Stili di Yoga: guida completa per scegliere quello giusto per te

Autore: Laura

Quando ho iniziato a fare yoga, non sapevo nemmeno che esistessero diversi stili di yoga. Per fortuna, ho trovato subito lo stile giusto per me, innamorandomi di questa disciplina.

Con il tempo e con l’esperienza come insegnante, e soprattutto come praticante, ho scoperto che lo yoga è una pratica versatile e che puoi cambiare stile in base alle tue esigenze.

A volte abbiamo bisogno di sfogare energia in eccesso, altre volte di rilassarci profondamente, ed altre ancora, di riposo o introspezione per ascoltare i nostri veri bisogni. Il bello dello yoga è che, con le sue mille sfaccettature, può accompagnarci in ogni fase della nostra vita.

Attraverso il movimento, il respiro e la presenza, questa pratica ci aiuta a vivere con maggiore consapevolezza, a prenderci cura del corpo e della mente e ci offre un sostegno anche nei momenti più difficili.

In questo articolo esploreremo insieme i principali stili di yoga, così da aiutarti a capire quale pratica può essere più adatta a te.

Quanti stili di yoga esistono?

Rispondere a questa domanda con un numero esatto è praticamente impossibile.

Non esiste una lista chiusa e definitiva degli stili di yoga, perché lo yoga è una tradizione viva, che nel tempo si è trasformata, adattata e arricchita di nuove interpretazioni.

Nel corso della storia, diversi maestri hanno messo l’accento su aspetti specifici della pratica: il respiro, l’allineamento, la meditazione, la fluidità del movimento, o l’ascolto profondo del corpo. Da queste diverse sensibilità sono nati molti dei nomi che oggi incontriamo nelle scuole, nei centri yoga e nelle piattaforme online.

Per fare un po’ di ordine, possiamo distinguere tra:

  • le vie dello yoga, che descrivono diversi modi di avvicinarsi alla trasformazione interiore;
  • gli stili di yoga, cioè le modalità di pratica più diffuse oggi, spesso basate su asana (posizioni), respiro e movimento.

Questa distinzione è importante, perché spesso si tende a confondere le “vie dello yoga” con gli “stili di yoga”. In realtà non sono la stessa cosa.

Le vie dello yoga indicano dei percorsi interiori. Gli stili di yoga, invece, descrivono il modo concreto in cui pratichiamo sul tappetino.

Lo yoga come percorso spirituale

Oggi molte persone si avvicinano allo yoga per motivi molto concreti: sciogliere tensioni, migliorare la flessibilità, respirare meglio, calmare la mente, ritagliarsi uno spazio per sé.

E va benissimo così.

Lo yoga, infatti, ha la meravigliosa capacità di incontrarci esattamente dove siamo. Può iniziare come una pratica fisica, come un momento di benessere o come un modo per ridurre lo stress, e poi diventare gradualmente qualcosa di più profondo.

Storicamente, però, lo yoga non nasce come una ginnastica dolce o come un metodo per tenersi in forma. Nei testi antichi dell’India, lo yoga è prima di tutto un percorso di conoscenza e trasformazione interiore.

Il suo scopo era aiutare il praticante a superare la sofferenza, comprendere la propria vera natura e raggiungere uno stato di profonda libertà interiore.

Nei testi tradizionali questo stato viene descritto con parole come Samadhi, Moksha o Liberazione.

Sono termini che possono sembrare lontani dalla nostra cultura e dalla nostra sensibilità moderna. Possiamo però avvicinarli alla nostra esperienza quotidiana dicendo che lo yoga ci invita a vivere con maggiore presenza, chiarezza e consapevolezza.

In altre parole, lo yoga ci aiuta a conoscerci meglio.

Ci aiuta a osservare i nostri automatismi, a comprendere il funzionamento della mente, a riconoscere ciò che ci crea sofferenza e a coltivare una relazione più armoniosa con noi stessi, con gli altri e con la vita.

Lo scopo spirituale dello yoga, quindi, non va necessariamente immaginato come qualcosa di astratto o irraggiungibile. Può essere compreso anche in modo semplice e concreto: vivere con più autenticità, meno reattività, più equilibrio e maggiore libertà interiore.

Le quattro vie dello yoga

Nel corso dei secoli sono nate diverse interpretazioni e tradizioni yogiche. Già nei testi antichi troviamo approcci differenti alla ricerca interiore: alcuni enfatizzano la conoscenza, altri la devozione, altri ancora la meditazione o l’azione consapevole.

Le radici di queste tradizioni si trovano nelle Upanishad, nella Bhagavad Gita e negli Yoga Sutra di Patanjali. La classificazione delle quattro vie dello yoga così come la conosciamo oggi è diventata particolarmente popolare alla fine dell’Ottocento grazie a Swami Vivekananda, che presentò questi percorsi come diverse strade per raggiungere lo stesso obiettivo: la crescita spirituale e la conoscenza di sé.

Secondo questa visione, ogni persona può avvicinarsi allo yoga attraverso una strada diversa, più affine alla propria natura.

Jnana Yoga

Jnana Yoga è la via della conoscenza.

È il percorso di chi cerca la verità attraverso lo studio, la riflessione, l’indagine interiore e l’osservazione di sé. È la via del “chi sono io?”, della ricerca profonda, della capacità di andare oltre le identificazioni con il corpo, i pensieri, i ruoli e le storie che raccontiamo su noi stessi.

Karma Yoga

Karma Yoga è la via dell’azione consapevole.

