente ?

    Rispondi
    • Ciao Giovanna,
      grazie mille per le tue parole sincere :))))
      Mi fa piacer che sei diventata una yogini dipendente… ti capisco… una volta che si comprende davvero cos’è lo yoga non lo si può più abbandonare!
      Buona continuazione e sopratutto buona pratica! Un abbraccio & Namaste ???

      Rispondi
  9. Leggendo tutte queste bellissime teorie dello yoga mi viene quasi da ridere… Non metto assolutamente in dubbio l’effetto positivo della pratica, bensì di tutto quello che gira intorno a questa, che e ormai diventata un business con un giro di affari importante. Ormai non c’è paese (nemmeno il più piccolo con soli 200 abitanti… di solito frequentato da sole donne over 40…) che non propone un corso di Yoga, ovviamente a pagamento….
    Mi chiedo una cosa… Siccome spesso gli insegnanti di yoga danno lezione per passione e come secondo o terzo “lavoro”, perché chiedono minimo 40 euro a lezione????
    Lo yoga non insegna a vivere con il minimo necessario (come faccio io…) e a mettere a disposizione la propria esperienza per aiutare il prossimo…
    E poi bisogna sapere che non siamo tutti uguali… ci sono persone che si rilassano ballando in discoteca (orribile…), alcuni bevendo due bicchieri di vino (meglio evitare…), e altri (questo è il mio caso…) semplicemente vivendo con poco in mezzo al bosco e facendo ogni giorno belle camminate, osservando la natura, curando gli animali ecc. Poi essendo un ex sportivo ovviamente faccio anche ginnastica, identica a quella dello yoga (cambia solo i nome…).

    Siccome mia moglie ha partecipato per un stagione a un corso di yoga, e non uscendone molto convinta (anzi..), volevo testare sulla propria pelle l’effetto (sono uno molto curioso)… Mi è bastata una sola lezione per capire… tante cose…
    All’insegnante come prima cosa consiglierei di fare delle belle camminate veloci per buttar giù più di qualche chilo… Poi gli esercizi tutti già conosciuti è imparati dal mio ex professore (ISEF) di ginnastica… Poi io personalmente mi rilasso quando sono solo e ascolto la natura, gli uccelli, il mare… Se uno mi parla in continuazione (l’istruttore di yoga) e intorno a me ci sono altre persone, l’ambiente è freddo ecc., assolutamente non mi fa nessun effetto…. Anzi mi sono inervosito al punto che non ho dormito tutta la notte!
    Quindi arrivo alla conclusione….
    Sono convinto che per trovare un equilibrio, una tranquillità, rilassatezza non serve fare corsi di nessun tipo…, tanto meno quelli “spirituali”…
    Di solito per chi ha la possibilità di farsi una buona camminata veloce di un’ora al giorno nel bosco, non serve praticamente altro e anche la respirazione viene e si aggiusta automaticamente… e gli esercizi potete farli tranquillamente da soli in casa o su un prato verde….e con i soldi risparmiati potete comprarsi una bella bicicletta oppure una macchina fotografica…
    Un altro consiglio per stare bene…. Buttate via lo smarphone!

    Rispondi
    • Caro Nexus, sono d’accordo con te sulle camminate nei boschi e anche sullo smartphone ma non siamo per fortuna tutti uguali. Io pratico yoga da una anno e mezzo e le camminate in montagna, il trekking, i cammini di più giorni con lo zaino sono sempre stati la mia passione. Quando riesco a far coincidere le due cose, yoga e cammino allora mi sento davvero meglio. Lo yoga educa all’auto ascolto, l’ascolto del proprio corpo e delle proprie sensazioni sia in natura che fuori di essa, anche in un posto affollato come può essere una stazione metropolitana. Probabilmente una lezione di prova di yoga non è sufficiente per accorgersi di tutto questo soprattutto se non ci si avvicina allo yoga con apertura ma con scetticismo e diffidenza, andando a cercare solo conferme ai nostri pregiudizi. Un corso frequentato per la maggior parte da donne over 40? e allora? che male c’è ad avere più di 40 o 50 anni? Sono molto d’accordo invece sullo smart phone che crea dipendenza. Andrebbe buttato via se non lo si sa gestire. Te lo dice uno che ha fatto a meno delle TV per 15 anni quando si è accorto che gli procurava una forma di dipendenza. Sugli insegnanti di yoga lascio a ognuno la libertà di valutare il proprio.

