Primo chakra: il chakra della radice

In questo articolo approfondiremo il primo chakra, conosciuto anche come chakra della radice. Ecco qui gli argomenti che tratteremo:

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Caratteristiche del primo chakra

Il primo chakra si trova alla base della colonna vertebrale, all’altezza dell’osso sacro.

Il suo nome in sanscrito è Muladhara e significa letteralmente “radice” e “sostegno”.

Per questo motivo il primo chakra viene chiamato “Chakra della radice” ed è il fondamento di tutto il sistema dei chakra.

Esso rappresenta il nostro radicamento, il nostro istinto di sopravvivenza, il bisogno di sicurezza, la stabilità, ed è collegato al soddisfacimento dei nostri bisogni primari, come avere una casa, un lavoro, procurarsi il cibo e garantirsi le esigenze dell’esistenza fisica.

Il suo scopo è quello di darci delle fondamenta solide, di farci sentire radicati nel nostro corpo fisico, nella nostra realtà fisica e nella terra, e il suo equilibrio è molto importante per la creazione di una buona base fisica e psicologica per la nostra vita.

Il suo colore è il rosso, ovvero il colore della forza e dell’energia pura. (Non è un caso, infatti, che molti supereroi siano vestiti di rosso!)

L’energia di Muladhara è associata alle ghiandole surrenali, ed è responsabile della salute di gambe, piedi, ano, retto, intestino crasso, coccige e tutta la struttura ossea.

Lavorare con il Primo Chakra significa prestare attenzione al rapporto con il nostro corpo e con le nostre radici: la terra e il luogo da dove veniamo, l’utero, i nostri antenati, la famiglia e la nostra storia personale.

Da un punto di vista evolutivo Muladhara si sviluppa nell’utero fino ai 12 mesi di età, e le sue necessità sono la fiducia, il nutrimento, la sicurezza e il diritto di esistere.

La sua identità è un’identità fisica, il cui compito è l’autoconservazione.

Sguardo d’insieme sul primo chakra

  • Significato del nome: Mula e Adhara = radice e sostegno
  • Zona corrispondente: base della colonna vertebrale, coccige
  • Parti del corpo: gambe e piedi, intestino crasso, ossa, denti
  • Ghiandola corrispondente: ghiandola surrenale
  • Colore: Rosso
  • Mantra: Lam
  • Elemento: Terra
  • Funzione: Sopravvivenza, sicurezza, autoconservazione
  • Bloccato dalla: Paura
  • Diritti fondamentali: Esistere e avere
  • Animali simbolici: Elefante
  • Cristalli: Eliotropio, Quarzo fumé, Agata di fuoco, Occhio di tigre, Ematite
  • Aspetti interiori positivi: Sviluppo dell’energia vitale, voglia di vivere, forza vitale, autoconservazione, tenacia, ritmo, fiducia
  • Aspetti interiori negativi: Paure esistenziali, egoismo, impulsività, inerzia
  • Disturbi fisici: malattie intestinali, stitichezza, emorroidi, disturbi al nervo sciatico, dolori alla schiena, vene varicose, disturbi alla vescica e ai reni, dolori alla prostata, malattie delle ossa, anemia, oscillazioni della pressione sanguigna
  • Disturbi psichici: fobie, debolezza, depressione, carenza di fiducia, tendenza a dipendere troppo dagli altri.
  • Affermazione: Io sono. Io ho. Mi sento protetto e sicuro di me

Caratteristiche del primo chakra in equilibrio

Generalmente, chi ha il primo chakra in equilibrio tende sentirsi equilibrato, centrato e ben radicato, ha un senso di sicurezza interiore, sa prendersi cura di se stesso, si sente a suo agio nel proprio corpo e gode di buona vitalità ed una giusta vivacità.

Ha sviluppato un senso di fiducia nel mondo ed una sensazione di sicurezza e salvezza, tale da avere la capacità di rilassarsi e di essere sereno, stabile e prospero.

Caratteristiche del primo chakra in disequilibrio

Da un punto di vista fisico, un primo chakra in disequilibrio può manifestarsi con disordini intestinali, anali, dell’intestino crasso oppure con problemi alle parti solide del corpo, come ossa o denti, o ancora con problemi alle gambe, ai piedi, alle ginocchia, alla base della colonna ed ai glutei.

Invece, da un punto di vista emotivo, un disequilibrio del primo chakra potrebbe manifestarsi con una sensazione di insicurezza, scarsa fiducia in se stessi, apatia, eccessiva preoccupazione e paura di perdere ciò che ci da sicurezza e senso di benessere.

Un primo chakra in disequilibrio si può manifestare anche con eccessi di rabbia, aggressività, collera, gelosia, violenza o atteggiamento difensivo.

