Aggiornato il 02/02/2026
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Molti millenni fa, quando le caratteristiche anatomiche e biologiche del corpo umano non erano ancora conosciute a livello microscopico come lo sono adesso, gli antichi praticanti di yoga hanno teorizzato il fatto che corpo, mente e spirito sono una cosa sola, e che le nostre emozioni ed i nostri pensieri abbiano la caratteristica di manifestarsi non solo sotto forma di eventi psichici, ma anche sotto forma di energia, concentrata in punti ed organi specifici del corpo, e che il ruolo di questa energia sia fondamentale nel determinare il nostro stato di salute e di equilibrio.
È nata così l’idea dei chakra, ovvero i centri energetici del nostro corpo, che hanno il compito di “ricevere e distribuire” la nostra energia vitale, e il cui buon funzionamento è determinante per la buona salute di corpo e mente.
I chakra rivestono un ruolo fondamentale nelle pratiche di yoga e meditazione, dove il loro equilibrio viene considerato essenziale per il benessere psico-fisico.
Storicamente, i chakra sono stati interpretati come chiavi per comprendere non solo la nostra salute fisica, ma anche la nostra condizione emotiva e spirituale.
Quando i chakra sono in armonia, possiamo sperimentare una maggiore vitalità, stabilità, chiarezza e serenità.
Lavorare con i chakra significa lavorare ad un livello sottile energetico, che ci permette di rimuovere eventuali blocchi energetici, permettendo all’energia di fluire liberamente, favorendo una connessione più profonda con noi stessi e migliorando il nostro stato di salute, non solo a livello fisico, ma anche mentale ed emotivo.
Per questo è importante comprendere il loro modo di funzionare e le loro caratteristiche.
Cosa sono i Chakra
La parola chakra, in sanscrito, significa “ruota, cerchio o disco”, ed è utilizzata per rappresentare i centri energetici del nostro corpo, che hanno il compito di “ricevere e distribuire” la nostra energia vitale.
I chakra principali sono 7, ed ognuno di loro, oltre ad avere caratteristiche specifiche, è associato a determinate emozioni, sensazioni, funzionalità mentali e spirituali.

Inoltre, in base della posizione che ogni chakra occupa nel nostro corpo, ad esso viene associata anche una specifica ghiandola endocrina.
Le ghiandole endocrine hanno il compito di rilasciare nel corpo gli ormoni, e la loro funzionalità è soggetta ad uno stato di equilibrio che, se compromesso, può generare stress, ansia e malfunzionamento dell’organismo.
Un esempio banale? La classica “sindrome pre-mestruale”. 😉
Quando l’energia di un chakra è attiva anche la ghiandola endocrina corrispondente, o gli organi ad essa associati, riescono a svolgere al meglio le loro funzioni vitali.
Tuttavia, a causa di traumi o tensioni fisiche ed emozionali i chakra possono avere un’energia carente oppure, al contrario, possono essere eccessivamente stimolati, e quindi sovraccarichi di energia.
Questo determina uno squilibrio che può manifestarsi in disturbi fisici ed emozionali.
Conoscendo il funzionamento dei chakra è quindi possibile comprendere i nostri squilibri energetici, e capire dove andare a lavorare per ristabilire un equilibrio psico-fisico .
Per essere in grado di farlo dobbiamo ovviamente conoscere le caratteristiche specifiche di ogni chakra… e per questo motivo, qui sotto, trovi una descrizione dei 7 chakra principali e se ti andrà di approfondire le caratteristiche di ogni chakra, potrai farlo nel relativo e super completo articolo.
Prima, però, cerchiamo di capire un po’ meglio cosa sono effettivamente i chakra. 🙂
Secondo la teoria dello yoga, tutti noi siamo fatti di un corpo fisico, visibile, ed un corpo energetico, invisibile, che regola le nostre attività intellettuali e spirituali.
Questo corpo invisibile è fatto di “prana“, ovvero la nostra energia vitale.
Il prana fluisce nel nostro corpo attraverso degli speciali canali energetici chiamati “nadi“; questi canali energetici sono numerosissimi, (se ne contano più di 72.000), ma ne esistono 3 di principali: Sushumna, Ida e Pingala.
Sushumna è la nadi principale; inizia il suo percorso alla base della spina dorsale e lo termina sulla sommità del capo.
Anche le altre due nadi secondarie ma comunque importantissime e cioè Ida e Pingala partono dalla base della colonna vertebrale ma anziché procedere in linea retta, seguono un percorso a spirale, incrociandosi per 6 volte prima di terminare nel 6 chakra: Ajna, chiamato anche terzo occhio.
