Secondo lo yoga la meditazione è uno stato mentale in cui, semplicemente, si è.

Secondo il buddismo, è uno strumento per familiarizzare la nostra mente con un particolare concetto, o stato d’animo.

In altre culture, la meditazione è intesa come una pratica di riflessione, e di analisi.

… in realtà, basta fare una veloce ricerca su Google per rendersi conto che esistono moltissime definizioni della parola e del concetto di meditazione.

E moltissimi modi differenti di metterla in pratica.

Il motivo per cui succede, credo, è che la meditazione, per molti versi, è soprattutto un’esperienza, e quindi un qualcosa di non-concettuale, e quindi impossibile da descrivere.

Un po’ come i colori, o i sapori. (Hai mai provato a spiegare a qualcuno che non ha mai assaporato una papaya… che sapore ha la papaya?)

Tuttavia, il fatto che esistano così tante descrizioni di cosa è la meditazione, che esistano così tanti modi diversi di meditare, e che la meditazione sia alla base di così tante discipline… dimostra che la meditazione è un qualcosa di reale, di concreto, che fa parte della nostra storia e della nostra cultura in quanto esseri umani.

I primi riferimenti alla meditazione, infatti, risalgono ai Veda, gli antichi testi Hindu, vecchi di tremila anni, nei quali si è iniziato a parlare anche di yoga e di ayurveda.

Da allora la pratica della meditazione ci ha accompagnato lungo tutta la nostra storia, evolvendo con noi attraverso le epoche e le culture (non solo quelle orientali) fino a diventare, oggi, una pratica ampiamente diffusa anche nella nostra società.

Ma perché?

Come per lo yoga, credo che la spiegazione più logica e semplice sia: perché funziona.

Per quanto scontato possa apparire, anche il semplice gesto di assumere la posizione meditativa e connetterci per qualche istante con il nostro respiro porta con se moltissimi benefici… e dedicarsi con regolarità a pratiche specifiche di meditazione ha rappresentato, nella vita di milioni di persone, un vero e proprio punto di svolta.

Non è un caso infatti che negli ultimi decenni la ricerca scientifica si sia ampiamente dedicata allo studio e alla comprensione della meditazione.

Ad esempio, alcuni ricercatori di Harvard hanno riscontrato che specifici programmi di meditazione sulla consapevolezza hanno aiutato a ridurre i sintomi psicologici di depressione, ansia e dolore cronico.

In altri studi è stato dimostrato che, dopo aver praticato yoga e meditazione, i praticanti sottoposti alla ricerca hanno riportato un miglioramento del sistema immunitario e una migliore reazione allo stress.

E questi sono solo due dei numerosissimi studi scientifici che sono stati fatti sugli effetti della meditazione.

Personalmente, da quando ho iniziato a meditare con una certa regolarità la mia vita è letteralmente decollata… e ho capito che la meditazione è veramente uno strumento meraviglioso, fondamentale per il raggiungimento dello stato di benessere che tutti ci meritiamo di provare.

Per questo motivo ho pensato che valesse la pena dedicare un po’ di tempo ad approfondire questo argomento, e ho preparato una serie di contenuti che spero con tutto il cuore possano esserti utili a capire un po’ meglio come funziona la meditazione, ed a farti innamorare di questa straordinaria “esperienza”.

Detto questo, ora passiamo alla teoria… e poi alla pratica. 🙂

Che cosa è la meditazione?

Come abbiamo visto, è difficile dare una definizione univoca di cosa sia la meditazione. Tuttavia su Yoga n’ Ride ci occupiamo di yoga, e quindi ci limiteremo, per così dire, a parlare di meditazione secondo un punto di vista yogico.

…e secondo lo yoga, la meditazione è uno stato mentale in cui si sviluppa la capacità di isolarsi. Non solo dai pensieri, ma anche dalle sensazioni esterne.

La mente è vigile e presente, ma in una condizione di nullità, o vuoto. Non ci sono emozioni, non ci sono sapori, odori, rumori e sensazioni del corpo.

In questa condizione, semplicemente, si è.

Questa definizione fa riferimento agli Yoga Sutra, l’antico testo in cui l’autore, Patanjali, descrive in otto gradini (o anga) la via per raggiungere lo stato di beatitudine, ovvero il Samadi.