È il percorso di chi pratica attraverso il modo in cui agisce nel mondo. Nella Bhagavad Gita viene descritto come l’agire senza attaccamento ai frutti dell’azione. In termini più vicini alla nostra vita quotidiana, significa fare ciò che va fatto con presenza, cura e responsabilità, senza essere completamente dominati dal bisogno di controllo, riconoscimento o risultato.

Bhakti Yoga

Bhakti Yoga è la via della devozione.

Tradizionalmente è il cammino dell’amore verso il divino, espresso attraverso la preghiera, il canto, i mantra, i rituali e l’abbandono fiducioso. In una lettura più contemporanea, possiamo comprenderlo anche come la via dell’apertura del cuore: coltivare amore, gratitudine, fiducia, compassione e connessione.

Raja Yoga

Raja Yoga è la via della meditazione e della disciplina mentale.

È associata soprattutto agli Yoga Sutra di Patanjali, dove viene descritto il percorso degli otto stadi dello yoga: principi etici, disciplina personale, postura, controllo del respiro, ritiro dei sensi, concentrazione, meditazione e Samadhi. È la via che lavora in modo diretto sulla mente, sulla sua stabilità e sulla capacità di dimorare in uno stato di presenza profonda.

Queste vie non sono in competizione tra loro.

Non bisogna sceglierne una ed escludere tutte le altre. Nella pratica reale, spesso si intrecciano. Possiamo studiare testi e riflettere su noi stessi, agire con più consapevolezza nella vita quotidiana, coltivare gratitudine e dedicarci alla meditazione.

Lo yoga, in questo senso, non è un’unica strada uguale per tutti, ma un cammino che può assumere forme diverse a seconda della persona, della fase di vita e della sensibilità di ciascuno.

Hatha Yoga e stili di yoga moderni

A questo punto possiamo collocare meglio l’Hatha Yoga all’interno della grande storia dello yoga.

L’Hatha Yoga non è generalmente considerato una delle quattro vie dello yoga. Nasce invece come una tradizione specifica sviluppatasi in India all’interno di diverse correnti yogiche e tantriche. I testi più importanti che ne descrivono insegnamenti e pratiche sono la Hatha Yoga Pradipika, la Gheranda Samhita e la Shiva Samhita.

Quando oggi sentiamo la parola Hatha Yoga, spesso pensiamo a una pratica lenta e accessibile, composta da posizioni mantenute per qualche respiro. In realtà questa è una lettura moderna e piuttosto riduttiva.

L’Hatha Yoga tradizionale era molto più ampio. Comprendeva asana, pranayama, mudra, bandha, tecniche di purificazione, pratiche energetiche e meditazione. Il suo obiettivo non era semplicemente migliorare la forma fisica, ma trasformare il corpo in uno strumento stabile, equilibrato e pronto per la pratica spirituale.

Nei testi classici dell’Hatha Yoga il corpo non viene considerato un ostacolo da superare né qualcosa da trascendere. Al contrario, diventa una porta d’accesso alla conoscenza di sé. Attraverso il lavoro sul corpo, sul respiro e sull’energia vitale, il praticante prepara gradualmente la mente a stati più profondi di concentrazione e meditazione. Per questo motivo l’Hatha Yoga viene spesso descritto come una preparazione al Raja Yoga.

Ma c’è un altro motivo per cui l’Hatha Yoga occupa un posto così importante nella storia dello yoga: può essere considerato la base della maggior parte degli stili moderni che oggi troviamo nelle scuole e nei centri yoga.

Se oggi associamo lo yoga soprattutto alle posizioni fisiche, è proprio perché l’Hatha Yoga ha sviluppato e sistematizzato gran parte delle pratiche corporee che conosciamo. Le asana, il lavoro sul respiro, l’attenzione all’allineamento, alla stabilità e alla consapevolezza del corpo affondano le loro radici in questa tradizione.

Nel corso del Novecento, diversi maestri hanno reinterpretato questi insegnamenti adattandoli alle esigenze delle persone moderne. Un ruolo fondamentale è stato quello di Tirumalai Krishnamacharya, spesso considerato il padre dello yoga moderno. Dai suoi insegnamenti derivano molte delle scuole oggi più diffuse, tra cui Ashtanga Yoga, Iyengar Yoga e Viniyoga.

Ognuna di queste scuole ha sviluppato caratteristiche proprie. Alcune hanno posto maggiore enfasi sul movimento dinamico, altre sulla precisione dell’allineamento, altre ancora sul respiro, sul rilassamento o sull’adattamento della pratica alla persona. Pur essendo molto diverse tra loro, condividono però una stessa eredità: l’utilizzo del corpo come strumento di trasformazione e consapevolezza.

È per questo che molti insegnanti definiscono l’Hatha Yoga la “madre” o la “base” degli stili moderni. Non perché tutti gli stili siano identici all’Hatha Yoga tradizionale, ma perché gran parte delle pratiche che oggi riconosciamo come yoga posturale nasce proprio da quel patrimonio di conoscenze.

Possiamo immaginare lo yoga come un grande albero. Le antiche tradizioni spirituali e filosofiche rappresentano le radici. L’Hatha Yoga è uno dei tronchi principali, quello che ha dato forma e struttura alla pratica corporea. Da questo tronco si sviluppano numerosi rami: Ashtanga Yoga, Iyengar Yoga, Vinyasa Yoga, Yin Yoga e molti altri stili contemporanei.

Ogni ramo cresce in una direzione diversa e produce foglie differenti, ma tutti continuano a essere nutriti dalla stessa linfa.

Al di là delle differenze esteriori, rimane infatti il cuore dello yoga: l’unione di corpo, mente e spirito come percorso di consapevolezza e trasformazione interiore.