Per maggiori informazioni su Ida e Pingala, puoi leggere l’articolo sulla Respirazione a narici alternate, nel quale abbiamo spiegato la natura di queste due nadi.
Ogni volta che le nadi (o canali energetici) si incontrano, danno vita ad un chakra, per cui i chakra nel corpo sono numerosissimi ma possiamo distinguerne 7 principali e che si trovano in linea retta, lungo la colonna vertebrale.
I chakra sono quindi dei vortici di energia.
Lo scopo della pratica dello yoga è quello di risvegliare l’energia che risiede alla base della colonna vertebrale, dove è situato il primo chakra, e di farla risalire lungo questo percorso energetico, attraversando ed illuminando tutti i 7 chakra principali.
Quando un chakra viene illuminato da questa energia spirituale, che si chiama kundalini, essa lo riporta al suo regolare funzionamento, riparando i danni causati dallo stress mentale, emotivo e fisico della vita di tutti i giorni.
I 7 chakra principali
Ogni chakra, oltre ad avere una sua funzione, ed a rappresentare aree specifiche del corpo, è associato anche a molte altre realtà: ha un proprio colore, un proprio elemento, un proprio suono (o mantra), una divinità, una pietra, un animale, un pianeta e tante altre associazioni.
In realtà sulle caratteristiche e le peculiarità di ogni ogni chakra si potrebbero scrivere fiumi di parole… fra le quali si correrebbe il rischio di perdersi.
Per questo motivo, qui di seguito, ti riporto alcune delle caratteristiche principali… dei 7 chakra principali!
E ora vediamoli uno a uno più da vicino:

Primo chakra: Muladhara
- Posizione: alla base della colonna vertebrale, all’altezza dell’osso sacro.
- Colore: rosso
- Significato: radice, legato al sostegno, nutrimento e radicamento
- Affermazione: Io esisto
Leggi anche Primo chakra: il chakra della radice per ulteriori approfondimenti!
Il primo chakra si trova alla base della colonna vertebrale, all’altezza dell’osso sacro.
Muladhara significa “radice” e rappresenta il nostro radicamento, il nostro istinto di sopravvivenza, il bisogno di sicurezza, ed è collegato al soddisfacimento dei nostri bisogni primari, come avere una casa, un lavoro, procurarsi il cibo.
Il suo colore è il rosso, ovvero il colore della forza e dell’energia pura. ( Non è un caso, infatti, che molti supereroi siano vestiti di rosso!)
L’energia di Muladhara è associata alle ghiandole surrenali, ed è responsabile della salute di gambe, piedi, ano, retto, intestino crasso, e coccige.
L’energia carente del primo chakra potrebbe manifestarsi con una sensazione di insicurezza, scarsa fiducia in sé stessi, apatia, eccessiva preoccupazione e paura di perdere ciò che ci da sicurezza e senso di benessere.
Si può anche manifestare con eccessi di rabbia, aggressività, collera, gelosia, violenza o atteggiamento difensivo.
All’opposto, se l’energia di questo chakra è iperattiva, si corre il rischio di riconoscersi eccessivamente attaccati ai beni materiali, e restii a dare o donare qualcosa. (Oppure si è troppo rigidi e ostili ai cambiamenti.)
Gli asana migliori per stimolare l’energia di Muladhara sono quelli che lavorano con i piedi e le gambe.
Sushumna, (il canale energetico principale), rappresenta infatti la nostra connessione tra terra e cielo, e le gambe sono le radici che fanno da tramite.

Secondo chakra: Svadhisthana
- Posizione: zona dell’osso sacro, parte superiore degli organi genitali
- Colore: arancione
- Significato: dolcezza, relazionato con le sensazioni, il piacere e la sessualità
- Affermazione: Io sento
Leggi anche Secondo chakra: il chakra sacrale per ulteriori approfondimenti!
In sanscrito Svadhisthana significa “dolce”. È il chakra sacrale, e si trova all’altezza dei genitali.
La sua energia rappresenta le cose dolci della vita, la capacità di provare emozioni come il desiderio, il piacere, la sessualità e la creatività fisica.
Il suo colore è l’arancione: simbolo di emozioni positive, successo e armonia interiore.
L’energia di Svadhisthana è associata alle gonadi (ovaie per le donne, testicoli per l’uomo), ed è responsabile della salute di genitali, reni, vescica, prostata, sistema circolatorio.