Secondo questo testo, la meditazione si trova nel settimo gradino, quindi il penultimo stato prima dell’illuminazione o della beatitudine.

Si tratta dello stato in cui la mente è assolutamente in pace, tranquilla, in assenza di pensieri.

Un po’ come in certe fasi del sonno.

E così come per raggiungere lo stato di sonno si possono utilizzare delle pratiche specifiche (dalle classiche pecorelle che saltano lo steccato, alle pratiche di rilassamento), per raggiungere lo stato di meditazione… si utilizzano delle tecniche meditative.

Esse non sono la vera e propria meditazione, ma sono degli espedienti temporaneamente utili per riuscire a raggiungere lo stato meditativo.

Le tecniche meditative sono molteplici e includono la pratica dei mudra, la recitazione dei mantra, la visualizzazione, ma anche la semplice osservazione del proprio respiro o di alcune parti del proprio corpo.

La cosa positiva, anzi, super positiva, è che non è necessario raggiungere lo stato meditativo completo per iniziare a percepire i benefici della meditazione.

Anzi, il fatto stesso di scegliere di sederci sul cuscino da meditazione e di chiudere gli occhi e di rilassare il corpo e di prestare attenzione al nostro respiro, è già di per sé un gesto potentissimo, che, se ripetuto nel tempo, con fiducia e amorevolezza, può portare un sacco di benefici.

Infatti questa attenzione e cura che, meditando, rivolgiamo al benessere della nostra mente, ci permetterà, col tempo, di guardare a noi stessi con occhi nuovi.

Impareremo a conoscerci, a capirci… e anche a “gestirci”.

Perché la realtà è che la nostra mente è facilmente condizionabile.

Di questo argomento avevamo accennato anche nel post dedicato al Sankalpa, ovvero al proposito che mettiamo nella pratica… e nella vita di tutti i giorni.

Allora abbiamo detto che la nostra mente non è in grado di riconoscere la differenza tra un’esperienza reale, ed una che abbiamo solamente immaginato.

Quindi, se durante le pratiche di meditazione dedicheremo del tempo ad immaginarci rilassati, consapevoli, e sicuri di noi stessi, allora noi staremo effettivamente facendo esperienza di quelle sensazioni.

Le staremo regalando alla nostra mente.

E col tempo, quasi per magia, ci ritroveremo a viverle anche al di fuori della meditazione.

Capisco che se è la prima volta che senti parlare di meditazione, queste cose possano sembrarti strane, addirittura astratte (come il sapore della papaya, se non l’hai mai assaporata…), ma ti assicuro che sono migliaia di anni che gli esseri umani ricorrono alla meditazione per migliorare le loro condizioni di vita e, come vedremo, la scienza ha ampiamente dimostrato la concretezza e la natura di questi benefici.

I benefici della meditazione

Le conseguenze della pratica della meditazione sul nostro stato di salute, fisica e mentale, sono innumerevoli, e di seguito ne vedremo alcune nel dettaglio.

La meditazione aiuta a gestire stress, ansia e depressione

Nel corso delle pratiche di meditazione si utilizzano alcune tecniche, come le visualizzazioni, i mantra, o la semplice osservazione del respiro, per rilassare e direzionare il flusso dei nostri pensieri, in modo da indurre nella nostra mente lo stato positivo di salute fisica e mentale che vogliamo vivere o raggiungere.

Ad esempio, se in un determinato periodo della nostra vita ci sentiamo particolarmente sovraccaricati di impegni, pensieri, e sensazioni negative potremo utilizzare alcune tecniche specifiche per generare dentro noi stessi quelle sensazioni di silenzio e rilassatezza che vorremmo vivere.

Ripetere questa esperienza più volte, con regolarità, ci permetterà, col tempo, di familiarizzarci con essa, e trasportarla anche nella quotidianità.

Ed è per questo che la meditazione è uno degli strumenti migliori che abbiamo a disposizione per la gestione dello stress.

Ovviamente la pratica della meditazione non eliminerà mai completamente lo stress, in quanto lo stress è un qualcosa che ci appartiene, e di cui abbiamo bisogno.