Le grandi “famiglie” degli stili di yoga

Per semplificare la scelta e capire quale yoga scegliere, possiamo raggruppare i diversi tipi di yoga in tre grandi famiglie. Questo ti aiuterà a capire immediatamente che tipo di energia e di approccio caratterizzano le varie pratiche.

Yoga dinamici (energia, movimento, calore)

Questa famiglia è ideale se hai bisogno di muovere il corpo, sudare e ritrovare vitalità. Le pratiche sono fluide e il respiro guida ogni singolo movimento.

Vinyasa Yoga: fluido e creativo, assomiglia quasi a una danza. Le posizioni si susseguono in modo continuo, seguendo il ritmo del respiro.

Ashtanga Yoga: rigoroso, intenso e basato su sequenze fisse. Una pratica strutturata che sviluppa forza, concentrazione e disciplina.

Power Yoga: una variante più fisica e potenziata dello yoga tradizionale, ideale per chi ama pratiche dinamiche e allenanti.

Rocket Yoga: nato come evoluzione più libera dell’Ashtanga, è uno stile energico, creativo e meno rigido nelle sequenze. Combina forza, fluidità e sperimentazione, lasciando più spazio al gioco e alla libertà di movimento.

Bikram Yoga: uno stile codificato che utilizza una sequenza fissa di 26 posture praticate in una stanza riscaldata. Una pratica molto forte e immersiva, che richiede ascolto e gradualità.

Hot Yoga: termine generico che indica qualsiasi pratica svolta in un ambiente riscaldato.

Focus: forza, energia, resistenza, concentrazione e fluidità del movimento.

Yoga statici e lenti (ascolto e profondità)

Se hai bisogno di rallentare e prenderti cura del tuo sistema nervoso, queste pratiche fanno al caso tuo.

In un mondo che ci spinge continuamente ad accelerare, imparare a rallentare può diventare una vera forma di benessere.

Hatha Yoga: la base dello yoga, con posizioni mantenute per esplorare il corpo, il respiro e la presenza mentale.

Yin Yoga: estremamente lento, le posizioni vengono mantenute a lungo per lavorare sui tessuti connettivi profondi e favorire il rilascio.

Iyengar Yoga: uno stile preciso e metodico, focalizzato sull’allineamento del corpo. Utilizza spesso supporti come mattoni, cinghie e bolster per rendere la pratica accessibile, stabile e profonda.

Restorative Yoga: mira al totale recupero fisico e mentale attraverso l’uso di supporti e posture di completo rilassamento.

Focus: rilascio delle tensioni, mobilità, ascolto del corpo e calma del sistema nervoso.

Yoga meditativi, interiori e spirituali

Questa famiglia sposta l’attenzione dall’allenamento muscolare a un lavoro molto più sottile, energetico e trasformativo.

Qui il corpo diventa uno strumento per entrare in contatto con il respiro, la mente e la propria interiorità. Alcune tradizioni si ispirano invece alle antiche vie dello yoga, come Raja Yoga, Bhakti Yoga, Karma Yoga e Jnana Yoga. Più che stili di pratica, rappresentano percorsi di crescita interiore che possono affiancare qualsiasi altro stile di yoga.

Yoga Nidra: il rilassamento guidato profondo, praticato da sdraiati. Una pratica tra meditazione e sonno cosciente che aiuta a rigenerare corpo e mente.

Kundalini Yoga: lavora sull’energia vitale attraverso respirazioni potenti, movimento, meditazione e mantra. Una pratica intensa e trasformativa.

Focus: mente, energia vitale, presenza, risveglio della consapevolezza e crescita spirituale.

I principali stili di yoga (spiegati in modo semplice)

Ora che abbiamo visto le macro-categorie, andiamo a esplorare i singoli stili di yoga per capire esattamente in cosa consistono, partendo da quelli che trattiamo su Yoga n’ Ride.

Hatha Yoga

L’Hatha Yoga è il fondamento di quasi tutti gli stili fisici moderni.

La pratica è lenta ed orientata all’ascolto del corpo, con posizioni mantenute e un’attenzione particolare al respiro e all’allineamento.

L’Hatha yoga insegna a utilizzare il respiro per arrivare a controllare la mente, e oltre alla pratica delle posizioni e delle tecniche di respirazione, in sanscrito Pranayama, comprende anche i gesti delle mani, mudra, e le tecniche di purificazione kriya.

Il ritmo e l’intensità della lezione dipendono molto dall’insegnante e dal metodo di insegnamento adottato.

Benefici: sviluppa equilibrio, flessibilità, forza e concentrazione, riduce lo stress, equilibra il sistema nervoso, risveglia la respirazione diaframmatica, migliora la flessibilità della colonna e l’elasticità di muscoli e tendini, sviluppa la propriocezione, cioè la capacità di ascolto del corpo in generale. Prepara inoltre il corpo e la mente per le pratiche di meditazione.

A chi è consigliato: proprio per la semplicità di esecuzione delle posizioni, questo stile, oltre ad essere il più praticato nel mondo, è adatto a tutti, soprattutto a chi è poco flessibile, alle persone iperattive, a chi non ha mai fatto yoga, agli atleti e agli sportivi come pratica di compensazione o per migliorare le prestazioni.

Per approfondire, leggi l’articolo dedicato: Hatha yoga: significato, origini e posizioni

Se sei “alle prime armi con lo yoga”, ti suggerisco di seguire (gratis) questa lezione di yoga specifica per principianti. È una lezione perfetta se non hai mai fatto yoga, o se non lo pratichi da tempo e senti di aver bisogno di una “rinfrescata“.