Una carenza nel secondo chakra potrebbe manifestarsi in una chiusura nei confronti della “sensualità” della vita, generando una sorta di difficoltà nel provare stati di gioia.
Gelosie, paure, desideri inappagati e ossessivi, impotenza e frigidità possono essere la manifestazione di una carenza di questa energia.
Quando invece l’energia di questo chakra è in eccesso, può condurci alla ricerca ossessiva del piacere, anche e soprattutto a livello sessuale.
Gli asana migliori per questo chakra, sono quelli che lavorano con i fianchi ed il bacino, in quanto è proprio in questa zona del corpo che si trova Svadhisthana e le relative ghiandole ad esso associate.
Questo centro energetico è associato all’elemento acqua, il che lo rende responsabile della regolazione dei liquidi nel corpo. La circolazione della sua energia, proprio come l’acqua, riesce ad adattarsi ad ogni superficie, e ci permette di fluire con la vita ed adattarci ai cambiamenti.

Terzo chakra: Manipura
- Posizione: plesso solare, zona superiore dell’ombelico e dello stomaco
- Colore: giallo
- Significato: gemma e dimora, legato alla volontà, al potere, all’azione
- Affermazione: Io voglio
Leggi anche Terzo chakra: il chakra del plesso solare per ulteriori approfondimenti!
Manipura può essere tradotto come “città del gioiello”, ed è il chakra del plesso solare, che si trova all’altezza dell’ombelico.
Questo chakra rappresenta l’individualità e la percezione di sé stessi.
E’ la sede della determinazione, della forza di volontà, del potere personale e della fiducia in sé.
Il suo colore è il giallo: simbolo di energia, della luce del sole e della conoscenza.
La ghiandola endocrina associata a questo chakra è il pancreas, che è responsabile dei processi digestivi, in quanto regola le funzioni di stomaco, fegato, milza e cistifellea.
Quando il chakra del plesso solare è carente, si possono percepire sensazioni legate alla perdita di autostima e scarsa fiducia in sé stessi.
Al contrario, quando l’energia di questo chakra è in eccesso, si potrebbe percepire un desiderio sfrenato di potere, un’eccessiva arroganza o sicurezza di sé stessi, e ci si potrebbe riconoscere poco o per nulla disposti ad ascoltare l’opinione altrui.
Gli asana migliori che lavorano con questo centro energetico sono quelli che utilizzano gli addominali.
È proprio in questa zona del corpo, chiamata anche plesso solare, che risiede l’energia di Manipura, associata all’elemento fuoco e responsabile delle funzioni digestive.

Quarto chakra: Anahata
- Posizione: sopra il cuore, al centro del petto
- Colore: verde
- Significato: non colpito, non danneggiato, legato all’amore ed alle relazioni
- Affermazione: Io amo
Leggi anche Quarto chakra: il chakra del cuore per ulteriori approfondimenti!
Anahata è il chakra del cuore, e rappresenta il centro dell’intero sistema energetico dei chakra.
Anahata collega i tre centri inferiori, legati maggiormente agli aspetti materiali, con i tre chakra superiori, di tipo più mentale e spirituale, legati all’intuizione e al pensiero.
La funzione di questo centro energetico è quella che ci dona la capacità di esprimere amore puro e incondizionato.
Il suo colore è il verde, simbolo di equilibrio, compassione, armonia, amore per la natura, salute e depurazione.
La ghiandola endocrina associata a questo chakra è il timo, e questo centro energetico regola le attività dei polmoni, cuore, sistema circolatorio e respiratorio.
La carenza dell’energia di questo chakra può manifestarsi con l’incapacità di esprimere amore, e con il rifiuto di ricevere manifestazioni di affetto, o di farsi toccare.
Quando l’energia di questo chakra è in eccesso, si corre il rischio di identificarsi eccessivamente con il dolore degli altri, e soffrire così intensamente da risultare emotivamente compromessi e troppo dipendenti.
Gli asana migliori per riequilibrare le energie di Anahata sono quelli di “apertura” del torace.

Quinto chakra: Vishuddha
- Posizione: gola
- Colore: azzurro
- Significato: purificare, legato alla comunicazione, alla creatività, all’espressione di sé e della propria verità
- Affermazione: Io esprimo
Leggi anche Quinto chakra: il chakra della gola per ulteriori approfondimenti!
Vishuddha è il nome sanscrito del chakra della gola, e significa: “puro”.
Questo chakra si trova all’altezza delle gola, e rappresenta la capacità di esprimere ciò che si ha dentro, la comunicazione e la creatività.
