Nel corso dei secoli i preziosi insegnamenti dello yoga si sono fusi con il sapere dell’antica medicina tradizionale cinese, e da questa straordinaria unione è nato lo yin yoga, uno stile lento e dolce, adatto ad ogni età e ad ogni livello di pratica, che favorisce l’interiorizzazione, la calma e la pace mentale.

In questo articolo voglio raccontarti la storia e i benefici di questa meravigliosa pratica, e soprattutto farteli sperimentare sul tappetino con una video lezione completamente gratuita che potrai seguire in streaming oppure scaricare.

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Cos’è lo yin yoga e da dove nasce?

Lo yin yoga è un tipo di yoga dal ritmo lento in cui le posizioni vengono mantenute più a lungo rispetto al solito (in genere dai 2 ai 5 minuti).

La maggior parte delle volte le posizioni sono eseguite con il supporto di appositi cuscini chiamati “bolster”, blocchi yoga e quant’altro sia necessario per rendere gli asana comodi e perfettamente adatti alle esigenze ed alla flessibilità di tutti.

Lo scopo dello yin yoga è quello di stimolare il tessuto connettivo, applicando una tensione ottimale per un certo tempo e mantenendo una respirazione profonda.

Così facendo il tessuto connettivo si allunga, si fortifica e si apre lentamente, creando più spazio tra le articolazioni, migliorandone il movimento e rendendole più salde, stabili e forti, e aumentantando la flessibilità muscolare.

Le lezioni diy Yoga in genere si focalizzano molto sull’auto ascolto; questo significa che quando si assume una posizione si dovrebbe fare in modo di lasciar andare tutte le distrazioni e di portare l’attenzione al momento presente o sulla nostra intenzione (sankalpa), favorendo in questo modo la percezione delle sensazioni del corpo, della mente e del respiro.

Così facendo, l’ yin yoga favorisce l’interiorizzazione, tende a calmare la mente inquieta ed è molto utile per preparare il corpo alla meditazione e liberare emozioni represse.

Per capire meglio come e perché lo yin yoga funziona facciamo un passo indietro e vediamo da dove nasce questo particolare stile di yoga.

In particolare la parola “yin” è molto rilevante, in quanto è la stessa del concetto taoista di Yin e Yang che tutti più o meno conosciamo, dove nel nero c’è un puntino di bianco e nel bianco c’è un puntino di nero.

Questo straordinario simbolo, secondo le filosofie orientali, descrive il concetto degli opposti e il fatto che una cosa non può esistere senza il suo contrario: non c’è bianco senza nero, non c’è luce senza buio, non c’è femminile senza maschile, non c’è caldo senza freddo.

Le due forze, i due poli, sono complementari e sono uno la continuazione dell’altro. Quando la forza femminile yin raggiunge l’apice, lascia il posto alla forza maschile Yang e così continuano in moto perpetuo. Da ciò dipende l’equilibrio.

Partendo da questo concetto negli anni ’70 Paulie Zink ha iniziato ad insegnare una pratica in cui ha mescolato, per così dire, il suo background di arti marziali con lo yoga, e che nel corso degli anni è stato chiamato in vari modi, come ad esempio yoga taoista e yoga “yin e yang”.

Fu però un certo Paul Grilley, prendendo spunto dagli insegnamenti di Paulie e dagli studi sui meridiani e sugli asana condotti con il dott. Motoyama, che diede forma allo yin Yoga come lo conosciamo oggi.

Partendo dal presupposto che secondo la visione taoista qualsiasi cosa in natura ha delle proprie caratteristiche yin o yang, e che lo Yang rappresenta l’energia solare, e lo yin rappresenta l’energia lunare, Girlley ha pensato di rallentare il ritmo della pratica con lo scopo di accrescere le qualità yin.

In generale vegono riconosciuti come di natura “yin” tutti gli elementi rigidi e non elastici (come le ossa), mentre i nostri muscoli sono associati agli elementi della natura yang, perché elastici e morbidi.

E siccome i nostri tessuti rispondono in maniera differente agli stimoli che ricevono, è noto che il tessuto connettivo prediliga la natura yin, in cui i movimenti sono lenti e profondi, mentre quello muscolare prediliga la natura yang, in cui i movimenti sono molto più veloci e ritmici.

