A prescindere da quale sia il tuo ruolo nel mondo del lavoro, che tu sia un libero imprenditore o un dipendente, che la tua responsabilità sia di muovere fisicamente gli ingranaggi della catena produttiva o di coordinare il lavoro di altri, che l’azienda sia tua o che tu venga pagato per dirigerla, lo stato d’animo e la predisposizione mentale e fisica con la quale ogni giorno ti rechi al lavoro ed interagisci con colleghi, dipendenti, clienti o superiori è di fondamentale rilevanza, tanto per la buona riuscita del lavoro che è di tua responsabilità, quanto per la qualità del tempo che trascorri lavorando.

Purtroppo, come tutti più o meno abbiamo avuto modo di sperimentare, è molto difficile riuscire a mantenere con continuità un atteggiamento positivo e produttivo, soprattutto quando il mondo che ci gira attorno ci influenza in maniera tutt’altro che virtuosa, e molto spesso ci porta allo stremo.

Anche per questo motivo, nel corso degli anni, sempre più aziende e professionisti si sono avvicinati agli insegnamenti e alle antiche pratiche yogiche, tanto che ad oggi esistono numerosi programmi specifici di “corporate yoga” o di yoga per il lavoro, e sempre più aziende scelgono ogni giorno di includere lo yoga e altre pratiche di “mindfulness” all’interno dei loro programmi di sostegno al benessere di dipendenti e collaboratori.

Questo succede in quanto i benefici della pratica della yoga sono ormai sempre più una conoscenza condivisa e accettata nella società occidentale, e quando li leggiamo e li decliniamo in relazione al mondo del lavoro è facile rendersi conto di come lo yoga possa essere un alleato molto valido a disposizione di chiunque voglia apportare un cambiamento fisico, emotivo ed anche motivazionale all’interno del proprio ambiente lavorativo.

E se fino a qualche tempo fa quella di offrire ai propri dipendenti e collaboratori la possibilità di accedere a corsi di yoga o meditazione poteva essere una necessità avvertita solo dalle grandi aziende, costrette a far convivere le esigenze di migliaia di dipendenti con ritmi di produzione super accelerati, in questi mesi di pandemia e di smart working forzato tutti ci stiamo rendendo conto di quanto sia facile diventare nervosi e poco collaborativi quando la vita lavorativa, quella domestica e quella sentimentale si sovrappongono, occupando contemporaneamente spazi e tempi che fino a qualche tempo prima erano ben definiti e separati.

Oppure quanto facile sia cadere in uno stile di vita ultra sedentario e improduttivo quando il divano e il frigorifero e la televisione e i social network se ne stanno tutto il giorno a picchiettarci sulla spalla e riempirci delle loro attenzioni.

Sebbene lo yoga non possa eliminare completamente lo stress fisico e mentale (anche perché una certa dose di stress è necessaria a tenerci attivi) è senza dubbio uno degli antidoti perfetti per compensare le lunghe ore che siamo costretti a passare seduti alla scrivania.

Per tutti questi motivi abbiamo pensato che potesse essere interessante condividere alcuni consigli, spunti di riflessione ed esperienze dirette sul modo in cui lo yoga e i suoi insegnamenti possono aiutarci ad affrontare questa nuova condizione lavorativa e sociale nella quale ci troviamo a vivere.

Con l’occasione ci teniamo anche a far sapere che da qualche mese a questa parte è possibile acquistare gli abbonamenti a Yoga n’ Ride anche utilizzando i crediti welfare messi a disposizione ai dipendenti da parte delle aziende.

Per maggiori informazioni puoi dare un’occhiata a questa pagina >

I benefici dello yoga nel mondo del lavoro

Come abbiamo detto in precedenza, parlare dei benefici dello yoga nel mondo del lavoro significa declinare in un senso piuttosto che in un altro i benefici che lo yoga ha su di noi in generale. Tuttavia è utile fare questo esercizio, perché ci aiuta a identificare con maggiore chiarezza le aree della nostra quotidianità lavorativa nelle quali potrebbe essere utile mettere dello sforzo e dell’attenzione per migliorare.