 

Yin Yoga

Lo Yin Yoga è uno stile in cui le posizioni vengono mantenute per lungo tempo, anche cinque minuti per posizione!

È stato creato da Paulie Zink e si è diffuso in Europa grazie agli insegnanti Paul Grilley e Sarah Powers.

È un modo di praticare asana lavorando sui meridiani, seguendo i principi della medicina tradizionale cinese. Attraverso il mantenimento prolungato delle posizioni, la pratica lavora in profondità sui tessuti connettivi, favorendo rilascio, mobilità e ascolto del corpo.

La pratica Yin si concentra infatti sui tessuti connettivi, cioè i tessuti più profondi e rigidi come legamenti, tendini, articolazioni ed ossa.

Inoltre, la pratica, combinata con i profondi effetti terapeutici che derivano dal rimanere a lungo nella quiete della posizione, conduce ad uno stato di meditazione e di aumentata coscienza di sé.

Benefici: equilibra le emozioni, favorisce il libero fluire dell’energia lungo i meridiani descritti dalla medicina tradizionale cinese, rivitalizza il corpo, calma e prepara la mente alla meditazione, favorisce l’apertura dei tessuti connettivi di supporto alle anche, al bacino e alla colonna vertebrale.

A chi è consigliato: a chi ha poca flessibilità e mobilità nelle articolazioni, a chi vuole rilassarsi profondamente senza fare troppo sforzo fisico, a chi è predisposto a rimanere fermo per lungo tempo, a chi cerca una pratica non impegnativa fisicamente e agli operatori shiatsu e a chi lavora con il corpo e l’energia come pratica complementare di ascolto e consapevolezza.

Per approfondire, leggi l’articolo dedicato: Yin Yoga: cos’è, da dove nasce, e perché includerlo nella nostra pratica

Se vuoi sperimentare questo stile, ti consiglio di provare questa fantastica lezione gratuita di Yin Yoga:

 

Yoga Nidra

A differenza degli altri stili di yoga questo particolare stile non prevede alcun movimento fisico.

Durante la pratica di Yoga Nidra, infatti, non devi fare assolutamente nulla se non sdraiarti comodamente ed ascoltare la voce guida.

Questa pratica, di origine tantrica e rielaborata dal maestro Swami Satyananda Saraswati, induce un rilassamento profondo ad ogni livello fisico, mentale ed emozionale. Per questo motivo è particolarmente adatta sia a chi ha bisogno di rilassarsi profondamente ed anche a chi ha impedimenti fisici che non gli permettono di praticare gli asana.

La parola “Nidra” deriva dal sanscrito, e significa “sonno”, ma non il sonno come lo intendiamo comunemente. Quando parliamo di Yoga Nidra il sonno è considerato come una condizione mentale, quindi cosciente, in qualche modo “attiva”, e non come uno stato di totale incoscienza, tipico di quando dormiamo.

Per capire meglio questo concetto, immagina la sensazione di “semi-coscienza” che provi qualche istante prima di addormentarti.

Attraverso lo Yoga Nidra è possibile indurre questo particolare stato di “sonno” con l’obiettivo di rilassare le tensioni di corpo e mente e favorire alcuni aspetti cerebrali, come la creatività, il problem solving, la diminuzione dello stress e l’aumento del rilassamento. Uno dei “limiti”, se così vogliamo chiamarlo, di questa tecnica, è che essendo una pratica guidata, non la puoi fare da solo. (Salvo alcuni casi, e mi riferisco a persone che hanno una profonda conoscenza ed esperienza nella pratica)

Benefici: i benefici dello Yoga Nidra sono molto simili a quelli della meditazione, con il vantaggio che per la sua semplicità d’esecuzione è accessibile anche a chi ha poca dimestichezza con la meditazione. Yoga Nidra aiuta a gestire ansia e stress, migliorando lo stato di salute mentale, emozionale e di conseguenza anche fisico. Inoltre contribuisce a migliorare la concentrazione, memoria e creatività.

A chi è consigliato: a chi sta cercando una pratica semplice, alla portata di tutti, che non richiede sforzo fisico o una preparazione particolare, per migliorare il proprio benessere psico-fisico ed ogni volta che ti senti particolarmente stanco/a, stressato/a, o quando senti il bisogno di dover recuperare ore di sonno.

Per approfondire, leggi l’articolo dedicato: Yoga Nidra: esercizi e benefici dello yoga del sonno

Se vuoi sperimentare i fantastici benefici di questa pratica, sono felice di condividere con te una pratica gratuita:

 

Ashtanga yoga

L’Ashtanga yoga, chiamato anche Ashtanga vinyasa yoga, da non confondere con il Vinyasa yoga, si è diffuso in Occidente a partire dal 1970 grazie al maestro Pattabhi Jois.

La caratteristica di questo stile è che si basa su delle sequenze fisse.

Si inizia imparando la prima sequenza dell’Ashtanga, che serve per riallineare, aprire e rinforzare corpo e mente. I movimenti fluidi che legano ciascuna delle posizioni incluse nella serie vengono accompagnati da una tecnica di respirazione controllata (ujjayi pranayama) e la contrazione, o chiusura, di alcune parti del corpo (bandha).

L’obiettivo è generare calore interno e intensità fisica attraverso il respiro e il movimento continuo.

Una volta appreso come eseguire in maniera fluida la prima sequenza, si passa a quella intermedia e poi a quella avanzata.

Benefici: la pratica regolare porta ad uno stato di salute psico-fisica totale, in quanto influisce sulla regolazione delle ghiandole endocrine e sul sistema nervoso. Inoltre, rinforza i muscoli, i tendini, migliora la flessibilità della schiena e delle articolazioni.