Il suo colore è l’azzurro, simbolo di verità, purezza, pulizia e tranquillità.
La ghiandola endocrina associata a questo chakra è la tiroide, e questo centro energetico regola le attività di gola, collo, bocca, denti, mandibola, udito, esofago, parte alta dei polmoni, braccia.
Una carenza del quinto chakra può manifestarsi nella difficoltà ad esprimere le proprie idee, blocchi della creatività, eccessiva timidezza.
Quando, al contrario, l’energia di questo chakra è in eccesso, non riusciamo a controllare le nostre parole, parliamo troppo e a vanvera, senza analizzare il senso di quello che diciamo.
Gli asana migliori per questo chakra, sono quelli che lavorano con il collo e le spalle, proprio perché è li nel mezzo che si trova Vishuddha.
La sua energia è associata all’elemento etere, ed è il primo dei chakra considerati “superiori”, quelli più legati all’aspetto mentale.
E’ legato anche alla nostra capacità di comunicazione…. non a caso, quando abbiamo difficoltà ad esprimere ciò che abbiamo dentro, proviamo un “nodo alla gola”.

Sesto chakra: Ajna
- Posizione: in mezzo alla fronte, tra le sopracciglia
- Colore: indaco
- Significato: sapere, percepire, legato alla conoscenza e all’intuizione
- Affermazione: Io conosco
Leggi anche Sesto chakra: il chakra del terzo occhio per ulteriori approfondimenti!
Il sesto chakra è localizzato al centro della fronte; il suo nome in sanscrito è Ajna, significa conoscere, percepire ed anche comandare, nel senso di avere il comando sulla nostra mente.
Ajna è chiamato anche il chakra del terzo occhio, cioè quell’occhio non fisico che è in grado di percepire la realtà più profonda dell’esistenza.
La sua funzione è l’intuizione e la visione.
È qui che hanno sede l’immaginazione creativa, le capacità intellettuali, e la memoria.
Il suo colore è l’indaco, simbolo di saggezza, di conoscenza e di misticismo.
Il chakra del terzo occhio è associato all’ipofisi, la ghiandola adibita al controllo del sistema ormonale.
Le parti del corpo ad esso associate sono cervelletto, sistema nervoso, sistema ormonale, occhi, orecchie, naso e seno paranasale.
Quando il chakra è in carenza, si fatica a fidarsi del proprio intuito, a mantenere la concentrazione o a ricordare le cose.
Si può manifestare come un eccesso di razionalità, che determina la difficoltà di vedere e immaginare la realtà in modo diverso da come la si percepisce.
Quando, al contrario, la sua energia è in eccesso, risucchia l’energia dei chakra inferiori e vengono quindi a mancare senso di radicamento e di stabilità.
Gli asana migliori per riequilibrare questo chakra sono quelli maggiormente legati all’aspetto mentale, come gli esercizi di visualizzazione, concentrazione, o la meditazione.
Il palming è un’ottima tecnica per prendersi cura di Ajna, in quanto aiuta a rilassare la vista e stimola l’energia del terzo occhio.

Settimo chakra: Sahasrara
- Posizione: sommità del capo
- Colore: viola
- Significato: mille, legato alla spiritualità
- Affermazione: Io credo
Leggi anche Settimo chakra: il chakra della corona per ulteriori approfondimenti!
Il settimo chakra, o “Chakra della Corona”, si trova sulla sommità del cranio e significa “mille volte”.
La sua funzione è il collegamento spirituale, ed è il centro della spiritualità e della fede. (A prescindere da quale sia il nostro credo religioso.)
Serve per metterci in relazione con la nostra parte spirituale, e, quindi, con il divino. È una spiritualità che trascende la religione, è piuttosto uno stato dell’essere, che va oltre il mondo fisico e crea nella persona un senso d’interezza, dando scopo alla nostra vita e creando un contesto più ampio in cui collocare la nostra esistenza.
L’attivazione di questo chakra implica l’apertura a nuovi modelli di pensiero, e a fonti di saggezza e conoscenza nuove e mai esplorate prima.
La sua energia ci aiuta ad abbandonare il passato, lasciandoci alle spalle eventi o traumi, e ci insegna a riconoscere le nostre responsabilità.
Il suo colore è il viola, tradizionalmente associato alla ricchezza spirituale e alla maestà.
Il chakra della corona è associato alla ghiandola pineale, un centro che, nel nostro corpo, regola il ritmo sonno-veglia, fame-sete e la temperatura corporea, oltre che stimolare l’ipofisi a produrre ormoni.
