I Cinque Riti Tibetani: cosa sono e come funzionano (+ video gratuito)

I Cinque Riti Tibetani sono una pratica energizzante completa che lavora su tutto il corpo, frutto della rielaborazione di alcune posizioni tradizionali dello yoga, e corrispondono, a livello energetico, ad una delle pratiche più conosciute dello yoga: il Saluto al Sole.

Questa sequenza yogica, semplice ma potente, agisce riattivando e riallineando i 7 chakra principali, favorendo in questo modo lo sviluppo della concentrazione e dell’equilibrio, ma anche rallentando il processo di invecchiamento grazie alla stimolazione delle ghiandole endocrine.

In questo articolo analizzeremo i cinque tibetani un po’ più da vicino, e come sempre vedremo anche come metterli in pratica grazie ad una lezione specifica… completamente gratuita. 🙂

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Cosa sono i Cinque Tibetani, e come funzionano

I Cinque Riti Tibetani, o più semplicemente i Cinque Tibetani, sono considerati tra i più efficaci esercizi combinati di stretching, sforzo isometrico/isotonico e attivazione della respirazione; in effetti sono così efficaci da essersi guadagnati la definizione di “Elisir di Eterna Giovinezza”.

La relazione che esiste tra questa pratica e il processo di invecchiamento si basa sul principio che lo stesso viene contrastato in quanto, grazie alla pratica regolare dei Cinque Tibetani, l’energia nel corpo, in particolar modo nei centri energetici, chiamati chakra, può scorrere liberamente.

I chakra principali sono 7, e sono allineati lungo la colonna vertebrale, partendo dalla base della colonna fino ad arrivare alla sommità del capo. Ad ogni chakra (o ruota, o vortice) è associata una ghiandola endocrina, responsabile del corretto funzionamento di determinati organi del corpo.

Secondo la fisiologia e la filosofia dello yoga, quando tutti i vortici, o chakra, girano alla stessa velocità, il corpo è in perfetta salute. Al contrario, quando uno o più di un chakra rallentano, inizia l’invecchiamento o deterioramento fisico.

I 5 riti tibetani, così come la pratica dello yoga in generale, agiscono su questi vortici, riportando equilibrio e migliorando quindi le funzionalità degli organi, con il risultato che quando gli organi sono in salute, ci si sente meglio e il processo di invecchiamento viene rallentato.

Se vuoi approfondire il magico mondo dei chakra, ti consiglio di dare un’occhiata al post: Cosa sono i chakra, come funzionano e perché possono aiutarci a migliorare il nostro benessere psico-fisico

Un po’ di storia

I Cinque Tibetani sono una pratica che risale probabilmente a più di 2500 anni fa, e la cui esistenza è stata tramandata, nel corso della storia, grazie all’impegno di un gruppo di monaci tibetani che vivevano in un monastero nascosto tra le montagne dell’Himalaya. L’esistenza di questa pratica è arrivata fino a noi grazie al libro I cinque tibetani. L’antico segreto della fonte di giovinezza” scritto da Peter Kelder nel 1939.

Nel libro l’autore racconta di come sia venuto a conoscenza di questa pratica grazie all’incontro con il Colonnello Bradford, un vecchio militare che da molto tempo era alla ricerca della fonte della giovinezza, e di come il Colonnello, tornando ringiovanito e quasi irriconoscibile da un lungo viaggio in Himalaya, gli abbia raccontato di una “pratica segreta” appresa in un monastero. Si trattava appunto dei Cinque riti Tibetani.

Nel suo libro Kelder spiega minuziosamente come eseguire quelli che lui definisce come “riti energetici”, e racconta anche del tipo di alimentazione e stile di vita che praticavano i monaci tibetani.

I Cinque Riti

Di seguito vediamo come funzionano i cinque riti che compongono questa pratica. Per ognuno abbiamo pensato di allegare una descrizione, e infine anche una video lezione specifica nel corso della quale ti guiderò nella pratica di questa sequenza di posizioni.

