Questo articolo è il 1° articolo di una serie di contenuti che hanno lo scopo di aiutarti a migliorare la flessibilità.

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Un corpo flessibile, nella maggior parte dei casi, lo abbiamo avuto tutti.

Da bambini, infatti, riuscivamo a cacciarci il piede in bocca, o dietro la testa, senza battere ciglio.

Poi, invecchiando, e abituando il nostro corpo a posture non sempre corrette (e magari ad una vita sedentaria), abbiamo perso questa elasticità, con il risultato che movimenti anche semplici, come chinarsi a raccogliere un oggetto, prendere in braccio un bambino o anche solo allacciarci le scarpe sono diventati più complessi.

Per non parlare poi della rigidità mentale che acquisiamo invecchiando, e che ci rende difficile adattarci al cambiamento, o riuscire a guardare le cose sotto un’altra prospettiva.

Lo yoga è da sempre considerato una disciplina in grado di portare equilibrio in questi due aspetti della nostra vita, e in questo mini-corso andremo a praticare delle asana specifiche per lavorare sulla nostra elasticità fisica… e mentale.

Questo che stai leggendo, infatti, è il primo di una serie di quattro post che pubblicheremo nelle prossime settimane, e che avranno l’obiettivo di guidarti nella pratica di posizioni specifiche di yoga, utili a migliorare e ad aumentare la flessibilità.

E se ti stai chiedendo perché ho scelto proprio la flessibilità per questo “mini-corso”, beh… perché un corpo più flessibile funziona meglio, perché anche una mente più flessibile funziona meglio, e perché aumentare l’elasticità di entrambi è uno degli obiettivi primari dello yoga… oltre che essere la chiave per poter progredire nella pratica.

Attenzione però: aumentare l’elasticità e progredire nella pratica non vuol dire fare le posizioni difficili! Le posizioni difficili, eventualmente, sono la conseguenza di un corpo elastico. (E di molte altre cose che non si vedono, ma che ci sono.)

Dico questo perchè molte volte le due cose vengono confuse… e la realtà è che gli asana, ovvero le posizioni dello yoga, se praticati con uno spirito di competitività e con il solo scopo di “diventare più bravi”, possono diventare un atto di violenza nei confronti del nostro corpo.

Quindi, prima di arrivare alla video lezione, anche se ti avevo promesso di non parlare di teoria, vediamo due presupposti fondamentali per fare in modo che questo “mini-corso” – e la tua pratica quotidiana -, siano davvero efficaci.

1. Per migliorare la flessibilità del corpo e della mente, è importante approcciarsi alle pratica nel modo corretto.

Il concetto è lo stesso di cui abbiamo parlato poco fa… ma visto che oggi parliamo di praticare, credo che valga la pena fare un un esempio pratico, raccontandoti una piccolo aneddoto. 🙂

Quando, nel corso delle lezioni che tengo dal vivo, faccio eseguire la posizione della pinza – pashimottanasana –, ho notato che la maggior parte dei praticanti si sforza – a costo di pene indicibili – di piegarsi in avanti il più possibile, per riuscire a toccare con le mani la punta dei piedi, o per appoggiare la testa sulle ginocchia.

E’ curioso che succeda, in quanto l’obiettivo di questo asana è quello di allungare la muscolatura della schiena, soprattutto nella zona lombare, e allungare i muscoli della parte posteriore delle cosce… e toccarsi la punta dei piedi è irrilevante ai fini dell’efficacia della posizione.

 

pashimottanasana

Immagine tratta dal libro: Yoga Terapeutico di Ray Long.

Arrivare ad appoggiare la testa sulle ginocchia è la semplice conseguenza del fatto che in quello specifico punto si ottiene la massima estensione di un corpo già flessibile.

Se non ti viene naturale allungarti a quel modo, ma ti sforzi comunque di farlo, per dimostrare al tuo ego di essere in grado di riuscirci, non solo rischi di farti del male, non solo l’asana non sarà efficace, ma risulterà evidente che  anche la tua mente è in qualche maniera poco elastica, e che non accetta il fatto di avere un corpo sul quale è necessario fare del lavoro.

Ma non preoccuparti… capita a tutti. 🙂

Che tu ci creda o meno, la capacità di controllare questo meccanismo mentale che ci porta a voler arrivare a tutti i costi è una delle cose più difficili da acquisire, (in molti campi della vita), e che nella pratica dello yoga è frequentissimo riscontrare, tanto nei principianti, quanto negli yogin più esperti.

