I Cinque Riti Tibetani sono una pratica energizzante completa che lavora su tutto il corpo, frutto della rielaborazione di alcune posizioni tradizionali dello yoga, e corrispondono, a livello energetico, ad una delle pratiche più conosciute dello yoga: il Saluto al Sole.

Questa sequenza yogica, semplice ma potente, agisce riattivando e riallineando i 7 chakra principali, favorendo in questo modo lo sviluppo della concentrazione e dell’equilibrio, ma anche rallentando il processo di invecchiamento grazie alla stimolazione delle ghiandole endocrine.

In questo articolo analizzeremo i cinque tibetani un po’ più da vicino, e come sempre vedremo anche come metterli in pratica grazie ad una lezione specifica… completamente gratuita. 🙂

Cosa sono i Cinque Tibetani, e come funzionano

I Cinque Riti Tibetani, o più semplicemente i Cinque Tibetani, sono considerati tra i più efficaci esercizi combinati di stretching, sforzo isometrico/isotonico e attivazione della respirazione; in effetti sono così efficaci da essersi guadagnati la definizione di “Elisir di Eterna Giovinezza”.

La relazione che esiste tra questa pratica e il processo di invecchiamento si basa sul principio che lo stesso viene contrastato in quanto, grazie alla pratica regolare dei Cinque Tibetani, l’energia nel corpo, in particolar modo nei centri energetici, chiamati chakra, può scorrere liberamente.

I chakra principali sono 7, e sono allineati lungo la colonna vertebrale, partendo dalla base della colonna fino ad arrivare alla sommità del capo. Ad ogni chakra (o ruota, o vortice) è associata una ghiandola endocrina, responsabile del corretto funzionamento di determinati organi del corpo.

Secondo la fisiologia e la filosofia dello yoga, quando tutti i vortici, o chakra, girano alla stessa velocità, il corpo è in perfetta salute. Al contrario, quando uno o più di un chakra rallentano, inizia l’invecchiamento o deterioramento fisico.

I 5 riti tibetani, così come la pratica dello yoga in generale, agiscono su questi vortici, riportando equilibrio e migliorando quindi le funzionalità degli organi, con il risultato che quando gli organi sono in salute, ci si sente meglio e il processo di invecchiamento viene rallentato.

Se vuoi approfondire il magico mondo dei chakra, ti consiglio di dare un’occhiata al post: Cosa sono i chakra, come funzionano e come prendercene cura grazie allo yoga

Un po’ di storia

I Cinque Tibetani sono una pratica che risale probabilmente a più di 2500 anni fa, e la cui esistenza è stata tramandata, nel corso della storia, grazie all’impegno di un gruppo di monaci tibetani che vivevano in un monastero nascosto tra le montagne dell’Himalaya. L’esistenza di questa pratica è arrivata fino a noi grazie al libro “I cinque tibetani. L’antico segreto della fonte di giovinezza” scritto da Peter Kelder nel 1939.

Nel libro l’autore racconta di come sia venuto a conoscenza di questa pratica grazie all’incontro con il Colonnello Bradford, un vecchio militare che da molto tempo era alla ricerca della fonte della giovinezza, e di come il Colonnello, tornando ringiovanito e quasi irriconoscibile da un lungo viaggio in Himalaya, gli abbia raccontato di una “pratica segreta” appresa in un monastero. Si trattava appunto dei Cinque riti Tibetani.

Nel suo libro Kelder spiega minuziosamente come eseguire quelli che lui definisce come “riti energetici”, e racconta anche del tipo di alimentazione e stile di vita che praticavano i monaci tibetani.

I Cinque Riti

Di seguito vediamo come funzionano i cinque riti che compongono questa pratica. Per ognuno abbiamo pensato di allegare una descrizione, e infine anche una video lezione specifica nel corso della quale ti guiderò nella pratica di questa sequenza di posizioni.

Rito numero Uno: la ruota

  • Obiettivo: aumenta la velocità dei chakra o vortici energetici
  • Benefici: favorisce il libero scorrere del flusso di energia in tutto il corpo
  • Chakra: stimola tutti i chakra

  • Portati in piedi mantenendo la schiena dritta, solleva le braccia altezza delle spalle, con i palmi delle mani, rivolti verso il basso. Cercando di rimanere sul posto, inizia a ruotare su te stesso in senso orario
  • Evita di fare questa posizione se soffri di vertigini, problemi alle valvole cardiache o sclerosi multipla
  • Se avverti capogiri fermati e prendi dei respiri profondi
  • Quando hai completato, fermati, unisci le mani di fronte al petto e fissa le punta delle dita continuando a respirare profondamente fino a quando i capogiri non sono passati