Rito numero Uno: la ruota

  • Obiettivo: aumenta la velocità dei chakra o vortici energetici
  • Benefici: favorisce il libero scorrere del flusso di energia in tutto il corpo
  • Chakra: stimola tutti i chakra

  • Portati in piedi mantenendo la schiena dritta, solleva le braccia altezza delle spalle, con i palmi delle mani, rivolti verso il basso. Cercando di rimanere sul posto, inizia a ruotare su te stesso in senso orario
  • Evita di fare questa posizione se soffri di vertigini, problemi alle valvole cardiache o sclerosi multipla
  • Se avverti capogiri fermati e prendi dei respiri profondi
  • Quando hai completato, fermati, unisci le mani di fronte al petto e fissa le punta delle dita continuando a respirare profondamente fino a quando i capogiri non sono passati

Rito numero due: l’angolo

  • Obiettivo: rafforzare gli addominali e il collo
  • Benefici: tonifica i muscoli addominali, delle gambe e del collo
  • Chakra: lavora sui primi cinque chakra, in particolare sul chakra del plesso solare

  • Sdraiati sulla schiena con le braccia lungo i fianchi, vicine al busto ed i palmi delle mani rivolti verso il basso
  • Inspirando, solleva contemporaneamente la testa portando il mento verso il petto e le gambe verso l’alto fino a formare un angolo retto
  • Se ti è possibile mantieni le gambe distese, mentre assicurati di piegare un po’ le ginocchia specialmente se soffri di dolori lombari o di tensione nel muscolo ileopsoas.
  • Espirando, riporta gambe e testa al pavimento
  • Se hai problemi al collo, rimani con la testa appoggiata al pavimento
  • Al termine delle ripetizioni, abbraccia qualche istante le gambe al petto, prendi qualche respiro profondo

Rito numero tre: il cammello

  • Obiettivo: rinforzare muscoli di collo e schiena
  • Benefici: migliora la flessibilità della colonna vertebrale e la postura
  • Chakra: lavora sul 3°- 4°- 5°- 6° chakra

  • Portati sulle ginocchia con le gambe separate alla larghezza dei fianchi, le punte dei piedi appoggiate al suolo e le mani appoggiate sui glutei oppure sui muscoli delle cosce
  • Espirando, piega la testa portando il mento verso il petto
  • Inspirando, piega la testa indietro inarcando la schiena quanto ti è possibile
  • Espirando torna su e riporta il mento verso il petto
  • Se hai problemi al collo o cervicale, evita di piegare la testa all’indietro

Rito numero quattro: il ponte

  • Obiettivo: rinforzare polsi, caviglie, spalle, zona lombare e glutei
  • Benefici: potenzia i muscoli di gambe e braccia, espande la gabbia toracica
  • Chakra: stimola 3° – 4° – 5° chakra

  • Siediti a terra con le gambe distese, e le mani appoggiate ai lati dei fianchi
  • Espirando, porta il mento verso il petto
  • Inspirando, porta la testa indietro e mantenendo le braccia tese, senza spostare mani e piedi, solleva il bacino formando con il corpo una linea retta orizzontale al pavimento.
  • Espirando torna giù, riportando il mento verso il petto
  • Se hai problemi al collo, evita di piegare la testa indietro. Se soffri di tunnel carpale, evita di fare questa posizione

Rito numero cinque: il cane

  • Obiettivo: allungare il corpo, soprattutto la schiena e la parte posteriore delle gambe, rafforzare braccia e spalle
  • Benefici: rinvigorisce, tonifica gli organi addominali e intestinali, elimina le tossine
  • Chakra: stimola tutti i chakra, riallineandoli

  • Portati nella posizione del cane a testa in giù
  • Inspirando, sposta il peso del corpo in avanti, il bacino scende evitando di appoggiare le ginocchia o le gambe al pavimento. Mantieni le braccia tese perpendicolari alle spalle e la testa piegata all’indietro
  • Espirando, spingendo l’ombelico verso la colonna, e mantenendo gli addominali attivi, torna nel cane a testa in giù
  • Evita di piegare il collo indietro se hai problemi di cervicale

Video Tutorial

Per aiutarti nella pratica di questa sequenza di posizioni, abbiamo preparato un video specifico, completamente gratuito.

Ricorda di praticare sempre portando attenzione al respiro ed alle sensazioni del tuo corpo, rispettando i tuoi limiti e senza mai forzare o sentire fastidio e dolore.

Come e quando praticare i Cinque Riti Tibetani

La tradizione tibetana prevede la ripetizione di ognuno dei 5 riti per 21 volte, tuttavia, come suggerisce il libro (e il buon senso, soprattutto se sei alle prime armi con lo yoga), è meglio procedere gradualmente e progressivamente, iniziando la prima settimana con 3 ripetizioni da fare lentamente e dolcemente, per lasciare il tempo al corpo di abituarsi alle nuove posizioni.

