Ricordo come fosse ieri la prima volta che ho partecipato ad una lezione di yoga. L’insegnante, dopo averci invitato a metterci comodamente seduti con gli occhi chiusi, ci ha chiesto di porre “un’intenzione per la pratica”.

La mia reazione è stata più o meno una cosa di questo tipo: intenzione di che? 🤔

La mia intenzione era quella di provare a fare yoga, di vedere di cosa si trattava, di fare una nuova esperienza di vita.

Che altre intenzioni avrei dovuto avere? Salvare il mondo? Lottare per la pace universale? O forse fare tutte le posizioni super bene come l’insegnante?

Ovviamente “l’intenzione” nello yoga (o sankalpa) è tutt’altra cosa… e in questo post sono felice di raccontarti di cosa si tratta, e di come funziona questa importante componente dello yoga.

Cos’è un “intenzione” o “sankalpa“?

Se analizziamo questo termine utilizzando il dizionario, scopriamo che l’intenzione è: “la volontà che si vuole porre per orientare e dirigere la coscienza verso un orizzonte, come il compimento di un’azione o il prefiggersi un progetto.”

Ad esempio, se in questo momento la tua intenzione è quella di voler capire cos’è un intenzione, stai orientando la tua volontà verso un orizzonte, prefiggendoti il progetto di chiarirti le idee su un aspetto che non ti è chiaro. 🙂

Yogicamente parlando, l’intenzione viene chiamata Sankalpa.

Questa parola sanscrita significa letteralmente proposito, desiderio, risoluzione, o più semplicemente: intenzione, e si riferisce alla convinzione che sia possibile realizzare ciò che la mente si propone di realizzare.

Il sankalpa è un potente mezzo di trasformazione e realizzazione a cui possiamo ricorrere quando ci rendiamo conto che è arrivato il momento di cambiare qualcosa nella nostra vita, quando sentiamo la necessità e il desiderio di trasformarci e di far affiorare le nostre qualità positive.

Le parole più semplici e dirette che ho trovato per esprimere il funzionamento del sankalpa sono del maestro Swami Saraswati:

Il suo effetto è di risvegliare la forza di volontà interiore unendo la consapevolezza cosciente con le forze inconsce che giacciono dormienti. Prende la forma di una frase o frase breve, espressa in modo chiaro e conciso, usando la stessa formulazione ogni volta, per determinare un cambiamento positivo nella propria vita.”

Il concetto di sankalpa era già presente nei primi testi filosofici della tradizione yoga, cioè i Veda e le Upanishad, però è grazie al maestro Satyananda che il sankalpa è tornato ad assumere un ruolo importante nella pratica yoga contemporanea, specialmente nella pratica del rilassamento guidato ideata dal maestro, che si chiama Yoga Nidra.

Infatti, Satyananda scoprì che, durante la fase di rilassamento profondo, la mente è particolarmente calma e ricettiva, predisposta a ricevere il seme del nostro proposito, ed a farlo germogliare nelle profondità del nostro essere, fino alla radice della nostra anima.

Ed è per questo che, normalmente, durante una lezione di Yoga Nidra, ad un certo punto l’insegnante invita i praticanti ad esprimere un intenzione, a seminare un proposito.

Attraverso questo questo proposito, seminato nel momento in cui la mente è maggiormente predisposta a riceverlo, è possibile dare una nuova forma alla nostra personalità, e una nuova direzione alla nostra vita.

Possiamo quindi pensare al sankalpa come ad un’idea che nasce dal nostro cuore e che fissiamo nella mente, con lo scopo di trasformare la nostra vita: fisicamente, mentalmente, emotivamente, e anche spiritualmente.

Come scegliere un intenzione

Prima di passare alla pratica, e quindi di vedere come e quando porre la nostra intenzione, è bene cercare di capire un po’ meglio come scegliere la nostra intenzione.

Sembra scontato, in quanto tutti abbiamo dei desideri, delle cose che vorremmo fare o possedere, o delle qualità che vorremmo acquisire.

Tuttavia è importante evidenziare che il sankalpa non è uno strumento per ottenere il soddisfacimento di bisogni materiali, e che non dovrebbe mai essere riferito ad un qualcosa di quel genere, come ad esempio: “ho intenzione di comprare una nuova macchina”, o “voglio acquistare quel vestito strepitoso che ho visto in offerta su Instagram“.

Non si tratta di questo.

Lo scopo del sankalpa è quello di aiutarci a cambiare quegli aspetti della nostra personalità che ci fanno soffrire, e che ci impediscono di progredire nel nostro percorso di crescita e di sviluppo come esseri umani.

Magari siamo vittime di una cattiva abitudine, e non riusciamo a liberarcene. O magari vorremmo riuscire ad essere più pazienti e comprensivi con noi stessi e le persone che ci circondano. Magari vorremmo essere più sicuri di noi stessi, o più sensibili ai problemi degli altri.

L’elenco delle possibilità è infinito, ed estremamente personale.