Una carenza di Sahasrara comporta un impedimento al flusso energetico lungo il cammino della coscienza, e si manifesta come difficoltà nell’apprendimento e nella concentrazione, oppure con un senso di chiusura e ostilità verso nuove informazioni o punti di vista.
Un altro tipico “sintomo” di un settimo chakra carente è lo scetticismo spirituale, ossia la convinzione che non esista nulla al di fuori del mondo tangibile.
Cioè: vedere per credere. 🙂
Quando la sua energia è in eccesso, può portare ad un eccesso di dipendenza spirituale, può spingere a perdere il contatto con il proprio radicamento e le proprie emozioni, perché viene sottratta energia ai chakra inferiori.
Gli asana migliori per riequilibrare questo chakra, sono quelli grazie ai quali si riesce a “trascendere” il corpo dalla mente, ovvero quello stato in cui si riesce, anche solo per qualche secondo, a non “percepire” più il proprio corpo, provando una profonda sensazione di pace e rilassamento… come in Yoga Nidra per esempio.
Test: hai i chakra sballati?
Questo test, facile e divertente, ti aiuterà a comprendere come stanno i tuoi chakra
Puoi ripetere questo test tutte le volte che vorrai perché i nostri chakra, che ci piaccia o no, si sballano spesso. 🙂
Quindi, anche se leggendo il risultato ti capiterà di scoprire che hai qualche disequilibrio nei tuoi chakra, ti consiglio di evitare di rimanerne deluso o leggerlo come una carenza, ma anzi!
Prima di passare alle domande ti suggerisco di leggere l’introduzione che trovi all’inizio del test, che abbiamo scritto con l’intenzione di aiutarti a capire qual’è la natura di questo test.
Lezione yoga gratuita: Mettiti a posto i chakra
Se ti stai domandando qual è la pratica giusta da fare per rimettere i chakra a posto…Tadaaa…. eccomi qua!
Qui sotto puoi seguire, gratis, una lezione specifica che lavora su tutti i chakra principali.
Programma Yoga e Meditazione per tutti i chakra
Questo programma è ideale da fare quando senti il bisogno di “metterti a posto i chakra”.
Lo consiglio a chi sente la necessità di riportare equilibrio nei vari centri energetici, o in generale se si vuole approfondire questo argomento attraverso la pratica dello yoga.
Il programma è composto da lezioni yoga e meditazioni studiate appositamente per lavorare su un chakra specifico.
Seguendole in ordine progressivo, avrai la possibilità di compiere uno straordinario viaggio alla scoperta delle energie che scorrono all’interno del tuo corpo, e di praticare alcune delle migliori tecniche che lo yoga e la meditazione ci mettono a disposizione per prenderci cura dei chakra “sballati”.
Ogni settimana lavoreremo con un chakra differente. In questo modo, poiché ogni centro energetico è relazionato ed influenza anche gli altri, avrai la possibilità di fare un lavoro completo e bilanciato.
Per questo motivo, anche se dal test è risultato un disequilibrio di un solo chakra, per riportare armonia in quel chakra è comunque importante lavorare su tutti quanti i centri energetici.
Iscrivendoti al programma, riceverai una e-mail ogni 7 giorni, con un approfondimento sulle caratteristiche del chakra con il quale andremo a lavorare e le relative lezioni e sarai tu in base al tempo che hai a disposizione, al tuo stato d’animo, ed alle tue preferenze a decidere come, quanto e quando praticare.
Noi ti metteremo a disposizione una serie di lezioni di stili e durata differenti che potrai combinare in funzione delle tue esigenze, ad esempio:
- Hatha yoga per il primo chakra (15 min)
- Hatha yoga per il primo chakra (1 ora)
- Yin yoga per il primo chakra (1 ora)
- Meditazione per il primo chakra (10 minuti)
- Meditazione per il primo chakra (20 minuti)
- Meditazione per il primo chakra (30 minuti)
In questo modo, chakra dopo chakra, settimana dopo settimana, avrai la certezza di aver fatto un lavoro completo, sia a livello fisico che mentale oltre che aver ascoltato le esigenze del tuo corpo alternando la pratica tra esercizio fisico e rilassamento.
E per finire…
… se vuoi dare una mano a mettere a posto anche i chakra di qualcun altro, (oltre che dare un aiutino anche ai chakra di Yoga n’ Ride), lo puoi fare… indovina un po’ come?
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Love your Chakra! 😉