In seguito, per ogni settimana successiva, si possono aggiungere due esecuzioni quotidiane in più, fino ad arrivare a 21 esecuzioni giornaliere.

Procedendo in questo modo nell’arco di 10 settimane si dovrebbe essere in condizione di praticare ogni giorno i cinque riti per intero per 21 volte. Basteranno solo 5 minuti all’inizio, per poi arrivare ad una pratica completa di circa 20 minuti.

Esattamente come per la normale pratica yoga, l’importante non è tanto l’esecuzione perfetta degli esercizi, ma piuttosto l’attenzione e la presenza nell’esecuzione, la respirazione e soprattutto la costanza e la regolarità.

Per questo motivo, se ritieni che un impegno di 20 minuti per la pratica delle 21 ripetizioni sia eccessivo in termini di tempo, oppure fisicamente troppo impegnativo, va benissimo anche se scegli di fare 3 o 5 ripetizioni ogni giorno. Come sempre la cosa importante è muoversi e praticare rispettando i propri limiti e le esigenze del proprio corpo.

Puoi anche utilizzare la sequenza dei 5 tibetani in sostituzione al Saluto al Sole, come pratica di riscaldamento prima della tua consueta lezione di yoga.

Sconsiglio di praticarla assieme al Saluto al Sole in quanto sono entrambe pratiche che generano energia, e sovrapponendole si corre il rischio di creare uno squilibrio a livello energetico.

Il momento migliore per praticare è la mattina appena alzati, in quanto i cinque tibetani sono una pratica energizzante, in grado di darti la carica per tutta la giornata. Inoltre questa pratica si può eseguire anche come riscaldamento prima di un’attività fisica.

Nel libro si legge che si possono eseguire anche la sera, anche se personalmente preferisco evitare pratiche energizzanti prima di andare a dormire.

Ad ogni modo si tratta di una scelta molto soggettiva poiché ogni persona e ogni corpo reagiscono in modo differente alle pratiche, come per esempio accade con lo yoga nidra, che molte persone trovano rilassante e utile da fare prima di dormire mentre altre evitano di praticarla la sera altrimenti fanno fatica a prendere sonno.

Quindi, per sapere qual è la cosa giusta per noi, la cosa migliore da fare è sperimentare e capire le esigenze del nostro corpo.

I Benefici

I benefici dei 5 riti tibetani sono molto simili a quelli della pratica dello yoga in generale e della pratica del saluto al sole nello specifico, e sono essenzialmente:

  • Aumento dell’energia
  • Calma mentale
  • Maggior chiarezza mentale e capacità di concentrazione
  • Rafforzamento e maggior flessibilità dei muscoli
  • Miglioramento della respirazione e aumento della capacità polmonare
  • Miglioramento della circolazione sanguigna
  • Miglioramento della postura
  • Riduzione dello stress
  • Rallentamento del processo di invecchiamento delle cellule del nostro corpo
  • Riequilibrio dei chakra e delle ghiandole endocrine ad essi associate

Inoltre, in base alle testimonianze che si trovano nel libro, altri benefici sono:

  • Capelli più folti e scuri
  • Perdita di peso per chi è in sovrappeso e aumento per chi è in sottopeso
  • Miglioramento della vista
  • Carnagione colorita e sana
  • Viso più giovane
  • Miglioramento della memoria
  • Aumento della capacità e del desiderio sessuale
  • Sollievo da artrite
  • Sollievo da dolori di varia natura ( ginocchia, schiena, nervo sciatico, etc.)
  • Maggiore energia, forza e benessere

Avvertenze e Controindicazioni

Capisco che dopo tutto quello che ci siamo detti ti verrà subito voglia di metterti a fare i 5 tibetani come se non ci fosse un domani, tuttavia qualsiasi nuovo programma di esercizi fisici va intrapreso con consapevolezza e attenzione.

Specialmente chi soffre di patologie o lesioni, prima di eseguire la pratica, è opportuno che chieda parere al proprio medico, in modo particolare le persone che soffrono di: sclerosi multipla, morbo di Parkinson o un disturbo simile, sindrome di Ménière, vertigini, cuore ingrossato, problemi alle valvole cardiache, infarto negli ultimi tre mesi, ulcera, dolori lombari, cervicale, ipertensione, ipertiroidismo, ernia iatale, debolezza muscoli addominali, alterazione dei dischi intervertebrali, fibromiosite.