In termini pratici, chi ha un primo chakra in eccesso può manifestare e sviluppare obesità, pigrizia, monotonia, trascuratezza e stanchezza, nonché un eccessivo attaccamento ai beni materiali e avidità, oltre a rigidità e al timore dei cambiamenti.

Un chakra in eccesso trarrà grande beneficio da esercizi di rilassamento o di scarico.

Al contrario, chi ha un primo chakra carente può manifestare un notevole sottopeso ed una sconnessione dal corpo, avere poca disciplina, incapacità di fissare degli obiettivi, disorganizzazione cronica, nonché avere una certa propensione a sentirsi timoroso, ansioso e con difficoltà di adattamento.

Un chakra carente trarrà grande beneficio da esercizi di stimolo e di carica.

Cosa porta il primo chakra a disequilibrarsi?

In generale, ogni qual volta subentrano dei cambiamenti nella nostra vita che ci “destabilizzano”, come ad esempio un trasloco, un nuovo lavoro, la fine di una relazione, un matrimonio, la perdita di qualcuno di caro ecc… sono eventi che mettono a dura prova questo centro energetico, rischiando di creare disarmonia.

Per questo motivo, quando si attraversa un periodo di cambiamento è importante fare degli esercizi a supporto per il primo chakra, come quelli che vedremo tra poco.

Inoltre, la nostra cultura sempre più distante dal contatto con la terra, ci separa continuamente dal nostro terreno, facendo in modo che si indebolisca il collegamento con il primo chakra.

Infine, poiché Muladhara si sviluppa dal secondo trimestre del concepimento fino al primo anno di vita, sono soprattutto i traumi e le violenze subite in questo periodo di sviluppo che rendono disequilibrato questo centro energetico, e in particolare il trauma della nascita, l’abbandono e la trascuratezza fisica, la mancanza di un legame fisico con la madre, la malnutrizione, violenze fisiche o ambienti violenti, nonché traumi ereditati, come la paura di genitori sopravvissuti magari ad una guerra.

Prendere in esame queste prime fasi della nostra vita può aiutare a stabilire il tipo di disequilibrio del nostro primo chakra, per poterlo riequilibrare nel migliore dei modi.

Suggerimenti e consigli per riequilibrare il primo chakra

Dopo tutte queste informazioni, sicuramente già starai pensando che è impossibile ricordare o risalire a cosa sia successo in queste prime fasi della tua vita.

Esistono terapie come il Rebirthing che aiutano a sanare traumi di questo tipo, ma la cosa meravigliosa di poter lavorare a livello energetico è che non è fondamentale risalire o sapere con certezza il tipo di disequilibrio originario, in quanto un primo chakra sano ha una determinata frequenza e, per armonizzarlo, basta sintonizzarsi su questa frequenza per fare in modo che funzioni bene.

Per armonizzare e sintonizzare il primo chakra alla giusta frequenza, ecco qualche consiglio pratico, alla portata di tutti:

Utilizzo dei simboli:

Elefante: rappresenta un animale solido e affidabile che aiuta l’energia di Muladhara a perseverare. Può essere disegnato oppure scolpito in una statuetta o ancora un rappresentato da un immagine.

Affermazioni:

Si possono utilizzare delle affermazioni per sintonizzarsi su una frequenza equilibrata del primo chakra, ripetendole durante la giornata o mettendo dei post-it sullo specchio del bagno o sul frigo per poterli leggere nell’arco della giornata, tra cui:

  • è sicuro per me essere qui
  • la terra mi sostiene e viene incontro alle mie necessità
  • amo il mio corpo e ho fiducia nella sua saggezza
  • sono immerso nell’abbondanza
  • esisto e sono reale
  • Io sono abbastanza, io sono tutto, la mia essenza è di luce divina, mi sento protetto e al sicuro in me

Attività:

Esistono delle attività che è possibile fare e che ci possono aiutare a riportare Muladhara in equilibrio, tra cui attività a contatto con l’elemento terra, per risintonizzarci e ricollegarci con essa, come il giardinaggio, camminare a piedi nudi sulla sabbia oppure sull’erba.

Delle attività sportive all’aria aperta, come camminare o correre, oppure attività che ci permettono di riconnetterci con il nostro corpo, come la danza o l’Hatha Yoga.

I piedi, inoltre, hanno un ruolo fondamentale nel primo chakra, quindi prendersi cura di loro e massaggiarli è un’ottima pratica per riequilibrare.

Infine, utilizzare il colore rosso nella vita quotidiana è una strategia di cura molto efficace, quindi mangiando cibi rossi, indossando abiti rossi, bevendo da un bicchiere rosso, arredando casa con il colore rosso ( non serve dipingere completamente le pareti di casa, possono bastare dei cuscini o delle coperte, ad esempio) o circondandosi di immagini rosse.

Yoga, meditazione e mudra per il primo chakra

Yoga

Lo yoga è un’ottima pratica per aiutarci a riequilibrare il primo chakra, in quanto, lavorando sia a livello fisico che energetico, agisce in maniera completa, risintonizzandoci sulla giusta frequenza.