      Saluti.

      Rispondi
  10. da qualche mese sto attraversando un periodo di crisi che ha messo in discussione un po’ tutti gli ambiti della mia vita…una carriera universitaria travagliata ancora da concludere, una relazione storica ma difficile stroncata…mi sono ritrovata alla soglia dei 30 anni a non sapere più chi sono e cosa voglio. ho deciso quindi di iniziare un cammino per trovare le risposte alle domande che questa crisi esistenziale mi ha posto, cosi affianco al percorso di psicoterapia anche lo yoga (cundalini yoga per la precisione). alla prima lezione, durante il rilassamento, ho sognato e pianto acciuffando anche se per poco la mia energia, la mia essenza ed è stato un momento davvero “magico”. riesco a non pensare durante la lezione , concentrandomi sul respiro e sul corpo. ho tanta strada ancora da fare nella comprensione del ” qui ed ora” , ma spero che lo yoga possa accompagnarmi in questo viaggio alla scoperta o al ritrovamento di me stessa.

    Rispondi
  11. Ciao, ho cinquantun’anni ed ho iniziato a praticare Hata Yoga un anno fa dopo uno sconvolgimento emotivo sfociato in gastrite. Lo yoga mi ha aiutato molto e, a distanza di un anno dopo un altro sconvolgimento emotivo in un periodo in cui pratico meno, estate, ashram chiusi, cerco di praticare in spiaggia con gruppi vari. Devo dire che lo yoga mi ha aiutato molto, riportare l’attenzione su di sé sulla propria energia aiuta ad incamerarla e a non disperderla invano. Lo yoga però mi ha smosso qualcosa dentro, qualcosa che era già presente ma coperto, sepolto, tappato. Non so se sia consapevolezza o inconscio che viene a galla dopo anni di tumulazione. Fatto sta che a parte tutti gli enormi benefici fisici, più elasticità, più scioltezza, meno dolori articolari e muscolari, dimagrimento, non tutto è stato ed è così positivo. I miglioramenti psichici non sono stati immediati come quelli fisici ed hanno ancora da venire.

    Grazie per questo spazio.

    Michele

    P.S.: vi ho trovato cercando iuggiai pranayama 😉

    Rispondi
    • Ciao Michele,
      grazie per la tua sincera testimonianza.
      La realtà è che è proprio così, lo yoga, come molte altre discipline, smuove le emozioni ed in un certo senso, bisogna essere pronti.
      Lo yoga ci mette di fronte alle nostre difficoltà e paure ma allo stesso tempo ci fornisce gli strumenti necessari per superarle e riscoprire la nostra vera natura, fatta di felicità.
      Ti auguro una buona continuazione. Sono sicura che continuando a coltivare l’ascolto interiore, le cose, dal punto di vista emozionale, andranno sempre meglio. Namaste ✨??

      Rispondi
  12. Dimenticavo….già caratterialmente sono ansiosa….per cui diciamo che questa “nuova età ” ha marcato pesantemente.
    ???

    Rispondi
  13. Trovo per caso il tuo articolo. Da un po’ mi “frulla” in testa l’idea di iniziare yoga. Soffro di attacchi di ansia che sfociano in pianto senza motivo apparente…ho 53 anni e forse gli squilibri ormonali dovuti all’età stanno avendo la peggio su di me.
    Vorresti evitare ansiolitici o pseudo tali se possibile…
    Per cui a settembre ci provo con lo yoga nella speranza di uscire da questo “buio” spero momentaneo
    Intanto grazie per…averti scoperta

    Rispondi
  14. Questo articolo sarebbe da stampare e appendere in camera.grazie

    Rispondi
    • Yeah, grazie mille Giulia, besitos :))))

      Rispondi
    • Ciao ti consiglio vivamente lo yoga, io lo pratico un ora tutti i giorni e dopo due mesi non ho piu l’ansia. È una sensazione bellissima affrontare le difficoltà e i problemi quotidiani con preoccupazione e agitazione del caso, ma senza ansia. È bellissimo.