Per concludere…

Ora che siamo giunti alla conclusione, mi pare corretto avvisarti che i cinque riti tibetani, in realtà, sono sette. 🙂

Ebbene si, hai capito bene! Tuttavia sono dell’idea che gli ultimi due riti meritino un approfondimento a parte, e che debbano essere eseguiti quando si padroneggiano bene i primi cinque, per questo motivo, al momento, ci fermiamo qui.

Come anche Kelder ci ricorda nel libro, una delle cose più importanti è l’atteggiamento mentale, la vera fonte della giovinezza è già dentro di te…se sei in grado di vederti giovane nonostante la tua età, anche gli altri ti vedranno in quel modo.

Ora che possiedi tutti i segreti della fonte della giovinezza, non ti resta che metterli in pratica e condividerli con il mondo intero…perché:

“Tutti desiderano vivere a lungo, ma nessuno vorrebbe invecchiare”. ( Jonathan Swift )

Ti sei mai chiesto come stanno i tuoi Chakra?

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34 commenti su “I Cinque Riti Tibetani: cosa sono e come funzionano (+ video gratuito)”

  1. Ho iniziato i 5 tibetani da un anno circa con costanza e passione ora a seguito di una caduta ho subito un intervento al polso e al momento ho dovuto rinunciare agli esercizi. Mi chiedevo se a causa di questo lungo periodo di inattività perderò tutti i benefici ottenuti con la pratica?

    Rispondi
    • Ciao Antonella,
      è difficile poterti dare una risposta con certezza, ma considera che generalmente quando si interrompe una routine, piano piano si perdono anche determinati benefici. E’ lo stesso motivo per il quale gli atleti hanno bisogno di un costante allenamento per mantenere le performance.
      Ad ogni modo, considera che per mantenere i benefici mentali raggiunti, in alternativa puoi dedicarti alle pratiche di meditazione, mudra, rilassamento guidato e yoga nidra che non implicano sforzo fisico ed il conseguente utilizzo dei polsi ed hanno grandissimi benefici.
      Spero di esserti stata utile, buona continuazione

      Rispondi
  2. Buongiorno
    Vorrei sapere se e possibile eseguire 5 tibetani in un’altro ordine.
    O problema caricare peso sulle spalle a lungo quindi due “esercizi” : dog down e ponte ,subito uno acanto l’altro mi è faticoso.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      nel libro scritto da Peter Kelder nel 1939, viene detto che i riti devono essere eseguiti nell’ordine proposto in quanto agiscono anche a livello energetico ed è importante rispettarne l’ordine.
      In alternativa ai riti, potresti evitare di fare uno dei due riti oppure, provare con il Saluto al sole che è una pratica super completa ed ha gli stessi benefici dei tibetani.
      Se vuoi approfondire queste informazioni, puoi leggere l’articolo: https://yoganride.com/saluto-al-sole-cose-come-farlo-e-perche-fa-bene/ Spero di esserti stata utile, buona continuazione.

      Rispondi
  3. Ciao Laura
    Sto iniziando ora a praticarli, pensi che possano essere utili in caso di cefalea? Grazie namaste 🙏 Sonia

    Rispondi
  4. Ciao ho letto che chi ha problemi alle valvole cardiache non può fare i 5 tibetani. Siccome soffro di bicuspidismo valvolare ho chiesto al mio medico ma non ha saputo rispondere perché non conosce i 5 tibetani. Quindi devo evitare di farli?

    Rispondi
    • Ciao Biagio,
      grazie per il tuo commento, sarò felice di poterti consigliare.
      Considera che poiché ogni caso è a sé stante, è difficile stabilire a distanza la cosa giusta da fare.
      Il mio consiglio è di provare a praticare i Cinque Riti Tibetani con solo 3 ripetizioni ed eseguirli in maniera molto lenta, portando l’attenzione al respiro ed alle sensazioni del tuo corpo, rispettandone i limiti e senza mai forzare, quindi fermandoti ed evitando gli esercizi in cui senti fastidio e/o dolore e il cuore troppo accellerato.
      Ricorda che non è la quantità, ma la qualità degli esercizi che si fanno e i benefici non mancheranno in ogni caso.
      Spero di esserti stata utile.
      Buona continuazione & Namaste