Lo stress infatti è una reazione che avviene nel corpo e nella mente, come risposta ad una situazione di allarme. Se non esistesse, non sapremmo riconoscere i nostri momenti di difficoltà, non sapremmo identificare le situazioni che ci fanno stare male, e di conseguenza non matureremo mai il desiderio di cambiare quella situazione.

Tuttavia, quando lo stress è prolungato nel tempo, ad esempio a causa di problematiche lavorative o familiari, ma anche come conseguenza della semplice incapacità di organizzare o gestire le situazioni, ecco allora che lo stress si trasforma in stress nocivo per l’organismo – chiamato “distress” – e che tendenzialmente può manifestarsi in vari modi:

A livello fisico

Lo stress può avere centinaia di possibili manifestazioni fisiche, fra queste le più frequenti sono:

  • Mal di testa
  • Mal di schiena
  • Difficoltà a digerire il cibo
  • Tensione nel collo e nelle spalle
  • Tachicardia
  • Iper-sudorazione
  • Disturbi del sonno
  • Perdita di appetito
  • Stanchezza cronica
  • Problemi di natura sessuale
  • Indebolimento generale del sistema immunitario

A livello comportamentale

A livello comportamentale lo stress si manifesta in atteggiamenti non positivi e ripetuti nel tempo, come ad esempio:

  • Digrignare i denti
  • Alimentazione compulsiva
  • Maggiore predisposizione a sviluppare dipendenze
  • Atteggiamento critico verso gli altri
  • Arroganza e comportamenti prepotenti
  • Difficoltà a portare a termine i compiti

A livello emozionale

Le peggiori manifestazioni dello stress, probabilmente, sono quelle legate alle emozioni, e di cui facciamo esperienza soprattutto dentro noi stessi.

Alcuni esempi possono essere:

  • Tensione,
  • Rabbia,
  • Nervosismo,
  • Ansia,
  • Infinito dialogo interiore
  • Crisi di pianto frequenti,
  • Senso di impotenza,
  • Predisposizione ad agitarsi o sentirsi sconvolti.

A livello cognitivo:

Ovviamente lo stress così come lo conosciamo si ripercuote su di noi anche a livello cognitivo, in quanto, se ci troviamo coinvolti in una situazione eccessivamente stressante, sarà facile avere difficoltà a pensare in maniera efficace ed a prendere decisioni chiare e consapevoli.

In particolare, potremmo vivere sensazioni di:

  • Distrazione
  • Preoccupazione costante
  • Perdita del senso dell’umorismo
  • Mancanza di creatività.

Fortunatamente, grazie alla meditazione, è possibile imparare a riconoscere, comprendere e di conseguenza gestire i fattori che alimentano questa condizione di stress, diminuendo o eliminando le sue manifestazioni.

Questo succede non solo perché una mente più calma sarà una mente maggiormente in grado di prendere decisioni e affrontare situazioni, ma anche perché, a livello biologico, la pratica della meditazione regola la secrezione del cortisolo (l’ormone dello stress), e favorisce la produzione di seratonina (l’ormone della felicità).

In questo modo il sistema nervoso si rilassa, la mente diventa più tranquilla, e col tempo noi acquisiamo la capacità di mettere in fila i pensieri e di affrontare le situazioni in modo più organizzato.

Questo ci permette anche di gestire meglio i disturbi provenienti dalla nostra sfera emozionale, come la depressione.

Infatti, grazie ad alcuni studi scentifici come questo è stato dimostrato che 30 minuti di meditazione al giorno possono contribuire a ridurre notevolmente i sintomi di ansia e depressione.

Non è un caso infatti che sempre più spesso la meditazione venga utilizzata anche dalla medicina tradizionale come alternativa ai farmaci antidepressivi.

Inoltre, la pratica di determinate tecniche meditative, come la visualizzazione, hanno la capacità di indurci in uno stato mentale positivo, e la pratica della respirazione cosciente, utilizzata durante la meditazione, contribuisce ad equilibrare il sistema nervoso aiutando a gestire meglio i pensieri ricorrenti.

Questo succede in quanto, meditando, impariamo a distaccarci dalla relazione che stabiliamo coi nostri pensieri e con le nostre emozioni, generando quindi chiarezza mentale e una maggiore capacità di identificare le nostre qualità nascoste.