La cosa positiva è che ognuno di noi, osservandosi e ascoltandosi con sincerità, amore e comprensione, ha la possibilità di individuare quali sono gli aspetti della propria personalità che vorrebbe migliorare.

E sulla base di essi, formulare la propria intenzione.

In generale, la pratica dello yoga è uno strumento meraviglioso per aiutarci in questo percorso di “scoperta di noi stessi”, e se hai voglia di approfondire questo argomento, ti suggerisco di leggere il post: Lo yoga “ci cambia”, ecco come e perché…

Come formulare un intenzione

Il sankalpa viene normalmente espresso in una frase breve, e di accezione positiva.

Ad esempio, è meglio dire: “Sono attento e concentrato”, piuttosto che: “Non mi faccio distrarre”. Questo è un aspetto molto importante, in quanto a livello inconscio la mente ha difficoltà ad accettare le negazioni.

Per lo stesso motivo, anche le formulazioni ipotetiche andrebbero evitate (ovvero i se, ed i ma). Il sankalpa dovrebbe avere una formulazione definitiva, e sempre riferita al tempo presente.

Ad esempio, invece di dire: “Vorrei smettere di fumare” diremo: “Sono una persona consapevole, ed ho tutto quello di cui ho bisogno”.

In pratica si tratta di esprimere l’intenzione come se essa fosse già compiuta, e quindi come se fosse una caratteristica già acquisita della nostra personalità.

Di seguito, ti riporto alcuni esempi di sankalpa che spero possano aiutarti a capire questo concetto:

  • Comunico con chiarezza e compassione.
  • Amo la mia vita.
  • Esprimo amore e sono amato.
  • Sono presente in ogni momento.
  • Ho successo in tutto ciò che intraprendo.

Quando porre un intenzione

Come abbiamo visto, quella dell’intenzione è una pratica che è tornata ad essere molto utilizzata grazie agli studi fatti dal maestro Satyananda, in quanto la pratica dello Yoga Nidra favorisce il rilassamento della mente, e quindi la predisposizione di un ambiente favorevole alla germogliazione del nostro proposito.

Tuttavia, nulla ci impedisce di seminare la nostra intenzione ogni volta che ci troviamo in condizioni favorevoli, come ad esempio durante la meditazione, durante la pratica yoga, o in alcuni momenti particolari della nostra quotidianità.

Esiste però una distinzione fra l’intenzione che poniamo durante la pratica dello yoga, e quella che poniamo negli altri momenti della nostra vita.

L’intenzione nella pratica

L’intenzione che poniamo durante la pratica è generalmente espressa in riferimento a qualcosa che ha a che fare con la pratica stessa. Ad esempio: la volontà di mantenere la mente attenta agli asana che praticheremo nel corso della lezione, oppure la volontà di fare yoga rispettando il limiti del nostro corpo.

In questo caso individuare l’intenzione sulla quale focalizzarci è abbastanza semplice; ci basta riflettere su cosa non ci soddisfa nella nostra pratica quotidiana, e su cosa vorremmo migliorare.

Quindi, la nostra intenzione potrebbe forse essere quella di smettere di confrontare la nostra flessibilità con quella del vicino di tappetino. In questo caso, il nostro sankalpa, la nostra intenzione, sarà incentrata sull’attenzione e sulla propriocezione.

La cosa interessante è che stabilire un’intenzione per la pratica yoga è un po’ come creare una metafora che ci aiuta a trasportare nella quotidianità ciò che facciamo sul tappetino.

Così, imparando a lasciare andare il confronto col vicino, impariamo anche a lasciar andare il confronto nella vita di tutti i giorni, impariamo a non sentirci migliori o peggiori degli altri, ma semplicemente noi stessi.

Impariamo ad amarci ed apprezzarci per ciò che siamo … e anche se non abbiamo quei leggings o quelle forme o quelle abilità che tanto vorremmo avere, saremo maggiormente coscienti delle qualità che ci rendono unici e straordinari… ed è questo il nostro vero valore!

Eccoti alcuni esempi di sankalpa per la pratica:

  • Accetto e rispetto le rigidità del mio corpo e le distrazioni della mente.
  • Lascio fuori il giudizio, mi osservo con il cuore.
  • Esprimo armonia e felicità in ogni mio gesto.
  • Accetto tutte le mie emozioni.
  • Sono concentrato/a sulla mia pratica.
  • Mi prendo cura di me stesso/a con gentilezza e rispetto.
  • Mi prendo il tempo per respirare.

Nella pratica yoga, così come nella meditazione, l’intenzione si ripete all’inizio della lezione, quando, come accennavo all’inizio di questo articolo, l’insegnante invita a pronunciarla mentalmente per una oppure tre volte.

Non sempre è così; ci sono insegnanti che non la utilizzano mai, oppure solo in alcune lezioni specifiche.

La cosa positiva è che, se ti va di utilizzarla come tuo personalissimo strumento di realizzazione, sei libero/a di farlo, poiché si tratta di ripetere la tua intenzione mentalmente. Sarà solo una cosa tua, e nessuno ti prenderà per matto. 🙂

Un’altro buon momento per pronunciare l’intenzione è alla fine della pratica, quando ci si rilassa in shavasana.