      Rispondi
  5. Dimenticavo.
    Ho scoperto solo di recente che quel farmaco antiepilettici nuovo che mi diede quel medico era sostanzialmente un antidepressivo che viene usato a volte anche in casi di epilessia.
    Ecco perché ero così ansiosa, nervosa e irritabile, e spesso mi sentivo come se avessi un tumulto dentro.
    Secondo me, certi “medici”, ingolositi dai regali degli informatori del farmaco, non dovrebbero mai esercitare. Quella del medico è una professione molto delicata e non può svolgerla chiunque. Occorre avere empatia, una mente aperta, e soprattutto carattere per non farsi comprare dalle case farmaceutiche.

    Rispondi
    • Ciao Milly,
      Mi spiace molto per la tua situazione, solo posso immaginare ciò che hai dovuto affrontare e spero davvero con tutto il cuore che con il tempo tu possa stare sempre meglio.

      E’ gratificante sapere che vorresti iniziare a fare un po’ di yoga, tuttavia, nel caso di ernia natale è meglio evitare le posizioni che lavorano con gli addominali (nel caso dei 5 riti tibetani i riti nr. 2 – 4 e 5).

      Quindi, come insegnante yoga, piuttosto che i 5 riti tibetani, ti consiglierei di praticare il saluto al sole che eventualmente puoi eseguire anche nella sua variante semplificata e che lo rende adatto a tutti.

      Perciò ti consiglierei di chiedere ad un medico un’opinione in merito alla sequenza del saluto al sole e per quanto riguarda la scelta del medico, personalmente credo che un fisioterapista o un osteopata possano darti dei suggerimenti adeguati nel capire quali sono le pozioni che fanno al caso tuo.

      In particolare, dovresti chiedergli quali tra questi movimenti: piegamenti in avanti, all’indietro, flessioni laterali e torsioni sono adatti al tuo caso. In questo modo ti sarà facile comprendere quali posizioni puoi eseguire (in generale) e quali invece non vanno bene.

      Un’altra opzione potrebbe essere rivolgersi ad un medico ayurvedico, L’ayurveda infatti è la medicina tradizionale indiana, considerata una disciplina sorella dello yoga e che considera la guarigione del corpo nella sua interezza, valutando anche le caratteristiche costituzionali ed emozionali.

      Nel caso volessi iniziare un percorso yoga, considera che oltre alle pratiche più fisiche, lo yoga comprende anche tecniche potentissime per il benessere della mente e che non hanno nessuna controindicazione per cui le puoi praticare anche in caso di ernia natale, come: yoga nidra, i mudra e la meditazione (a questo link trovi un corso gratuito)

      Spero di esserti stata utile, buona continuazione, un abbraccio grande

      Rispondi
  6. Io ho l’ernia iatale, e soffro di reflusso gastroesofageo, causato da un aumento di peso di 22 kg a seguito della somministrazione di un farmaco antiepilettico (soffro di epilessia, tenuta perfettamente sotto controllo con l’assunzione di una piccola compressa) che il neurologo che mi seguiva all’epoca (19 anni fa, poi l’ho cambiato) mi diede al posto del farmaco che già prendevo e che non mi aveva mai dato alcun problema.
    Il nuovo farmaco, invece, mi diede un casino di problemi, fra cui irritabilità, nervosismo, forte ansia, fame, nausea, aumento di peso, ritenzione idrica, ricrescita dei capelli in forma riccia (io ho i capelli lisci, ma non fini).
    Fortunatamente cambiai medico, ma il danno era ormai fatto e 14 anni fa ho scoperto, a seguito a dei forti dolori di stomaco, di avere il reflusso gastroesofageo e ernia iatale.
    Mi furono tolti molti alimenti e tornai al farmaco precedente, con conseguente perdita di peso di 22 kg in 5 mesi.

    Vorrei sapere a quale medico chiedere in merito al se posso svolgere questi esercizi.
    Il mio medico di famiglia è da escludere perché è una capra (difatti sto cercando un medico che sia anche omeopata).
    Il gastroenterologo al quale mi rivolsi non aveva capito che avessi il reflusso (lo capì un conoscente medico chirurgo).
    Un medico omeopata può andare bene?
    Grazie.