La meditazione contribuisce a migliorare lo stato di salute

Scommetto che hai già sentito l’espressione: “mens sana in corpore sano”, letteralmente “mente sana in un corpo sano” .

Questa famosa citazione del poeta Giovenale si riferisce proprio al fatto che sia il corpo che la mente hanno la stessa importanza, e che non va trascurata la salute di nessuno dei due.

In sostanza, il significato che si può attribuire è che per la salute fisica, è necessaria la salute mentale… e viceversa.

Infatti, come abbiamo visto, il nostro corpo è molto spesso il luogo dove si manifestano i risultati di una condizione emotiva non ottimale.

La buona notizia è che, dedicandoci con una certa costanza alla meditazione, acquisiremo una maggior chiarezza mentale, e svilupperemo la capacità di tenere sotto controllo quei condizionamenti mentali ed emotivi che si ripercuotono sul nostro organismo.

Di conseguenza, prenderci cura della nostra mente sarà anche un metodo super efficace per diminuire, e col tempo anche eliminare, le manifestazioni fisiche dello stress.

La meditazione aiuta a rendere più semplici le relazioni

Che ci piaccia o meno, il modo in cui ci poniamo nei confronti degli altri è dettato anche dalle nostre emozioni e da quello che accade nella nostra mente.

Se siamo costantemente innervositi o rabbiosi perché le cose non vanno come noi vorremmo che andassero, finiremo inevitabilmente con lo scaricare tutta quella tensione addosso alle persone che ci stanno più vicine.

Con il risultato che, quando un atteggiamento di questo tipo entra a far parte della nostra quotidianità, comprometteremo anche le relazioni con chi ci sta attorno.

Con il rischio magari di trovarci soli e isolati.

E ci sta così.

Sinceramente, chi ha voglia di passare del tempo, che sia in casa o al lavoro, con una persona nervosa, rabbiosa, negativa, che giudica gli altri e che non fa altro che lamentarsi?

Allo stesso modo, essere circondato dalla compagnia di una persona sorridente, gentile, comprensiva e solidale fa tutta la differenza del mondo.

La cosa positiva è che attraverso la meditazione è possibile coltivare queste qualità, con il magnifico risultato che, di conseguenza, cambieranno anche i rapporti con gli altri, oltre che con noi stessi.

La meditazione aiuta a migliorare concentrazione, memoria e creatività.

Grazie alla grande diffusione che la meditazione sta avendo nella nostra società, è sempre più facile trovare traccia delle pratiche meditative negli ambienti di studio e lavorativi, sia di gruppo che individuali.

Infatti è stato dimostrato che seguire un percorso regolare di meditazione contribuisce ad aumentare la concentrazione di materia grigia nelle aree del cervello coinvolte nell’apprendimento e nella memoria, ma anche in quelle che regolano le emozioni, la prospettiva ed il senso di sé.

E se ci pensiamo bene, è facile rendersi conto di come un atteggiamento corretto, propositivo, collaborativo ed emotivamente stabile possa fare un sacco di differenza nel modo in cui vengono affrontati i progetti lavorativi e le conseguenti tensioni che derivano dalla quotidianità del mondo del lavoro, o dello studio.

Come si fa a meditare?

Adesso che abbiamo capito un po’ meglio cos’è la meditazione, e quali sono i suoi principali benefici, è giunto il momento di capire come si fa a meditare.

L’immagine più comune che abbiamo riguardo alla meditazione è che per meditare ci si debba mettere nella posizione del loto a gambe incrociate, mantenere la schiena dritta, chiudere gli occhi e puff… come per magia non pensare più a nulla per mezz’ora, o per il tempo che ci siamo prefissi di meditare.

Ebbene, mi spiace deluderti, ma non è così che funziona.

O meglio, questa sarebbe la condizione ideale, ma credo che nemmeno i monaci buddisti che iniziano a meditare fin da bambini siano in grado di “spegnere” completamente il flusso dei loro pensieri e diventare indifferenti alle distrazioni sensoriali per tutto il tempo che desiderano.