L’intenzione nella vita di tutti i giorni

Il sankalpa che possiamo utilizzare nella quotidianità della vita di tutti i giorni è lo stesso che possiamo utilizzare durante la pratica di Yoga Nidra.

Questa intenzione è riferita, normalmente, ad un cambiamento che vogliamo apportare alla nostra vita. (Magari una qualità che sentiamo di non avere, ma che vorremmo facesse parte della nostra personalità.)

Il momento migliore per porre l’intenzione al di fuori della pratica yoga è la mattina appena svegli, o la sera prima di addormentarsi.

La mattina appena svegli in quanto la mente è molto ricettiva, e non ancora contaminata dai pensieri e dalle preoccupazioni della giornata. La sera in quanto addormentarsi con un pensiero positivo farà lavorare l’inconscio durante la notte verso la direzione che vogliamo prendere.

Ecco alcuni esempi di sankalpa per la vita di tutti i giorni:

  • Accetto e amo ogni parte di me.
  • Sono consapevole ed efficiente.
  • Mi amo e mi apprezzo per ciò che sono.
  • Affronto e supero le difficoltà.
  • Ho fiducia in me stesso e credo nelle mie capacità.
  • Ho successo in tutto quello che intraprendo.
  • Io amo e sono amato.
  • Sono una persona positiva e credo in me stesso/a.
  • Sono organizzato/a, gestisco le situazioni con ordine, calma e tranquillità.

Se hai già avuto modo di seguire una lezione di Yoga Nidra, e vuoi dire la tua opinione o vuoi suggerire altri sankalpa, puoi farlo nello spazio riservato ai commenti alla fine di questo post … mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensi!

Inoltre, nel caso volessi approfondire quanto detto fino ad ora, ti suggerisco di il libro: “Yoga Nidra”, del maestro Satyananda, dove viene dedicato ampio spazio alla spiegazione del sankapla.

Consigli per la pratica

Quando ci avviciniamo per la prima volta al “magico mondo del sankalpa”, ed iniziamo a riflettere sugli aspetti della nostra personalità che vorremmo migliorare, potremmo trovarci difronte ad un elenco piuttosto lungo di abitudini, atteggiamenti ed emozioni in relazione alle quali vorremmo formulare delle intenzioni.

Così fosse, il mio consiglio è di iniziare dedicando tempo ed attenzione ad una sola di queste intenzioni, coltivandola con cura e lasciandole il tempo di fiorire.

E una volta che essa sarà ben radicata in noi, allora dedicarci alla seguente.

Come sempre, però, è importante non avere fretta.

Pronunciare il nostro sankalpa alla fine della pratica, o la mattina appena svegli, non significa che come per magia il nostro desiderio sarà realizzato.

Nello yoga bisogna avere pazienza, e la consapevolezza che ogni cosa arriverà al momento giusto, quando saremo pronti.

Alle volte possono volerci degli anni, altre volte vedremo fiorire in noi il cambiamento nell’arco di poche notti.

E’ difficile prevederlo.

Tuttavia, se utilizzato rispettando le regole di cui ti ho parlato, quella dell’intenzione è una pratica super efficace. (E per di più, gratuita e senza contro indicazioni. 🙂 🙂 )

Il mio suggerimento è quello di ripetere mentalmente la tua intenzione per una oppure tre volte, e pronunciala con sentimento ed enfasi, sentendola nascere dal più profondo del tuo cuore e riconoscendola come parte di te.

Per quanto assurdo possa sembrare, la nostra mente non è in grado di distinguere la differenza fra ciò che pensiamo, e ciò che realmente accade.

E’ per questo che, se ci capita di pensare alla perdita di una persona cara, noi proviamo veramente il dolore e lo sconforto di quella perdita. E, in maniera meno drammatica, è per questo che gli atleti che si preparano ad una competizione spesso vengono ripresi nell’atto di simulare i movimenti che dovranno compiere.

Questo per dire che credere nel nostro proposito, e crederci veramente, fa tutta la differenza del mondo.

E che se avremo fiducia nel nostro sankalpa, la magia di questa straordinaria pratica germoglierà dentro di noi, giorno dopo giorno. E come un seme che cresce al di sotto della terra, prima che spunti il germoglio noi non vediamo niente, ma in fondo, nascosto ai nostri occhi, il seme sta già crescendo.

Spero tanto che questo articolo ti abbia aiutato a far maggior chiarezza sulla questione intenzioni e spero tanto che anche tu deciderai di farle diventare parte della tua vita, perché ti assicuro che funzionano alla grande.

Per quanto mi riguarda, sono state di grandissimo aiuto nei momenti di difficoltà, mi hanno aiutata a non perdermi d’animo a dare una direzione alla mia vita ed avere il coraggio di continuare per la mia strada… diciamo che se oggi sono qui a raccontarti di intenzioni, è proprio grazie alle mie intenzioni!

E per concludere, qualunque siano le tua intenzioni, mi auguro che nella tua lista ci sia anche quella di condividere questo post! 😁😁

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