Quindi, poiché si possono attribuire a yang i muscoli, il sangue e la pelle, lo yin yoga permette invece di stimolare i legamenti, le ossa, le articolazioni e soprattutto il tessuto connettivo, poiché ideologicamente appartengono a yin.

Inoltre, secondo la medicina cinese, è proprio nel tessuto connettivo che risiedono i punti di incrocio dei canali energetici, chiamati meridiani, e che servono per trasportare l’energia vitale chiamata Prana nella filosofia dello yoga e Chi nella medicina cinese.

Per questo motivo, grazie a dei movimenti lenti e statici, è possibile lavorare in profondità e stimolare il libero scorrere dell’energia nei meridiani, riportando equilibrio a livello energetico e migliorando le funzionalità degli organi di tutto il corpo.

Benefici

Come qualsiasi altro tipo di yoga, i benefici dello yin yoga si riscontrano sia a livello fisico che mentale.

Da un punto di vista fisico è molto utile per migliorare la flessibilità in quanto permette ai tessuti di allungarsi. I risultati che si ottengono in termini di flessibilità sono impressionanti, ti basta fare una prova con una posizione all’inizio della pratica e provare la stessa posizione a fine lezione e vedere la differenza.

Inoltre, come dicevamo, lo pratica dello yin yoga ci aiuta a  migliorare la circolazione in tutto il corpo, fa bene alle articolazioni e soprattutto lavora con i tendini ed i legamenti, cosa che invece succede solo marginalmente quando pratichiamo uno stile più dinamico o energetico, che agisce prevalentemente a livello muscolare.

Da un punto di vista mentale la staticità della pratica yin fa si che il praticante venga guidato all’ascolto del respiro e del silenzio. In questo modo viene stimolato il sistema parasimpatico e la mente si tranquillizza, lasciando una sensazione di calma e pace mentale e rendendo questo stile perfetto per prepararsi alla meditazione.

Come integrare lo yin yoga nella tua pratica

Per quanto mi riguarda ritengo che lo yin yoga sia una vera meraviglia: ricordo ancora che, la prima volta che l’ho provato, ho subito pensato che era esattamente quello che stavo cercando, poichè era molto simile all’approccio che naturalmente stavo assumendo nella mia pratica yoga, nella quale mi trovavo quasi istintivamente a voler mantenere a lungo le posizioni.

Poi, quando ho scoperto la teoria alle spalle dello yin yoga, ho capito il perchè.

L’attività fisica, che sia sport o qualsiasi altra attività dinamica che implica un dispendio energetico notevole (che può essere considerata yang), ad un certo punto ha bisogno di essere compensata con la sua energia complementare yin, altrimenti corriamo il rischio di creare un disequilibrio. (yang + yang = troppa energia. )

Partendo da questo concetto è facile intuire che se pratichiamo molto sport oppure ci dedichiamo esclusivamente a delle sequenze di yoga energizzanti, ad un certo punto abbiamo bisogno di compensare.

Il modo migliore per farlo da un punto di vista yogico è con delle sequenze di yin yoga oppure di hatha yoga dal ritmo blando. Per questo motivo lo yin yoga non si pone come alternativa agli altri stili di yoga più dinamici, ma si presenta piuttosto come un complemento che unifica e completa le pratiche più attive e tonificanti, che potremmo definire “yang”.

Per capire quante volte la settimana eseguirlo e come integrarlo nella tua routine la cosa ideale è ascoltare il tuo corpo e comprendere ciò di cui hai bisogno.

Considera che idealmente in una settimana dove si pratica tutti i giorni (anche solo 15 minuti al giorno) almeno uno o due giorni dovrebbero essere dedicati allo yin yoga.

Inoltre possiamo usarlo anche come pratica serale. (Tendenzialmente la mattina si ha bisogno di energia, ed infatti il saluto al sole, ideale per il risveglio, appartiene alla qualità Yang, mentre la sera, per compensare la giornata, possiamo fare una sequenza di yin yoga, ideale anche per garantire un sonno ristoratore e profondo.)

Ovviamente lo stesso concetto vale anche al contrario: non va bene nemmeno dedicarsi troppo o solo alla pratica yin. Anche in questo caso, come spesso accade, l’equilibrio è la scelta migliore.