La nostra mente ahimè, non ce l’ha un interruttore… anche se ci piacerebbe tanto :)))

In realtà, per usare un’analogia abbastanza ricorrente negli insegnamenti orientali, la nostra mente non è molto diversa da una scimmia irrequieta che salta senza logica apparente da un ramo all’altro, da un albero all’altro, senza mai smettere.

Anche la nostra mente fa la stessa cosa: salta senza sosta da un pensiero all’altro, da un’emozione all’altra, creando un sacco di confusione… mentale appunto.

Hai presente quando inizi a spaziare nei pensieri che riguardano il passato, il futuro o a costruire storie immaginarie di ipotetiche cose che potrebbero succedere?

Ecco, tutto questo accade perché la nostra mente non è sotto il nostro controllo, ma salta come una scimmia irrequieta.

Il segreto per mettere in ordine tutto questo caos è trovare un espediente, una tecnica, per imparare prima ad osservare questi movimenti repentini, poi a comprenderli, e infine accettare che, con il tempo, il nostro modo di interagire con essi può cambiare, e che è possibile esercitare un certo grado di controllo.

Per raggiungere questo stato di consapevolezza, la meditazione ci mette a disposizione alcune tecniche specifiche.

Nel corso della storia ne sono state inventate e perfezionate moltissime, ed in funzione della scuola e del maestro di riferimento, i metodi per raggiungere lo stato di meditazione sono davvero numerosi.

La buona notizia è che, a prescindere dal tipo di meditazione che sceglierai di praticare, l’obiettivo finale rimane sempre lo stesso.

Ma ora veniamo al dunque… come si fa a meditare?

In generale, per meditare ci si mette in una posizione comoda, in modo da non essere disturbati dai dolori fisici del corpo.

Solitamente si tratta di una posizione seduta per terra, ma può essere anche seduti su di una sedia, in piedi, o sdraiati a terra a pancia in sù.

Dopo di che, si utilizzano una o più delle varie tecniche meditative, che possono essere:

  • Meditazione portando attenzione a qualcosa (ad esempio al respiro, alle sensazioni del corpo…)
  • Meditazione con i mantra (ripetendo un mantra, una parola, una frase, una preghiera…)
  • Meditazione fissando un oggetto (mandala, punto bianco, candela….)
  • Meditazione con visualizzazioni (luce interiore, natura, chakra…)

Lo scopo di queste tecniche meditative è quello di riuscire a mantenere la mente focalizzata su qualcosa, anche solo per pochissimi istanti.

Si tratta della prima fase della pratica, ed è già di per sé molto molto efficace per sviluppare calma e tranquillità mentale.

La seconda fase consiste nell’entrare nello stato meditativo vero e proprio, cioè quello in cui c’è assenza di pensiero e distrazioni sensoriali.

Ti confesserò che riuscire ad entrare nello stato meditativo è davvero difficile. Serve tanta pratica ed esercizio, e molto probabilmente anche delle condizioni di vita meno caotiche rispetto a quelle in cui la maggior parte di noi vive ogni giorno.

La buona notizia è che, se non riesci a raggiungere questo stato, non significa che non sai meditare, che non stai meditando, o che meditare non ti stia facendo del bene.

Considera che anche solo riuscire a mantenere la mente concentrata su qualcosa per pochissimi istanti, come nella prima fase, è meraviglioso e porta un sacco di benefici.

Quindi non ti preoccupare, non c’è bisogno che di punto in bianco i tuoi pensieri svaniscano, ne devi aspettarti di riuscire fin da subito a mantenere l’attenzione al respiro per cinque minuti di seguito, o anche solo per un minuto… ti assicuro che è davvero complicato, anche per i più esperti.

Non lo dico per abbatterti, ne per scoraggiarti.

Anzi, tutto il contrario.

Ci tengo moltissimo che tu sappia che, se non hai mai meditato in precedenza, è assolutamente normale, se non inevitabile, che dopo i primi istanti in cui provi a concentrarti su qualcosa la tua mente inizi a partire per la tangente.

La cosa importante è non sentirsi in colpa quando questo accade, e semplicemente ignorare il pensiero che ti ha distratto, e riportare l’attenzione sul respiro, o sulla voce che ti sta guidando nella pratica.

In alcuni casi, soprattutto all’inizio, può anche succedere che le distrazioni non provengano solo dalla tua mente, ma anche dal tuo corpo.