A chi è consigliato: a tutti coloro che vogliono seguire una pratica intensa. Nell’Ashtanga yoga si fa fatica, vengono bruciate molte calorie e si suda parecchio, ma se non si possiede una buona flessibilità e resistenza, soprattutto all’inizio, è molto difficile riuscire a rilassarsi e godere dei benefici della pratica. Mi sento di consigliarlo a chi ha già fatto esperienza con l’Hatha yoga e vuol passare ad una pratica più impegnativa.

Vinyasa Yoga

Il Vinyasa è uno stile fluido, dinamico ed armonioso. Il padre fondatore di questa disciplina, che è considerata come uno stile di yoga moderno, è Krishnamacharya.

La caratteristica delle lezioni è che le posizioni vengono eseguite in modo dinamico, abbinando il respiro al movimento, e vengono enfatizzate le transizioni tra una postura e l’altra.

Nelle classi di Vinyasa yoga, a differenza dell’Ashtanga vinyasa yoga, non si segue una serie predefinita di posizioni e quindi le lezioni sono sempre diverse.

Vinyasa yoga lavora con l’allineamento del corpo per una corretta postura, utilizza movimenti dinamici per migliorare la coordinazione e l’agilità, per rinforzare i muscoli del corpo e per mantenere l’elasticità del sistema fasciale.

L’intensità della sequenza e le posizioni proposte dipendono molto dall’insegnante, per cui questo stile, a livello teorico, potrebbe essere adatto a tutti.

Benefici: il corpo acquisisce flessibilità, forza, resistenza. Eseguendo gli asana in modo dinamico vengono eliminate le tossine, nocive al nostro organismo e si acquisiscono equilibrio e agilità. Proprio per il fatto che le posizioni vengono eseguite coordinando il respiro al movimento è molto più facile mantenere l’attenzione al momento presente, e ciò determina una riduzione dello stress, una maggior chiarezza e lucidità mentale.

A chi è consigliato: a chi cerca uno stile dinamico, con delle sequenze sempre diverse. Agli atleti o agli sportivi in genere come pratica di compensazione o per migliorare le prestazioni.

Iyengar Yoga

Potrebbe essere definito come lo yoga dell’allineamento, e fa riferimento al maestro B.K.S. Iyengar.

La pratica si concentra prevalentemente sulla precisione dell’esecuzione. Per permettere a chiunque di raggiungere una posizione anatomicamente corretta, indipendentemente dal grado di flessibilità del corpo e dell’età, in questo stile si utilizzano cinture, cuscini, blocchi e sedie.

Secondo Iyengar il mancato allineamento del corpo si ripercuote anche sulla mente, e allineare il primo significa allineare la seconda.

Benefici: stabilità delle articolazioni, armonia e forza dei muscoli, allineamento di arti e spina dorsale, riduzione dello stress.

A chi è consigliato: a chi predilige una pratica intensa ma non troppo dinamica, agli adulti e anche anziani che vogliono mantenere i muscoli attivi e mobilizzare le giunture. Agli sportivi come tecnica complementare per migliorare le proprie prestazioni.

Bikram Yoga

Il nome deriva dal suo ideatore, Bikram Choudhury. Questo stile di yoga è anche conosciuto come Hot yoga, per via dell’alta temperatura della stanza in cui si pratica (40 gradi).

Generalmente si tratta di una lezione di 90 minuti, svolta in una stanza dalla temperatura molto elevata, nel corso della quale si eseguono 26 posizioni e due tipi di respirazione. Il sudore espulso come conseguenza della pratica e dell’alta temperatura favorisce l’eliminazione delle tossine.

L’alta temperatura, inoltre, consente di eseguire torsioni e flessioni in modo più sicuro, essendo tutto il corpo pronto, le articolazioni già “oliate” e i muscoli rilassati e pronti ad essere allungati.

Benefici: la pratica costante può aiutare a migliorare resistenza, concentrazione, mobilità e percezione del corpo, grazie all’intensità del lavoro fisico e al calore dell’ambiente.

A chi è consigliato: a chi vuole far fatica, bruciare calorie e perdere peso. È sconsigliato però a chi soffre di bassa pressione o malattie cardiovascolari.

Kundalini Yoga

Può essere definito come lo yoga dell’energia. La forma moderna del Kundalini Yoga è stata diffusa in Occidente da Yogi Bhajan, che ne ha reso accessibili gli insegnamenti a un pubblico molto più ampio.

Le lezioni sono strutturate per lavorare sui chakra (centri energetici del corpo) e sul sistema nervoso, endocrino ed energetico.

Le lezioni di Kundalini sono sempre diverse tra loro, si passa da quelle molto fisiche e dinamiche in cui vengono insegnati asana anche complessi a lezioni in cui la pratica è quasi completamente meditativa, con o senza l’ausilio di tecniche di pranayama.

In tutte, però, non manca mai l’abbinamento con la recitazione di un mantra indirizzato alla purificazione, alla guarigione o alla stimolazione di un particolare centro energetico.

Benefici: può favorire vitalità, equilibrio emotivo, concentrazione e una maggiore connessione con il proprio respiro e la propria energia. Grazie alla pratica di Kundalini yoga, si acquista maggior equilibrio anche nel campo emozionale, con conseguente maggiore lucidità nel prendere decisioni.

A chi è consigliato: a chi può e vuole praticare con costanza e con regolarità e a chi è predisposto ad una pratica più spirituale.

Differenze tra gli stili di yoga

Per aiutarti a visualizzare subito le differenze tra gli stili yoga e capire quale yoga scegliere in base alle proprie esigenze, abbiamo preparato una pratica tabella riassuntiva.