A chi è adatto, e precauzioni

Questo stile è adatto a tutti: a chi si avvicina allo yoga per la prima volta, a chi già pratica intensamente yoga, a chi fa molto sport, a chi fa una vita sedentaria, a chi ha limitazioni fisiche.

Tuttavia è comunque importante prendere qualche precauzione. Come sempre la regola fondamentale è che non è obbligatorio mantenere le posizioni per tutto il tempo che viene indicato; specialmente in questo stile, dove gli asana vengono mantenuti a lungo, anche se in genere si tratta di posizioni molto facili, è possibile che rimanere in una posizione per magari cinque minuti sia troppo. Quindi è fondamentale ascoltarsi e sentirsi liberi di uscire dall’asana quando si avverte la necessità.

Le posizioni proposte sono semplici, tuttavia ognuno di noi ha delle proprie limitazioni fisiche.

Per rendere gli asana adatti a tutti, in genere, l’insegnante propone diverse varianti di una stessa posizione, spiegando anche come utilizzare cuscini, coperte e quant’altro per adattare la posizione al proprio corpo.

Inoltre lo yin yoga è particolarmente adatto anche per calmare la mente.

Viviamo in un mondo bombardato di stimoli e di cose da fare, e tendiamo a tenere sempre la mente impegnata ad elaborare le informazioni che ci vengono date, sia che siano cose importanti che informazioni spazzatura, con il risultato che non le concediamo mai il meritato riposo.

Alla fine ci abituiamo a quel livello di stimolo, e quando le cose attorno a noi diventano silenziose iniziamo a desiderarlo.

Nella maggior parte dei casi, la pratica di uno yoga dinamico ci aiuta a tenere la mente occupata, mentre lo yin yoga ci permette di avere dei momenti di completo silenzio che sono molto importanti per per imparare a rallentare, ad ascoltare il proprio corpo ed apprezzare la straordinaria bellezza del silenzio e della calma.

Lezione Gratuita

E adesso, dopo la teoria, passiamo alla pratica. 🙂

Nel video che ti propongo di seguito potrai seguire gratuitamente una lezione di yin yoga pensata con lo scopo di rinforzare il sistema immunitario.

Si tratta di un lezione che comprende delle posizioni specifiche utili a stimolare l’energia nel meridiano della milza e dei polmoni.

Per fare la sequenza ti serviranno: 1-2 blocchi yoga o in alternativa un cuscino bolster.

Clicca qui per accedere GRATIS alla lezione >

Ti ricordo anche che, se fai parte degli abbonati a Yoga n’ Ride, hai a disposizione molte altre lezioni specifiche di yin yoga. Per scoprire quali ti basta visitare la pagina delle lezioni e selezionare la categoria “Yoga Gentile (Yin)” nel filtro “Stile di Yoga”.

Libri di riferimento

Di seguito ti indico i titoli di un paio di libri molto interessanti che forniscono validi approfondimenti sul mondo dello yin yoga.

The complete book of Yin yoga. (Bernie Clark)

Questo libro è disponibilie solo in lingua inglese, e si tratta di uno dei testi di riferimento più importanti dello Yin yoga.

Bernie Clark, in questo testo, fornisce uno sguardo approfondito alla filosofia e alla pratica dello Yin Yoga. Comprende tutte le indicazioni per capire come praticare, le posizioni illustrate, le sequenze, come comportarsi in momenti particolari come durante una gravidanza, o con problematiche di schiena.

Yin Yoga,  la via gentile verso il centro interiore. (Stefanie Arend)

Buon libro per chi si avvicina allo Yin yoga da neofita. Comprende l’illustrazione di 46 posizioni, sequenze e spiegazioni sui meridiani.

Conclusione

Mi auguro che questo articolo ti abbia fatto venir voglia di provare lo Yin yoga e che possa diventare parte integrante della routine yoga, specialmente se per te è difficile rimanere fermo per lungo tempo.

In genere, significa che è esattamente la cosa della quale hai più bisogno, poiché è proprio quando riusciamo ad apprezzare il piacere di lasciarci andare nella pratica e della staticità che possiamo liberarci dalle nostre oppressioni e rompere i nostri rigidi schemi mentali.

Se vuoi aiutare anche qualcun altro a rilassarsi o fargli apprezzare il piacere del silenzio interiore e del dolce far nulla, condividi questo articolo, così anche noi potremmo permetterci di non far niente per un po’.