Questo accade perché, per quanto possa sembrare strano, rimanere fermi immobili in una determinata posizione è un compito abbastanza complicato, che per altro non siamo per nulla abituati a compiere.

Basta pensare a quante volte ci capita, nel corso di una giornata, di rimanere fermi immobili per più di qualche istante…

E’ anche per questo motivo che la pratica delle posizioni yoga è utilissima.

Infatti, grazie alla pratica degli asana, oltre a migliorare la flessibilità del corpo ed a purificare i canali energetici, acquisiremo anche un maggiore controllo sul nostro corpo, il che ci permetterà di mantenere più facilmente la posizione meditativa, senza essere disturbati dai vari dolori fisici.

Quindi, se le prime volte che ti avvicini alla pratica della meditazione ti capita di non riuscire a stare fermo per lungo tempo, o di non riuscire a tenere la mente sotto controllo, non abbatterti… ma semplicemente accetta le distrazioni del tuo corpo e della tua mente, senza giudicarle, e continua con la tua pratica rimanendo consapevole del fatto che, per migliorare le rigidità del corpo, puoi dedicarti alle sessioni di yoga e che, se all’inizio riesci a rimanere concentrato solo per pochi istanti, col tempo diventeranno sempre di più… oppure no.

A volte ci sono giorni cui si riesce a stare più concentrati e, per così dire, a meditare meglio… altri dove invece la mente continua a scappare.

Poco importa, nella meditazione si accetta ciò che arriva.

Già il fatto di aver scelto di ritirarti per qualche istante, disteso o con le gambe incrociate, distaccato dal flusso continuo degli input esterni a cui siamo soggetti è un grandissimo passo, che col tempo porterà sicuramente i suoi risultati.

C’è però una cosa importante da capire; ovvero che la meditazione è uno strumento che funziona… ma solo se viene utilizzato.

Sapere che la meditazione esiste come pratica, e capire quali sono i suoi benefici, non serve a molto se poi realmente non ci mettiamo a sedere sul tappetino, ed effettivamente… meditiamo.

E non una volta.

E’ necessario farlo con regolarità, e con costanza, perché i benefici della meditazione si manifestino in tutta la loro bellezza.

Il che ci porta ad un’altra riflessione… è meglio meditare da soli, o con una guida?

Scegliere tra la meditazione guidata e quella non guidata è spesso il primo passo per iniziare una pratica di meditazione.

Nella meditazione guidata esiste un insegnante che, a voce, ti guida utilizzando una particolare tecnica di meditazione… questo può succedere sia “dal vivo”, che tramite il magico mondo del web, e quindi utilizzando dei video o degli audio di meditazione guidata.

(Come il programma di meditazione 10×30 che trovi su Yoga n’ Ride.)

Nella meditazione non guidata, invece, mediti da solo, senza che qualcun altro ti guidi lungo il processo.

Personalmente credo che, se sei all’inizio del tuo percorso meditativo, o se non hai mai meditato in precedenza, sia assolutamente meglio iniziare con delle meditazioni guidate.

Il concetto è molto semplice: sarebbe un po’ come pensare di imparare a fare un’attività sportiva, o a guidare l’auto, da soli, senza un istruttore che ci insegni le basi e la tecnica. E’ possibile farlo, ma probabilmente ci vorrà molto più tempo per imparare, e correremo comunque il rischio di non avere la giusta motivazione, e quindi di “mollare”.

O, peggio ancora, di apprendere la tecnica in modo sbagliato.

Per questo motivo… tadaaa! 🙂 🙂

Meditazioni gratuite

Come abbiamo detto all’inizio, la meditazione è soprattutto un’esperienza, e come tale, più che descritta, andrebbe… vissuta.

Per questo motivo, se lo vorrai, sarò felice di guidarti nella pratica… ed ho pronto per te una super meditazione gratuita.

Anzi due, perchè ci tengo che tu parta con il piede giusto. 🙂

Rilassamento Guidato

La prima è una pratica di rilassamento guidato, perfetta se non hai mai meditato in precedenza. La puoi seguire in qualunque momento; ti basta sederti o sdraiarti in una posizione comoda, ed ascoltare la voce guida.