Altri stili e approcci yoga da conoscere

Il mondo dello yoga è in continua evoluzione.

Accanto agli stili più tradizionali, negli ultimi anni sono nate pratiche che reinterpretano lo yoga in modo creativo, dando vita a esperienze molto diverse tra loro.

Alcune mettono al centro il gioco e la condivisione, altre l’equilibrio, la sospensione o la connessione con la natura.

Non sempre seguono i canoni dello yoga più classico, ma ne conservano alcuni principi fondamentali come la presenza, l’ascolto del corpo e la consapevolezza del respiro.

Non serve assolutamente provarle tutte. Ma conoscere questi approcci può essere un modo divertente per scoprire nuove possibilità e, magari, trovare una pratica che rispecchi ancora meglio la tua personalità e il momento che stai vivendo.

Yoga della risata

Una pratica originale che combina respirazione consapevole e risata intenzionale.

L’obiettivo non è eseguire posture complesse, ma liberare tensioni, alleggerire la mente e ritrovare spontaneità attraverso il respiro e il gioco.

Face Yoga (Yoga facciale)

Una serie di esercizi dedicati ai muscoli del viso e alla consapevolezza delle tensioni facciali.

Negli ultimi anni è diventato molto popolare come pratica di benessere e rilassamento, soprattutto per sciogliere rigidità accumulate nella mascella, nella fronte e nel collo.

Yoga sulla sedia

Una versione più accessibile e adattata dello yoga tradizionale, in cui la sedia diventa un supporto per eseguire movimenti e posture in sicurezza.

È una pratica dolce e inclusiva, pensata per rendere lo yoga accessibile a tutti.

Yoga in coppia

Una pratica condivisa che unisce movimento, ascolto e fiducia reciproca.

Lo yoga in coppia trasforma il tappetino in uno spazio di connessione, collaborazione e gioco, rendendo l’esperienza più relazionale e leggera.

Per approfondire, leggi l’articolo dedicato: Yoga in coppia: una guida completa alle posizioni da fare in due

Acro Yoga

L’Acro Yoga unisce yoga, acrobatica e massaggio thailandese in una pratica da svolgere principalmente in coppia.

Durante la pratica si alternano ruoli di sostegno, equilibrio e sospensione, trasformando il tappetino in uno spazio di fiducia, ascolto e collaborazione. Qui forza, comunicazione e gioco diventano parte integrante dell’esperienza.

Per approfondire, leggi l’articolo dedicato: Che cos’è l’Acro Yoga

Antigravity Yoga/ Aerial Yoga

L’Antigravity Yoga, chiamato anche Aerial Yoga, è una pratica che unisce yoga, movimento aereo, pilates e elementi della danza in un’esperienza sospesa e fuori dal comune e nasce dall’ispirazione di un famoso ginnasta, ballerino e coreografo americano: Christopher Harrison.

Le posizioni vengono eseguite utilizzando una speciale amaca in tessuto elasticizzato, fissata al soffitto, che sostiene il corpo permettendo di muoversi in aria con maggiore libertà e leggerezza.

La sospensione rende possibile esplorare inversioni, allungamenti e movimenti in modo diverso rispetto allo yoga tradizionale, creando una sensazione molto particolare di decompressione e fluidità.

Più che “sfidare” la gravità, questa pratica invita a cambiare prospettiva, lavorando contemporaneamente su fiducia, equilibrio, presenza e ascolto del corpo.

Nonostante l’effetto scenografico, se praticato con gradualità e sotto la guida di un insegnante esperto, l’Antigravity Yoga è una disciplina accessibile e sicura.

Per approfondire, leggi l’articolo dedicato: Cos’è l’antigravity yoga

SUP Yoga

Una pratica che porta lo yoga direttamente sull’acqua, utilizzando una tavola da Stand Up Paddle.

Il continuo lavoro sull’equilibrio rende l’esperienza intensa, divertente e profondamente focalizzata sul momento presente.

Come scegliere lo stile di yoga giusto per te

A volte scegliere lo stile di yoga giusto è molto più semplice di quanto sembri.

Invece di chiederti quale sia lo yoga migliore, prova a fermarti un momento e domandarti:

“Come mi sento oggi? Di cosa ho bisogno in questo momento?”

Spesso la risposta giusta parte proprio da lì. Lo yoga non è una medicina uguale per tutti.

Ogni pratica ha caratteristiche diverse e può sostenerti in modi differenti a seconda del periodo che stai vivendo.

Parti dal tuo obiettivo

Hai la mente agitata, fai fatica a staccare dai pensieri, vivi un periodo di stress o soffri di insonnia?

In questo caso probabilmente il tuo sistema nervoso ha bisogno di rallentare. Ti consiglio pratiche come Hatha Yoga, Yin Yoga, Yoga Nidra o meditazione. Sono stili che aiutano a calmare la mente, migliorare la qualità del sonno e ritrovare una sensazione di maggiore equilibrio e presenza.

Se il tuo obiettivo è ritrovare un sonno più profondo e rigenerante, puoi esplorare il programma Sonno profondo: Yoga Nidra e meditazione per dormire, un percorso pensato per accompagnarti verso il rilassamento, lasciare andare le tensioni accumulate durante la giornata e preparare corpo e mente a un riposo di qualità.

Stai attraversando un periodo di cambiamento e senti il bisogno di ritrovare stabilità interiore?

Quando la vita ci mette di fronte a cambiamenti importanti, spesso abbiamo bisogno di creare uno spazio in cui ascoltarci e ritrovare il nostro centro. In questi momenti Hatha Yoga, Yoga Nidra e meditazione possono essere strumenti preziosi per sviluppare maggiore chiarezza, equilibrio e consapevolezza.