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  15. Carissima Laura sono felicissima e con immenso piacere volevo informarti che da quando pratico lo yoga la mia vita è letteralmente cambiata….Mi sento in gran forma, sono serena, sono felice, trasmetto amore e positività, insomma una vita piena … Grazie ed ancora grazie…

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    • Wow Patizia,
      Che notizia grandiosa :))) sono davvero super felice per te!
      Lo yoga é magico e mi fa piacere che tu lo stia vivendo. Ti auguro una splendida continuazione.
      Buona giornata e alla prossima :)))

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  16. Grazie laura

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    • Grazie a te Cassy, è un vero piacere :))))

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  17. Ciao Laura l’articolo è molto interessante. Ho praticato power yoga per pochi mesi e ammetto che mi piaceva molto, specialmente per i risultati sulla mia linea.
    Purtroppo nella mia vota ho incontrato l’incubo della depressione, mi sento incapace di reagire di fronte alle persone che comunicano negatività e ciò si ripercuote nella vita quotidiana creandomi attacchi si ansia .Per questo ho pensato si avvicinarmi ad uno stile yoga più meditativo come hata yoga, nella speranza che possa smuovere delle capacità nascoste senza soffrire, per fronteggiare la negatività degli altri. Pensi che possa riuscire a tirare fuori queste capacità? Cassy un abbraccio

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    • Ciao Cassy,
      grazie per le tue parole e per aver condiviso la tua esperienza.
      Sicuramente l’Hatha yoga è molto più interiorizzante e meditativo rispetto al power yoga poiché si enfatizza molto anche sulla respirazione.
      Attraverso il controllo del respiro, possiamo imparare a gestire le emozioni e questo si rivela uno straordinario aiuto nella gestione degli attacchi d’ansia e di panico.
      Per cui vai tranquilla e srotola il tappetino ;))) Buona continuazione e alla prossima!

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  18. Ciao. Non ho Mai fatto yoga e ho fatto la Mia prima lezione online. Sembra assurdo ma ho Gia’ percepito il benessere di cui parli e la serenita’ interiore (e venivo da uno sfacelo di fine settimana)!
    Grazie…continuero’ !

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    • Ciao Cristina,
      sono davvero felice che tu abbia provato questa sensazione…. questa è la magia dello yoga :))))
      Buona continuazione e alla prossima 😉

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  19. Ciao Leonino,
    grazie per il tuo commento, sarò felice di darti la mia opinione.
    In realtà quando si soffre di gravi patologie alla schiena, come potrebbe essere il caso dell’ernia al disco, andrebbe praticato un tipo di yoga adatto.

    Lo yoga può essere utilissimo e terapeutico in questo caso però deve essere fatto nel modo giusto poichè non tutte le posizioni fanno bene alla schiena in caso di ernia.

    In generale, come precauzione, è consigliato evitare le torsioni ed i piegamenti all’indietro (come la posizione dell’aratro).

    Poichè ogni patologia si manifesta in ognuno di noi in modo differente, in generale, per comprendere quali sono le posizioni che ci stanno facendo bene oppure no, è necessario imparare ad ascoltarsi e come sempre praticare entro i propri limiti senza mai percepire dolore.

    Con questo atteggiamento di ascolto e di rispetto verso il corpo, lo yoga può essere solo che benefico.

    Per quanto riguarda il perdere peso, beh, con lo yoga è possibile, però se stai cercando un movimento aerobico, dovresti scegliere un tipo di yoga dinamico e con un ritmo intenso come il Vinyasa o Ashtanga yoga solo che aihmè nel tuo caso, non me la sentirei di consigliartelo poichè è abbastanza impegnativo per la tua schiena.

    Spero di esserti stata utile, buona continuazione e Namastè 🙂

    Rispondi
  20. Ciao , il tutto è bellissimo ma, io mi sono avvicinato allo yoga circa 2 anni fa, premetto che ho 56 anni una vita di sport di varia natura ed i postumi di una voluminosa ernia al disco L4-L5 ed una malformazione ovoidale delle teste femorali, c’è da dire che in questi 2 anni sono migliorato tantissimo dal punto di vista dell’elasticità delle strutture tendinee , muscolari ecc.ma poco dal punto di vista interiore, essendo un fisioterapista mi sono sempre chiesto tutte quelle flessioni, torsioni se sono realmente benefiche, chiedendo in giro ai vari maestri non hanno saputo soddisfare le mie domande. Oltretutto ho perso massa magra ed ho difficoltà a perdere peso, essendo la pratica yoga non aerobica ! Cosa ne pensi?Grazie molte.