1. Lo yoga ci aiuta a regolare le nostre emozioni.

Quando pratichiamo con costanza yoga e meditazione, e riusciamo a sentirci più a nostro agio con pensieri ed emozioni spiacevoli che sorgono a causa di situazioni difficili, impariamo come agire in maniera empatica di fronte a situazioni di stress, in cui è necessario prendere decisioni virtuose. Inoltre, quando meditiamo, il sistema nervoso parasimpatico viene stimolato, il che può influenzare positivamente una serie di biomarcatori legati allo stress tra cui abbassamento della frequenza cardiaca, riduzione della pressione sanguigna e meno picchi di cortisolo (l’ormone dello stress).

Va da sé che condividere l’ambiente lavorativo con una persona in grado di controllare le proprie emozioni, e di relazionarsi con meno tensione, non possa che giovare all’ambiente lavorativo.

2. Aiuta ad alleviare i “dolori da scrivania”

Chi passa spesso lunghe ore di lavoro alla scrivania tende, con il tempo, ad assumere posture non sempre corrette, magari allungando il collo in avanti, o caricando gran parte del peso di testa e busto sui gomiti appoggiati alla scrivania, e sulle spalle.

Questa postura innaturale, che spesso assumiamo in maniera inconsapevole, può causare mal di schiena, affaticamento del collo, rigidità delle spalle ma anche mal di testa e molti altri fastidi che con il tempo minano la nostra concentrazione e la nostra produttività.

Praticare yoga con frequenza tende a renderci maggiormente consapevoli del come mettiamo il nostro corpo al lavoro, e alla lunga ci aiuta e ci permette di prevenire certe posture scorrette.

3. Aiuta a migliorare la concentrazione

Scadenze impellenti, carichi di lavoro impegnativi e riunioni infinite sono fattori che contribuiscono a creare disordine nella nostra mente, con il risultato che alla lunga ci risulta molto difficile riuscire a concentrarci sulle attività e prendere decisioni intelligenti.

Lo yoga, la meditazione e gli esercizi di respirazione sono un ottimo modo per silenziare il mondo esterno e liberare la mente dal disordine che ostacola la produttività.

Inoltre l’aumento della circolazione sanguigna e dell’ossigenazione derivante dalla pratica dello yoga aiuta anche a migliorare le funzioni cerebrali, e a liberare endorfine nell’organismo.

4. Aiuta a gestire il lavoro di squadra

Operare ogni giorno in un ambiente lavorativo teso e stressato aumenta la probabilità che i rapporti personali seguano una strada similare, e che in alcuni casi possano diventare ostili e aggressivi, il che influisce negativamente non solo sull’umore e la motivazione di tutte le persone coinvolte, ma ovviamente anche sui risultati prodotti.

Allo stesso modo, ovviamente, un ambiente di lavoro armonioso è più produttivo e piacevole da frequentare…

Praticare yoga con regolarità in questo può essere super utile, in quanto dedicare del tempo a se stessi e seguire un percorso yogico aiuta ad elevare lo spirito e mantenere gli animi in uno stato amorevole, anche perché la pratica riduce notevolmente i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, ma anche la percezione che abbiamo dello stress, e la nostra reazione di fronte ad esso.

5. Permette di separare “mentalmente” i momenti della giornata

Uno dei grossi problemi, quando si svolge un lavoro autonomo o di responsabilità, è quello di portarsi il lavoro a casa e di non riuscire mai a staccare i pensieri da problemi e situazioni legate al lavoro… e lo smart working ha di fatto generalizzato questo problema, travalicando le pareti domestiche di milioni di persone.

Fortunatamente, anche in questo caso, yoga e meditazione ci vengono in soccorso perché ci insegnano a lasciare andare pensieri estranei alla situazione del momento ed a creare quella che potremmo considerare come una sorta di divisione temporale degli spazi, dove l’ambiente di lavoro, pur essendo lo stesso dove magari ceniamo, o giochiamo coi nostri figli, perderà, nella nostra mente e nel nostro sentire, le influenze delle ore che lo abbiamo utilizzato per lavorare.