Per accompagnarti in questo percorso abbiamo creato diversi programmi, ognuno con un approccio differente.

Se senti il desiderio di lavorare in profondità sul tuo equilibrio energetico e sulla connessione tra corpo e mente, ti consigliamo il programma Yoga e meditazione per tutti i chakra.

Se invece ti attira una pratica più lenta, introspettiva e orientata al potere delle intenzioni, potresti trovare ispirazione nel programma La magia delle Yintenzioni, che unisce Yin Yoga, consapevolezza e crescita personale.

E se in questo momento senti il bisogno di fermarti, rallentare e dedicarti principalmente alla pratica meditativa, il percorso Stabilità Interiore può offrirti uno spazio di ascolto e presenza da coltivare giorno dopo giorno.

Ti senti fisicamente stanco e hai poche energie?

Quando siamo molto affaticati non sempre la soluzione è fare di più. A volte il corpo ha bisogno di recuperare. Puoi iniziare con Yoga Nidra, Hatha Yoga dolce, Yin Yoga o Restorative Yoga. Se invece senti che la stanchezza deriva più dalla sedentarietà che da un reale bisogno di recupero, una pratica più dinamica come Vinyasa Yoga o Ashtanga Yoga può aiutarti a ritrovare energia e vitalità.

Anche il momento della giornata in cui pratichi può fare una grande differenza. Se al mattino fai fatica a metterti in moto e vorresti iniziare la giornata con più energia, presenza e buon umore, il programma Yoga per il Mattino ti accompagna con pratiche brevi e accessibili pensate per risvegliare gradualmente corpo e mente.

Se invece arrivi a fine giornata con la testa piena di pensieri, tensioni o stanchezza accumulata, il programma Yoga della Sera può aiutarti a rallentare, lasciare andare ciò che non serve più e prepararti a un riposo più profondo e rigenerante.

Hai bisogno di muoverti (anche sudando), scaricare tensioni e sentirti più energico?

Se ti senti irrequieto, hai accumulato stress o semplicemente hai voglia di una pratica più intensa, puoi orientarti verso Vinyasa Yoga, Ashtanga Yoga, Rocket Yoga o Power Yoga. Questi stili sviluppano forza, resistenza, concentrazione e aiutano a canalizzare l’energia in modo positivo.

Fai sport regolarmente?

Lo yoga può diventare un ottimo complemento alla tua attività sportiva. Nei giorni in cui ti alleni intensamente, pratiche come Hatha Yoga, Yin Yoga o Yoga Nidra possono aiutarti a recuperare più velocemente, migliorare la mobilità e prevenire rigidità muscolari. Nei giorni di riposo, invece, puoi utilizzare Vinyasa Yoga o Ashtanga Yoga come alternativa all’allenamento tradizionale, mantenendo forza, elasticità e consapevolezza corporea.

Per questo motivo abbiamo creato alcune raccolte di lezioni pensate specificamente per gli sportivi.

Se pratichi la corsa, puoi esplorare la raccolta Yoga per la Corsa, con lezioni mirate a migliorare mobilità, recupero, respirazione e consapevolezza del movimento.

Se invece ami l’arrampicata, la raccolta Yoga per l’Arrampicata ti aiuterà a lavorare su flessibilità, equilibrio, concentrazione e mobilità, aspetti fondamentali per affrontare la parete con maggiore fluidità e controllo.

Integrare lo yoga nella propria routine sportiva non significa allenarsi di più, ma imparare a prendersi cura del corpo in modo più completo e consapevole.

Ti interessa la crescita personale e la conoscenza di te stesso?

In questo caso non esiste uno stile migliore degli altri. Qualsiasi pratica svolta con costanza può diventare uno strumento di crescita personale. Potresti però affiancare la pratica fisica a strumenti come meditazione, Yoga Nidra, studio dei chakra, filosofia dello yoga e tecniche di respirazione (pranayama). Spesso la trasformazione più profonda nasce proprio dall’unione tra pratica ed esplorazione interiore.

Se desideri approfondire il rapporto tra respiro, energia e benessere, il programma Il Potere del Respiro ti guiderà nella presa di consapevolezza della tua respirazione.

Se invece senti il bisogno di creare uno spazio di ascolto più profondo e coltivare una connessione autentica con te stesso/a, il percorso Meditazione per tutti i Chakra ti accompagnerà in un viaggio interiore attraverso pratiche meditative e il lavoro sui centri energetici, favorendo consapevolezza, equilibrio e crescita personale.

Considera le tue eventuali limitazioni fisiche

Oltre agli obiettivi, è importante considerare il tuo stato fisico attuale.

Hai dolori, lesioni o problematiche fisiche particolari?

In questi casi è consigliabile orientarsi verso pratiche più personalizzabili e attente all’allineamento, come Hatha Yoga, Iyengar Yoga, Yoga terapeutico o lezioni individuali personalizzate. Se convivi con dolori cronici o stai recuperando da un infortunio, può essere utile approfondire anche le pratiche specifiche dedicate al recupero funzionale e alla gestione del dolore.

Ricorda che quando il corpo manifesta dolore o rigidità, l’obiettivo non è forzare, ma imparare ad ascoltare ciò di cui ha bisogno. Se vuoi approfondire questo tema, ti invitiamo a leggere il nostro articolo Yoga per dolori e tensioni, dove troverai consigli pratici e indicazioni per scegliere le pratiche più adatte alle tue esigenze.