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  21. Io ho conosciuto lo yoga circa sette anni fa per caso quando nella palestra che frequentavo è arrivata una insegnante di hatha yoga e ci ha proposto di provare questo corso. Era un momento della mia vita molto particolare in cui tutto sembrava andare all’opposto di come avrebbe dovuto, non riuscivo più a dormire la notte! Questa persona e questa nuova attività mi ha molto rasserenato. Da allora ho praticato in altre palestre e centri yoga e talvolta anche per conto mio a casa, non sono più riuscita a smettere. Sto anzi pensando di fare un corso per insegnanti per approfondire questa fantastica disciplina. Grazie per la tua attività su internet. Un abbraccio. Ciao!

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    • Grazie a te per aver raccontato la tua esperienza. Sono felice che ti sia venuta la voglia di approfondire questa straordinaria disciplina e sono sicura che sarà un percorso che ti porterà un sacco di soddisfazioni! Buona continuazione, un abbraccio 😉

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  22. Anche io scettica… Piedi piantati bene a terra. Ammetto che lo yoga mi fa (o meglio mi faceva) un po’ paura… Ma forse non era lo yoga in se ma la paura di lasciarsi andare e guardare dentro se stessi.
    Son arrivata a questo sito quasi per caso (un amico mi parlava dei pranayama e delle tecniche del respiro) e per curiosità ho provato le prime lezioni del corso principianti. Sebbene idea di guardarmi dentro e iniziare un percorso di cambiamento un po’ mi spaventi ancora, devo dire che son davvero molto contenta. Durante lo yoga riesco a dimenticare (anche se solo per 20 minuti) la mia vita quotidiana, che è bellissima ma davvero stressante.
    Le lezioni per principianti ma soprattutto quella sulla respirazione, mi hanno regalato dei momenti di relax e di pace interiore. 🙂

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    • Grazie per la tua bellissima testimonianza!
      Credo che guardare dentro se stessi sia forse una tra le cose più complicate al mondo ma avere il coraggio di farlo è sicuramente il più bel regalo che possiamo fare a noi stessi ed anche a chi ci sta attorno, perchè quando stiamo bene e siamo felici, allora questa felicità la trasmettiamo anche agli altri.
      Sono felice che tu stia facendo questo percorso e che stia trovando relax e pace interiore nella pratica.
      Buona continuazione :))

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  23. Tutto molto bello e interessante, ma quando si è bloccati su una sedia rotelle per circa due mesi a causa di un incidente, cosa posso fare? Ho praticato per un po e devo ammettere che mi piaceva molto ma adesso cosa posso fare?

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    • Ciao Giuseppina,
      Mi dispiace per il tuo incidente, e ti ringrazio per aver commentato.
      Se ho capito bene la tua domanda ha a che fare con il come praticare yoga, quando non ci si gode di completa mobilità.

      La risposta ovviamente cambia in funzione delle limitazioni alle quali si è soggetti, ma posso assicurarti che esistono un sacco di pratiche che possono essere fatte anche quando non si ha la possibilità di mettersi sul tappetino. Mi riferisco agli esercizi per la parte superiore del corpo, come le spalle ed il collo, alle pratiche di pranayama e all’utilizzo dei mudra, ovvero i gesti delle mani.

      Questi ultimi in particolare credo che siano particolarmente indicati quando non ci si può muovere, in quanto prevedono l’utilizzo delle sole dita delle mani. Addirittura, Gertrud Hirschi, l’autrice del libro: I NUOVI MUDRA – Gesti sacri di energia, ha dichiarato che la pratica dei mudra la ha aiutata molto a recuperare da un incidente che aveva subito.

      Spero di esserti stata utile,
      Buona guarigione!