    Rispondi
  7. Ciao, io ho problemi alla cervicale, ho iniziato gli esercizi diverse volte e poi abbandonati perche mi procuravano oltre alla cervicale la nausea.
    Guardando il video ho visto che il collo si può anche non muovere giusto? Hai altro da consigliarmi, grazie .
    Rosaria.

    Rispondi
    • Ciao Rosaria,
      in caso di dolore cervicale, come consigliato nel video è opportuno mantenere sempre il collo fermo. In alternativa, potresti eseguire il Saluto al sole che è comunque una pratica completa che si può eseguire anche in caso di cervicalgia. In questo post trovi la descrizione. Spero di esserti stata utile, buona continuazione
      https://yoganride.com/saluto-al-sole-cose-come-farlo-e-perche-fa-bene/

      Rispondi
  8. Ciao Laura,
    ti ho conosciuta questa sera mentre cercavo una corretta esecuzione dei cinque tibetani …complimenti per la chiarezza e la positività che trasmetti nell’ esporre il tutto!:)
    Mi permetto di chiederti un parere se possibile: conosco i riti da anni e li ho praticati molto in passato, con benefici notevoli devo dire! Avendoli ripresi da qualche mese, mi sono resa conto che si sono presentati dei dolori lombari e non riesco a capire dove sbaglio o se, in caso, dovrei sospendere alcune posizioni ( ho dubbi sul secondo rito e sul quinto) … oppure semplicemente eseguirli divisi e non tutti insieme…
    grazie grazie grazie infinite in ogni caso! 🙂
    tanti saluti
    Giulia

    Rispondi
    • Ciao Giulia,
      Grazie per il tuo commento, mi fa molto piacere che ti piace lo stile di insegnamento e sarò felice di poterti consigliare.

      Considera che ogni caso è a se stante e non conoscendoti di persona, è difficile stabilire a distanza la causa dei dolori lombari che si sono presentati.

      Per questo motivo, è sempre meglio chiedere il parere di un medico, o meglio ancora di un fisioterapista che saprà indicarti cosa è meglio fare nel tuo caso.

      Come insegnante di yoga, posso darti alcuni consigli ed accorgimenti generali che puoi provare ad adottare.
      Innanzitutto, è importante portare l’attenzione alle sensazioni del tuo corpo ed al respiro, eseguendo gli esercizi lentamente e rispettando i tuoi limiti, senza mai forzare.

      Meglio fare poche ripetizioni ben fatte e puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità.

      Se trovi difficoltà o fastidio nell’eseguire il secondo e quinto esercizio, puoi provare ad evitarli per un periodo e vedere come va, i benefici della pratica comunque non mancheranno.

      Inoltre, per quanto riguarda il Quinto Rito, ti consigliamo di leggere l’articolo Cane a testa in giù: come farlo e perché fa bene (https://yoganride.com/cane-testa-giu-come-farlo-e-perche-fa-bene/), dove troverai dei consigli pratici per eseguire al meglio questa posizione, i principali errori che si commettono e come correggerli, in modo da poter personalizzare l’esercizio con piccoli aggiustamenti, secondo le tue esigenze.

      Spero di esserti stata utile.
      Buona continuazione & Namaste

      Rispondi
  9. Ciao Laura, ho una domanda, mi piacerebbe fare sia i 5 tibetani che il Saluto al Sole, posso alternare le due pratiche in giorno una e un giorno l’altra? Oppure se non è possibile secondo te cosa è meglio fare tutti i giorni?
    Grazie mille buona giornata

    Rispondi
    • Ciao Matteo,
      si in realtà è possibile. Entrambe le pratiche sono energizzanti e lavorano su tutto il corpo quindi, se ti trovi bene alternandole, avanti così!
      Buona continuazione

      Rispondi
  10. Salve Laura, ormai sto prendendo la sana abitudine di leggere i tuoi utilissimi articoli. Molto bello l’accenno storico, e sarebbe bello fare un workshop sui riti tibetani, davvero interessante 🙂

    Rispondi
    • Ciao Gustavo,
      grazie a te per le tue parole e per la bella idea. Buona continuazione

      Rispondi
  11. Buongiorno Laura,
    Hai spiegato molto bene i riti e ho iniziato a farli da una decina di giorni.
    Ho un dubbio, dopo la prima settimana ero molto soddisfatta e ho sentito che stavo migliorando, ora però sento una gran fatica nel fare il primo rito, non me la sento di aggiungere due riti, mentre su altri me la cavo meglio cosa consigli?