Rito numero due: l’angolo

  • Obiettivo: rafforzare gli addominali e il collo
  • Benefici: tonifica i muscoli addominali, delle gambe e del collo
  • Chakra: lavora sui primi cinque chakra, in particolare sul chakra del plesso solare

  • Sdraiati sulla schiena con le braccia lungo i fianchi, vicine al busto ed i palmi delle mani rivolti verso il basso
  • Inspirando, solleva contemporaneamente la testa portando il mento verso il petto e le gambe verso l’alto fino a formare un angolo retto
  • Se ti è possibile mantieni le gambe distese, mentre assicurati di piegare un po’ le ginocchia specialmente se soffri di dolori lombari o di tensione nel muscolo ileopsoas.
  • Espirando, riporta gambe e testa al pavimento
  • Se hai problemi al collo, rimani con la testa appoggiata al pavimento
  • Al termine delle ripetizioni, abbraccia qualche istante le gambe al petto, prendi qualche respiro profondo

Rito numero tre: il cammello

  • Obiettivo: rinforzare muscoli di collo e schiena
  • Benefici: migliora la flessibilità della colonna vertebrale e la postura
  • Chakra: lavora sul 3°- 4°- 5°- 6° chakra

  • Portati sulle ginocchia con le gambe separate alla larghezza dei fianchi, le punte dei piedi appoggiate al suolo e le mani appoggiate sui glutei oppure sui muscoli delle cosce
  • Espirando, piega la testa portando il mento verso il petto
  • Inspirando, piega la testa indietro inarcando la schiena quanto ti è possibile
  • Espirando torna su e riporta il mento verso il petto
  • Se hai problemi al collo o cervicale, evita di piegare la testa all’indietro

Rito numero quattro: il ponte

  • Obiettivo: rinforzare polsi, caviglie, spalle, zona lombare e glutei
  • Benefici: potenzia i muscoli di gambe e braccia, espande la gabbia toracica
  • Chakra: stimola 3° – 4° – 5° chakra

  • Siediti a terra con le gambe distese, e le mani appoggiate ai lati dei fianchi
  • Espirando, porta il mento verso il petto
  • Inspirando, porta la testa indietro e mantenendo le braccia tese, senza spostare mani e piedi, solleva il bacino formando con il corpo una linea retta orizzontale al pavimento.
  • Espirando torna giù, riportando il mento verso il petto
  • Se hai problemi al collo, evita di piegare la testa indietro. Se soffri di tunnel carpale, evita di fare questa posizione

Rito numero cinque: il cane

  • Obiettivo: allungare il corpo, soprattutto la schiena e la parte posteriore delle gambe, rafforzare braccia e spalle
  • Benefici: rinvigorisce, tonifica gli organi addominali e intestinali, elimina le tossine
  • Chakra: stimola tutti i chakra, riallineandoli

  • Portati nella posizione del cane a testa in giù
  • Inspirando, sposta il peso del corpo in avanti, il bacino scende evitando di appoggiare le ginocchia o le gambe al pavimento. Mantieni le braccia tese perpendicolari alle spalle e la testa piegata all’indietro
  • Espirando, spingendo l’ombelico verso la colonna, e mantenendo gli addominali attivi, torna nel cane a testa in giù
  • Evita di piegare il collo indietro se hai problemi di cervicale

Video Tutorial

Per aiutarti nella pratica di questa sequenza di posizioni, abbiamo preparato un video specifico, completamente gratuito. Per accedere al video ti basta insrire qui sotto il tuo indirizzo email, e cliccare sul pulsante.

Riceverai immediatamente un e-mail con il link per scaricare GRATIS il video della lezione, e per accedere alla lezione in streaming online. 



 

Come e quando praticare i Cinque Riti Tibetani

La tradizione tibetana prevede la ripetizione di ognuno dei 5 riti per 21 volte, tuttavia, come suggerisce il libro (e il buon senso, soprattutto se sei alle prime armi con lo yoga), è meglio procedere gradualmente e progressivamente, iniziando la prima settimana con 3 ripetizioni da fare lentamente e dolcemente, per lasciare il tempo al corpo di abituarsi alle nuove posizioni.

In seguito, per ogni settimana successiva, si possono aggiungere due esecuzioni quotidiane in più, fino ad arrivare a 21 esecuzioni giornaliere.

Procedendo in questo modo nell’arco di 10 settimane si dovrebbe essere in condizione di praticare ogni giorno i cinque riti per intero per 21 volte. Basteranno solo 5 minuti all’inizio, per poi arrivare ad una pratica completa di circa 20 minuti.