      Rispondi
  24. Che bello leggere queste testimonianze! Mi ritrovo completamente in quello che scrivete…posso dire di essere ” yoga dipendente”! Non solo ho curato tanti acciacchi del mio corpo, dovuti all’attività sportiva e a posture sbagliate, ma ho anche curato la mia mente. Ho trovato la serenità, che è così difficile avere nel nostro mondo pieno di problemi, di stress e di persone che cercano di “negativizzarti”…
    Ho superato una situazione pesantissima di qualche anno fa…due grossi lutti, che mi avevano devastata…
    Sono diventata negli anni la persona che ero, ma che avevo scordato di essere…

    Rispondi
    • Ciao Cristina,
      che bello leggere anche la tua preziosa testimonianza!
      Grazie per le tue parole di cuore ♥
      Keep riding 😉

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  25. ciao Laura, ti ringrazio moltissimo di essere stata così profonda ed esauriente sulla pratica dello yoga, lo pratico da un po di anni 2 volte la settimana con una mia insegnante, e a csa da sola un po ogni giorno, devo dire che inizialmente quando mi sono avvicinata a questa pratica un periodo di tempesta nella mia vita non sapevo cosa facevo e non praticavo quasi mai l qui e ora, ma la mia maestra è stata molto paziente e io desiderosa di cambiare e di provare al punto che oggi mi piace molto, e ho bisogno di fare pratica ogni giorno,girovagando su internet ho trovato te, e ho seguito con molto interesse i tuoi esercizi, xchè mi piace sempre imparare qualcosa di nuovo e so che ci sono molti modi di fare yoga,ad esempio anche lo yoga nidra che ho trovato da te mi piace molto, non l’avevo mai provato, sostanzialmente si lo yoga è un odo di essere, un modo di stare bene dentro se stessi è un viaggio nel cambiamento e la ricerca dell’equilibrio x me è molto importante “cerco di praticarla” ogni giorno, ciao Laura, molte grazie

    Rispondi
    • Ciao Stefania,
      è fantastico il mondo dello yoga vero?
      A volte richiede tempo prima di poterne assaporarne tutti i benefici ma con la costanza e la pratica, proprio come quella che hai dimostrato di avere, si ottengono grossi risultati!
      Sono felice che lo Yoga ti faccia star bene, buona continuazione! Enjoy 😉

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  26. Io faccio parte della categoria degli scettici e di quelli che stanno sempre bene con i piedi per terra, pero’ mi piace sperimentare, così ho iniziato a praticare lo yoga! Sportivo da sempre, pieno di acciacchi e stress infiniti, ho capito che non mi ricordavo neanche chi fossi realmente e soprattutto dove stesse andando la mia vita, ho 47 anni. La pratica dello yoga e la meditazione giornaliera hanno curato il mio corpo grossolano e risvegliato quello sottile, il mio cervello ha iniziato a funzionare benissimo, dandomi una serenità, una vitalità e una consapevolezza incredibili. Seguo sempre questo blog, ma non conosco Laura e i suoi collaboratori, quindi non ho nessun interesse nascosto, posso solo dire a chi legge che tutto quello che viene proposto è assolutamente efficace e i benefici si ritrovano in ogni ambito della nostra vita.
    Capire la presenza, il quì e ora, il vedere i propri corpi sottili, proviene solo dalla pratica, io ne sono la prova e dalla mia esperienza mi permetto di consigliarlo a tutti, mettete da parte i pensieri e iniziate a sperimentare, praticate!!!
    ciao, Rocco

    Rispondi
    • Ciao Rocco,
      grazie mille per le tue parole sincere. E’ stato molto gratificante leggere la tua testimonianza e scoprire che anche tua hai sperimentato che lo yoga funziona!
      Buona continuazione 🙂

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  27. Definire il corpo fisico “grossolano” mi sembra un po’ ridicolo….

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    • Ciao Gabriella,
      grazie per il tuo commento. Posso capire che il termine suoni “strano”, ma la definizione di corpo grossolano non è una mia invenzione. E’ un termine che viene utilizzato in numerose tradizioni, e scuole di pensiero orientali. Il corpo grossolano, come riporta “wikipedia”, non è altro che il corpo fisico, soggetto a nascita e morte. Esso è ovviamente il corpo più denso in modo assoluto, tant’è che può essere percepito con i normali organi di senso.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Corpo_(esoterismo)#Corpo_grossolano

      Rispondi

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