 

Meditazione sulla montagna

Se invece già conosci la meditazione, o se hai voglia di fare un’esperienza meditativa diversa rispetto al rilassamento guidato, allora ti propongo una speciale meditazione che ho registrato durante un viaggio in Nepal.

Si tratta di una meditazione ottima da eseguire quando senti il bisogno di rinvigorire la tua sensazione di stabilità e di forza, specialmente nei periodi di forte cambiamento, come ad esempio un cambio di lavoro, l’arrivo di un figlio, un matrimonio, la fine di una relazione, ecc…

Clicca qui per scaricare GRATIS le due meditazioni >

Corso di Meditazione per principianti

Inoltre, per gli abbonati a Yoga n’ Ride, da oggi è disponibile online anche uno speciale Corso di Meditazione per Principianti, composto da otto lezioni teoriche, grazie alle quali vedremo come muovere i primi passi nel mondo della meditazione.

 

Vai al corso di meditazione >

Programma di meditazione 10×30

…e anche un programma specifico di meditazione, composto di 30 meditazioni giornaliere, della durata di dieci minuti l’una, che hanno lo scopo di fornirti un supporto per la tua pratica quotidiana.

Iscrivendoti alla speciale mailing list del programma, riceverai un email ogni giorno, per trenta giorni, con una speciale meditazione.

Nel corso delle varie lezioni, avremo modo di sperimentare le varie tecniche meditative di cui abbiamo parlato in questo articolo, e di dedicarci ad alcune meditazioni specifiche, super utili nella quotidianità.

 

Vai al programma 10×30 >

Per concludere…

Una delle definizioni che più mi piace della meditazione è che essa dovrebbe essere intesa come una pratica quotidiana di igiene mentale… un po’ come prendere lo spazzolino e lavarci i denti è la nostra pratica quotidiana di igiene orale.

Ed è facile immaginare che, dedicando un po’ del nostro tempo, ogni giorno, all’igiene della nostra mente, finiremo con il fare del bene anche ai prodotti della nostra mente, e quindi ai nostri pensieri, e alle nostre emozioni.

E se i nostri pensieri sono ordinati e organizzati, allora anche la nostra mente sorriderà come una bocca sana, e i benefici di questa leggerezza si ripercuoteranno su tanti, se non su tutti, gli aspetti della nostra quotidianità, aiutandoci ad affrontarla con maggiore consapevolezza.

Perché vivere è senza dubbio un’esperienza piacevole ed affascinante… ma a volte è davvero difficile.

Dobbiamo sopportare il dolore, in alcuni casi la solitudine, o l’incertezza. Dobbiamo fare i conti con la società che ci circonda, che molto spesso non rispecchia i valori nei quali ci identifichiamo e che per noi sono importanti. Dobbiamo relazionarci con le altre persone, e con il loro problemi.

E non solo un giorno ogni tanto, ma tutti i giorni, ed alle volte tutto questo ci mette veramente a dura prova.

In questo senso, per me la scoperta della meditazione è stata un po’ come una “pillola magica”, che mi ha aiutata a gestire queste situazioni e ha contribuito tantissimo a migliorare la qualità della mia vita.

Ti dirò di più, col tempo, assieme allo yoga, è diventata la mia ancora di salvezza, il sostegno al quale rivolgermi quando sento che sto per entrare in uno stato ansioso, quando una conversazione inizia ad avere toni pesanti, o quando mi rendo conto che la mia mente parte per la tangente.

Quando succede, prendo i famosi tre respiri profondi… e ti assicuro che funzionano, e che sono sufficienti per cambiare istantaneamente le cose.

E non perché meditare voglia dire solo prendere tre respiri, ma perché quando ci si dedica con regolarità e amore alla pratica della meditazione, allora prendere quei famosi tre respiri – o pronunciare un mantra, o visualizzare un’emozione – ci permette di rigenerare dentro di noi quello stato emotivo positivo che abbiamo vissuto nel corso della meditazione… e tutto, come per magia, cambia.

Per usare le parole del Mahatma Gandhi, se anche tu credi che: “La persona che non è in pace con se stessa, sarà in guerra con il mondo intero”, allora condividi questo post…più ci sarà pace interiore, meglio vivremo tutti quanti. 😁❤❤😁