Esattamente come per la normale pratica yoga, l’importante non è tanto l’esecuzione perfetta degli esercizi, ma piuttosto l’attenzione e la presenza nell’esecuzione, la respirazione e soprattutto la costanza e la regolarità.

Per questo motivo, se ritieni che un impegno di 20 minuti per la pratica delle 21 ripetizioni sia eccessivo in termini di tempo, oppure fisicamente troppo impegnativo, va benissimo anche se scegli di fare 3 o 5 ripetizioni ogni giorno. Come sempre la cosa importante è muoversi e praticare rispettando i propri limiti e le esigenze del proprio corpo.

Puoi anche utilizzare la sequenza dei 5 tibetani in sostituzione al Saluto al Sole, come pratica di riscaldamento prima della tua consueta lezione di yoga.

Sconsiglio di praticarla assieme al Saluto al Sole in quanto sono entrambe pratiche che generano energia, e sovrapponendole si corre il rischio di creare uno squilibrio a livello energetico.

Il momento migliore per praticare è la mattina appena alzati, in quanto i cinque tibetani sono una pratica energizzante, in grado di darti la carica per tutta la giornata. Inoltre questa pratica si può eseguire anche come riscaldamento prima di un’attività fisica.

Nel libro si legge che si possono eseguire anche la sera, anche se personalmente preferisco evitare pratiche energizzanti prima di andare a dormire.

Ad ogni modo si tratta di una scelta molto soggettiva poiché ogni persona e ogni corpo reagiscono in modo differente alle pratiche, come per esempio accade con lo yoga nidra, che molte persone trovano rilassante e utile da fare prima di dormire mentre altre evitano di praticarla la sera altrimenti fanno fatica a prendere sonno.

Quindi, per sapere qual è la cosa giusta per noi, la cosa migliore da fare è sperimentare e capire le esigenze del nostro corpo.

I Benefici

I benefici dei 5 riti tibetani sono molto simili a quelli della pratica dello yoga in generale e della pratica del saluto al sole nello specifico, e sono essenzialmente:

  • Aumento dell’energia
  • Calma mentale
  • Maggior chiarezza mentale e capacità di concentrazione
  • Rafforzamento e maggior flessibilità dei muscoli
  • Miglioramento della respirazione e aumento della capacità polmonare
  • Miglioramento della circolazione sanguigna
  • Miglioramento della postura
  • Riduzione dello stress
  • Rallentamento del processo di invecchiamento delle cellule del nostro corpo
  • Riequilibrio dei chakra e delle ghiandole endocrine ad essi associate

Inoltre, in base alle testimonianze che si trovano nel libro, altri benefici sono:

  • Capelli più folti e scuri
  • Perdita di peso per chi è in sovrappeso e aumento per chi è in sottopeso
  • Miglioramento della vista
  • Carnagione colorita e sana
  • Viso più giovane
  • Miglioramento della memoria
  • Aumento della capacità e del desiderio sessuale
  • Sollievo da artrite
  • Sollievo da dolori di varia natura ( ginocchia, schiena, nervo sciatico, etc.)
  • Maggiore energia, forza e benessere

Avvertenze e Controindicazioni

Capisco che dopo tutto quello che ci siamo detti ti verrà subito voglia di metterti a fare i 5 tibetani come se non ci fosse un domani, tuttavia qualsiasi nuovo programma di esercizi fisici va intrapreso con consapevolezza e attenzione.

Specialmente chi soffre di patologie o lesioni, prima di eseguire la pratica, è opportuno che chieda parere al proprio medico, in modo particolare le persone che soffrono di: sclerosi multipla, morbo di Parkinson o un disturbo simile, sindrome di Ménière, vertigini, cuore ingrossato, problemi alle valvole cardiache, infarto negli ultimi tre mesi, ulcera, dolori lombari, cervicale, ipertensione, ipertiroidismo, ernia iatale, debolezza muscoli addominali, alterazione dei dischi intervertebrali, fibromiosite.

Per concludere…

Come anche Kelder ci ricorda nel libro, una delle cose più importanti è l’atteggiamento mentale, la vera fonte della giovinezza è già dentro di te…se sei in grado di vederti giovane nonostante la tua età, anche gli altri ti vedranno in quel modo.

Ora che possiedi tutti i segreti della fonte della giovinezza, non ti resta che metterli in pratica e condividerli con il mondo intero…perché:

“Tutti desiderano vivere a lungo, ma nessuno vorrebbe invecchiare”. ( Jonathan Swift )

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