Al contrario, quello che dovrebbe succedere, soprattutto se ancora non hai un corpo particolarmente elastico, è che nel corso della pratica la tua mente rimanga attenta ad ascoltare il tuo corpo, che ne recepisca i messaggi, e che di conseguenza capisca quando è il momento di fermarsi e di lasciare che l’asana “faccia il suo lavoro”,

Perdonami se insisto su questo punto… ma spero che a forza di leggerlo, prima o poi, questo messaggio ti venga in mente anche quando stai praticando, e ti stimoli a voler fare di meglio, facendo meno.

2. Per poter vedere dei risultati concreti, serve una pratica costante e centrata.

E che te lo dico a fare… ormai dovresti saperlo, giusto?

Come per tutte le cose, anche nello Yoga, per poter ottenere dei risultati, bisogna starci sotto.
Questo non significa che dovrai fare 3 ore di yoga al giorno, per poter vedere dei risultati… se fatti bene, anche solo 10 minuti di pratica quotidiana possono farti stare meglio, e possono aiutarti a migliorare la flessibilità.

Per ottenere dei risultati più immediati, invece, un buon “ritmo” da sostenere potrebbe essere quello di dedicare alla pratica 20-30 minuti, dalle 3 alle 7 volte la settimana. 🙂

I benefici di un corpo più flessibile

Meno infortuni

Quando i muscoli sono flessibili, si riduce notevolmente il rischio di infortuni… nello sport ma anche nella quotidianità.
Non solo gli atleti o gli sportivi infatti sono soggetti a lesioni muscolari, chiunque può farsi male se si muove in modo scorretto o allunga troppo un muscolo contratto.

Migliorando la flessibilità, migliora di conseguenza anche il raggio di movimento, il corpo impiega meno energia per fare gli stessi movimenti e le articolazioni saranno più flessibili, diminuendo così la probabilità di lesioni riportate durante l’attività sportiva, e durante la vita di tutti i giorni.

Una migliore circolazione

L’allungamento muscolare favorisce la circolazione del sangue, la circolazione della linfa nel sistema linfatico e anche quella del liquido sinoviale articolare, cioè il liquido che tiene lubrificate le nostre giunture o articolazioni, e che ci consente una maggiore facilità nei movimenti, meno dolore e un ridotto rischio di degenerazione articolare.

Meno dolore alla schiena

Migliorare la flessibilità di alcuni muscoli specifici, come per esempio i muscoli posteriori della coscia, i flessori dell’anca, e i quadricipiti, può aiutare a rilassare la parte bassa della schiena e di conseguenza ridurre l’irrigidimento che provoca dolore.

Questi che ti ho fatto sono solo alcuni esempi, e potrei elencartene altri… ma avremo modo di approfondire questo argomento nei prossimi post di questo mini-corso.

Iniziamo a migliorare la flessibilità… dal respiro!

Dopo questa premessa, nella puntata di oggi vorrei parlarti del respiro, e vorrei farlo guidandoti nella pratica della respirazione Ujjayi, ovvero il respiro del vittorioso.

Se sei nuovo dello yoga, prima di cimentarti in questa tecnica, beh, sappi che ci sono delle cose importanti che devi sapere, quindi  ti suggerirei di iniziare dando un’occhiata alla speciale pagina dedicata ai principianti all’interno della quale potrai anche scaricare la tua prima lezione di yoga!

La respirazione Ujjayi è una tecnica di Pranayama  indispensabile per poter progredire nella pratica e migliorare la flessibilità; questo perché attraverso la pratica di questa respirazione saremo in grado assorbire correttamente il prana – ovvero l’energia vitale – che, secondo lo yoga, è indispensabile al nostro sostentamento.

Quando il prana viene assorbito correttamente, il corpo reagisce rilassandosi e questo permette un profondo allungamento muscolare, con il risultato che anche le persone che non sono dotate di una grande flessibilità, se imparano ad usare Ujjayi pranayama durante la loro pratica, potranno migliorare notevolmente l’allungamento muscolare.

Quindi per farti “progredire” partendo con il piede giusto, oggi ti propongo di imparare questa tecnica e di metterla alla prova nella applicandola alla tua pratica quotidiana.

Qui sotto trovi il video che ti spiega come si fa… e se vuoi capire meglio come e perché funziona, ti suggerisco di leggere questo post:

La Respirazione Ujjayi >>

E se per caso ti dovesse mancare una sequenza di yoga con cui sperimentare la respirazione Ujjayi, ti suggerisco di dare un occhiata alla pagina “Yoga n’ Ride Pro“, dove potrai accedere a numerose lezioni di Yoga, Corsi e Programmi per la pratica.

Puoi scoprire come funziona cliccando qui >>

Ecco il video che ti spiega come eseguire la respirazione del vittorioso!

 
Spero che possa esserti utile, ci vediamo alla prossima puntata… lavoreremo sull’elasticità di spalle, collo e braccia!

Però ricordati di condividere questo post: servono più vittoriosi nel mondo!

Enjoy 🙂