Considera la tua voglia di muoverti

Un altro criterio molto semplice è chiederti:

“Quanto ho voglia di fare fatica?”

Se in questo periodo senti il bisogno di pratiche dolci e poco impegnative puoi orientarti verso Hatha Yoga, Yin Yoga, Yoga Nidra o meditazione.

Se invece ami il movimento e ti piace una pratica più intensa e sfidante puoi provare Vinyasa Yoga, Ashtanga Yoga, Rocket Yoga, Power Yoga, Bikram Yoga o Hot Yoga.

E se non avessi voglia di muoverti affatto?

Può succedere. E non significa che lo yoga non faccia per te.

Molte persone scoprono lo yoga proprio attraverso pratiche che non prevedono quasi nessun movimento.

Se senti il bisogno di fermarti completamente, puoi iniziare da Yoga Nidra, tecniche di respirazione o meditazione guidata.

A volte il primo passo verso il benessere non è fare di più, ma concedersi finalmente il permesso di rallentare.

Se vuoi sperimentare le pratiche di Yoga Nidra, nella nostra sezione dedicata alle Lezioni di yoga e meditazione utilizzando il filtro Stile: Yoga Nidra, puoi trovare decine di pratiche guidate di diversa durata.

Se invece senti il bisogno di creare una routine quotidiana e avvicinarti alla meditazione passo dopo passo, puoi esplorare il programma Meditazione 10 minuti per 30 giorni, un percorso semplice e progressivo pensato per aiutarti a coltivare presenza, calma e continuità nella pratica.

Prova più stili…senza incasellarti

Non aver paura di sperimentare. L’esperienza diretta è l’unico vero modo per capire cosa funziona davvero sul tuo corpo.

Inizia provando un paio di stili diversi e osserva come ti senti alla fine della lezione.

Se ti senti rigenerato/a e appagato/a, sei sulla strada giusta.

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Domande frequenti sugli Stili di Yoga

Quando si inizia a esplorare il mondo dello yoga è normale avere dubbi e domande. Tra nomi diversi, approcci differenti e obiettivi personali, orientarsi non è sempre immediato.
Ecco le risposte ai quesiti più frequenti per aiutarti a scegliere la pratica più adatta alle tue esigenze.

Qual è lo stile di yoga più adatto ai principianti?

L’Hatha Yoga e lo Yin Yoga sono considerati i più accessibili. Essendo più lenti, ti permettono di focalizzarti sulle basi, sulla postura e sull’ascolto del respiro senza farti sentire sotto pressione.

Qual è lo yoga più dinamico?

Il Vinyasa Yoga e l’Ashtanga Yoga sono decisamente i più intensi e fisici. Richiedono un movimento continuo e sviluppano calore, forza e una grande resistenza cardiovascolare.

Qual è lo yoga più rilassante?

Lo Yin Yoga, il Restorative Yoga e lo Yoga Nidra. Sono pratiche progettate per calmare profondamente il sistema nervoso, allentare la muscolatura e guidare la mente verso una pace totale.

Quanti tipi di yoga esistono?

Esistono decine e decine di stili e varianti moderne, ma la stragrande maggioranza delle pratiche fisiche che conosciamo in Occidente deriva dalle basi dell’antico Hatha Yoga.

Posso cambiare stile di yoga nel tempo?

Sì, assolutamente, ed è anzi vivamente consigliato! Il nostro corpo, le nostre emozioni e le nostre esigenze cambiano continuamente con le stagioni della vita. Cambiare stile significa sapersi ascoltare.

Meglio yoga dinamico o lento?

Non c’è una risposta giusta in assoluto: dipende esclusivamente dal tuo stato fisico ed emotivo nel momento presente. Se hai bisogno di ricaricarti e sfogare le tensioni, vai con il dinamico. Se sei stanco e stressato, abbraccia la dolcezza di una pratica lenta.

Qual è lo stile di yoga migliore?

Sveliamo un grande segreto: non esiste uno stile di yoga “migliore” in senso assoluto. Lo yoga perfetto per te è semplicemente quello che ti fa stare bene in questo preciso momento della tua vita. Il corpo, la mente e le emozioni cambiano continuamente. Ciò che funzionava per te l’anno scorso potrebbe non essere adatto oggi. L’approccio migliore è essere inclusivi, accoglienti e non dogmatici: ascoltati sempre con rispetto e scegli la pratica che supporta la tua personale evoluzione oggi.

Conclusione

Se c’è una cosa che ho imparato in tutti questi anni di pratica e insegnamento è che non esiste uno stile di yoga perfetto. Esiste lo yoga di cui hai bisogno oggi.

A volte sarà una pratica intensa e dinamica che ti aiuta a scaricare energia e ritrovare vitalità. Altre volte avrai bisogno di rallentare, respirare e concederti uno spazio di ascolto e recupero. E magari, tra qualche anno, ciò che funziona per te sarà completamente diverso.

Ed è proprio questo il bello dello yoga.

Non ci chiede di essere sempre uguali, ma di imparare ad ascoltarci con sincerità, accogliendo i cambiamenti del corpo, della mente e della vita.

Qualunque sia il punto da cui stai partendo, il consiglio è semplice: prova, sperimenta e concediti il tempo di scoprire ciò che ti fa stare bene. Perché lo yoga non è una meta da raggiungere, ma un percorso da vivere, un respiro alla volta.

Se questa guida ti è stata utile, condividila con una persona che vorrebbe avvicinarsi allo yoga ma non sa da dove iniziare. Potrebbe aiutarla a trovare la pratica più adatta alle sue esigenze e a muovere i primi passi sul tappetino con maggiore consapevolezza.

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