Gli asana migliori per stimolare l’energia di Muladhara sono quelli che lavorano con i piedi e le gambe.

Sushumna, (il canale energetico principale), rappresenta infatti la nostra connessione tra terra e cielo, e le gambe sono le radici che fanno da tramite.

Meditazione

Si può utilizzare il mantra Lam, che mette un freno alla nostra energia impedendole di scendere al di sotto delle nostre fondamenta e/o visualizzare il colore rosso, che evoca passione e vita, ed è legato e collegato alle energie della terra.

Mudra

Si può utilizzare il mudra dell’elemento terra (Prithivi Mudra), che può aiutarci, specialmente nei periodi di cambiamento, a rimanere forti e radicati, ed a ristabilire equilibrio e fiducia nella vita.

Se vuoi passare alla pratica, srotolando il tappetino, ti consiglio di provare la lezione gratuita Mettiti a posto i Chakra, nella quale faremo un bellissimo viaggio nel corpo attraversando tutti i Chakra

Test: hai i chakra sballati?

CHAKRA_TEST_2.0

Questo test, facile e divertente, ti aiuterà a comprendere come stanno i tuoi chakra

Puoi ripetere questo test tutte le volte che vorrai perché i nostri chakra, che ci piaccia o no, si sballano spesso. 🙂

Quindi, anche se leggendo il risultato ti capiterà di scoprire che hai qualche disequilibrio nei tuoi chakra, ti consiglio di evitare di rimanerne deluso o leggerlo come una carenza, ma anzi!

Prima di passare alle domande ti suggerisco di leggere l’introduzione che trovi all’inizio del test, che abbiamo scritto con l’intenzione di aiutarti a capire qual’è la natura di questo test.

Programma Yoga e Meditazione per tutti i chakra

Questo programma è ideale da fare quando senti il bisogno di “metterti a posto i chakra”. 

Lo consiglio a chi sente la necessità di riportare equilibrio nei vari centri energetici, o in generale se si vuole approfondire questo argomento attraverso la pratica dello yoga.

Il programma è composto da lezioni yoga e meditazioni studiate appositamente per lavorare su un chakra specifico.

Seguendole in ordine progressivo, avrai la possibilità di compiere uno straordinario viaggio alla scoperta delle energie che scorrono all’interno del tuo corpo, e di praticare alcune delle migliori tecniche che lo yoga e la meditazione ci mettono a disposizione per prenderci cura dei chakra “sballati”.

Ogni settimana lavoreremo con un chakra differente. In questo modo, poiché ogni centro energetico è relazionato ed influenza anche gli altri, avrai la possibilità di fare un lavoro completo e bilanciato.

Per questo motivo, anche se dal test è risultato un disequilibrio di un solo chakra, per riportare armonia in quel chakra è comunque importante lavorare su tutti quanti i centri energetici.

Iscrivendoti al programma, riceverai una e-mail ogni 7 giorni, con un approfondimento sulle caratteristiche del chakra con il quale andremo a lavorare e le relative lezioni e sarai tu in base al tempo che hai a disposizione, al tuo stato d’animo, ed alle tue preferenze a decidere come, quanto e quando praticare.

Noi ti metteremo a disposizione una serie di lezioni di stili e durata differenti che potrai combinare in funzione delle tue esigenze, ad esempio:

  • Hatha yoga per il primo chakra (15 min)
  • Hatha yoga per il primo chakra (1 ora)
  • Yin yoga per il primo chakra  (1 ora)
  • Meditazione per il primo chakra (10 minuti)
  • Meditazione per il primo chakra (20 minuti)
  • Meditazione per il primo chakra (30 minuti)

In questo modo, chakra dopo chakra, settimana dopo settimana, avrai la certezza di aver fatto un lavoro completo, sia a livello fisico che mentale oltre che aver ascoltato le esigenze del tuo corpo alternando la pratica tra esercizio fisico e rilassamento.

Conclusione

Avere un primo chakra che funziona in modo sano è fondamentale per tutta la nostra struttura energetica, perché ne rappresenta la base da cui tutto il resto cresce.

E anche se non si finisce mai di lavorare sul radicamento, educarci a considerare il nostro corpo come un tempio e prendercene cura dentro e fuori, darci il diritto di essere qui, di avere ciò che è necessario per la nostra sopravvivenza, è un solido inizio per stare bene, per sentirci sempre forti e stabili anche quando gli eventi della vita ci mettono a dura prova.

 Per una visione più generale sui chakra, ti suggeriamo di leggere l’articolo Cosa sono i Chakra, come funzionano e perché possono aiutarci a migliorare il nostro benessere psico-fisico

 

Bibliografia

Ti sei mai chiesto come stanno i tuoi Chakra?

CHAKRA_TEST_2.0

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