    Rispondi
    • Ciao Linda,
      ottimo lavoro, mi fa molto piacere che ti stai dedicando con tanto impegno.

      Considera che la cosa migliore da fare è ascoltare il proprio corpo per cui, se non te la senti di proseguire aumentando le ripetizioni del primo rito, va bene così. Fai ciò che ti senti, evitando di forzare ed ovviamente senza mai sentire dolore.

      Spero di esserti stata utile, buona continuazione

      Rispondi
  12. Ciao Laura, oggi ho fatto il mio primo giro dei 5 tibetani ma non ho compreso bene una cosa: nel video fai 3 ripetizioni per ogni rito, ma si arriva alle 21 facendolo per ogni rito 21 il primo, poi 21 il secondo è via così? Ho capito bene?
    Grazie
    Debora

    Rispondi
    • Ciao Debora,
      si, hai capito perfettamente.

      Ciò non toglie che non si è obbligati ad arrivare a 21 ripetizioni. Se durante il percorso ti sembra sufficiente per il tuo corpo fermarti prima, puoi tranquillamente eseguire solo il numero di ripetizioni che ti sembra opportuno senza dover per forza arrivare a 21.
      Come sempre la cosa importante è ascoltare il proprio corpo e rispettarlo.

      Spero di esserti stata utile, buona continuazione.

      Rispondi
  13. Ciao Laura,
    grazie per i tuoi video chiari e per il tuo essere rassicurante. Io ho iniziato i 5 tibetani qualche settimana fa, ma mi sono accorta solo ora che avevo interpretato male il primo esercizio (ruotavo finché non mi girava la testa, mi fermavo e riprendevo per un totale di 3,5,7 ripetizioni) errore grave? Cosa mi consigli? Smetto per qualche giorno e riprendo da capo nel modo corretto o proseguo nel modo corretto come se nulla fosse?
    Scusa sono un po’ una pasticciona…graxie e Namastè

    Rispondi
    • Ciao Elena
      Grazie per il tuo commento, sarò felice di poterti consigliare.
      Considera che se non ti sei sentita male e/o fatta male, non c’è problema e sicuramente non è un errore che determinerà conseguenze. Stai pure tranquilla che non succcede nulla.
      Però, ti consiglio di praticare seguendo passo passo il video con attenzione per imparare bene gli esercizi e poi proseguire tranquillamente nella tua pratica, correggendo il primo esercizio.
      Alla fine, gli errori ci servono per migliorare e fare più attenzione.
      Spero di esserti stata utile!
      Buona pratica & Namaste

      Rispondi
  14. Io ho una lieve insufficienza alla mitralica e alla tricuspide. Non mi hanno dato controindicazioni per l’attivita fisica. Inoltre ho un severa osteoporosi alla lombare. Posso praticare i 5 tibetani?

    Rispondi
  15. Grazie!!🤗🙏🌹

    Rispondi
    • Grazie a te Violetta,
      Namaste 😊🙏

      Rispondi
    • Ciao, io ho problemi alla cervicale, ho iniziato gli esercizi diverse volte e poi abbandonati perche mi procuravano oltre alla cervicale la nausea.
      Guardando il video ho visto che il collo si può anche non muovere giusto? Hai altro da consigliarmi, grazie .
      Rosaria.

      Rispondi
      • Ciao Rosaria,
        in caso di dolore cervicale, come consigliato nel video è opportuno mantenere sempre il collo fermo. In alternativa, potresti eseguire il Saluto al sole che è comunque una pratica completa che si può eseguire anche in caso di cervicalgia. In questo post trovi la descrizione. Spero di esserti stata utile, buona continuazione
        https://yoganride.com/saluto-al-sole-cose-come-farlo-e-perche-fa-bene/

        Rispondi
  16. Ciao Laura,
    ti ringrazio per tutti i contenuti condivisi, ti faccio i complimenti per il tuo progetto e ti auguro il meglio.
    Take care!
    Cristina

    Rispondi
    • Ciao Cristina,
      grazie a te per le tue parole. Buona continuazione

      Rispondi
  17. Grazie mille! ❤️

    Rispondi
    • Grazie a te
      😊🙏🌟

      Rispondi

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