In questo modo potremo goderci una cena in famiglia, del tempo con i nostri cari o semplicemente la visione di un film senza che la nostra mente torni continuamente su quel problema lavorativo che comunque in quel momento non possiamo risolvere.

Questa capacità di vivere nel presente ci permette di essere molto più sereni, di goderci i momenti, di convivere con gli altri in modo pacifico e allo stesso tempo di aumentare la nostra capacità di “problem solving”, perché saremo più concentrati e con una mente più libera e pensieri più chiari nel momento in cui ci occupiamo dei problemi…e questo non vale solo per il lavoro, ma anche per tutti i tipi di problemi, domestici e non, che quotidianamente dobbiamo affrontare.

Come introdurre lo yoga nel mondo del lavoro

Molto spesso parliamo di “yoga nel mondo del lavoro” come se in qualche modo fosse possibile estrapolare lo yoga dal tappetino e contestualizzarlo, per così dire, nelle otto o dieci ore che passiamo ogni giorno al lavoro.

Dimenticandoci di tutto il resto.

In realtà, come abbiamo detto più volte, lo yoga è un percorso individuale, che pratichiamo sul tappetino ma che ci portiamo addosso anche fuori dal tappetino, e che col tempo, grazie al tempo che dedichiamo alla pratica, ci aiuta e ci educa a vivere in maniera più consapevole, attenta e rispettosa nei confronti di noi stessi e degli altri.

Ed è proprio per questa sua caratteristica di trasformazione del nostro modo di pensare e di vedere alla vita e alle relazioni che lo yoga può diventare uno strumento molto utile all’interno dell’ambiente lavorativo.

Tuttavia è importante comprendere che non basta seguire un corso di yoga una volta la settimana, magari durante la pausa pranzo, per fare sì che si concretizzino i tanti benefici di cui parliamo continuamente.

E’ necessario anzi avvicinarsi alla pratica gradualmente, ma con costanza, come sforzo individuale, e imparare, col tempo, ad utilizzare un approccio yogico all’intera esperienza lavorativa.

Proprio per questo motivo è consigliabile seguire percorsi yogici progressivi, in grado di guidarci giorno dopo giorno alla scoperta delle mille sfaccettature e soluzioni e conoscenze che lo yoga, con la sua storia e tradizione millenaria, è in grado di regalarci.

La cosa positiva è che, a prescindere dal tipo di lavoro che svolgiamo, è sempre possibile introdurre lo yoga nella nostra attività lavorativa, con il risultato che alcune semplici pratiche possono contribuire a rendere il tempo che trascorriamo dietro alla scrivania addirittura divertente, anche se capisco che c’è poco di divertente nello stare segregati in casa, seduti per ore o affrontare situazioni emotivamente pesanti.

Per aiutarti a capire meglio cosa intendiamo, abbiamo pensato di suggerirti alcune semplici pratiche dalle quali puoi iniziare, e che col tempo potranno aiutarti a rendere le giornate di smart working meno pressanti.

Spesso pensiamo che sia impossibile riuscire a ritagliarsi del tempo per praticare, ma come vedremo di seguito, non è per nulla impossibile né complicato riuscire ad integrare la pratica nella nostra quotidianità… e anche solo pochi minuti di pratica ogni giorno sono in grado di regalarci straordinari benefici dal punto di vista psico fisico.

Se vuoi qualche consiglio in più su come fare a inserire lo yoga nella tua routine, ti consigliamo di leggere il post #5 consigli per fare dello yoga una sana abitudine 

Come abbiamo detto all’inizio, la regola numero uno per introdurre lo yoga nel nostro contesto lavorativo è riuscire a far diventare lo yoga stesso uno stile di vita.

Il punto è che lo yoga non è solo quello che facciamo sul tappetino, ma quando riusciamo a vivere la quotidianità con un atteggiamento yogico, e quindi con una certa dose di consapevolezza in tutto ciò che facciamo, pensiamo e diciamo.

Come? E’ molto facile. Basta utilizzare le pratiche che impariamo sul tappetino, e introdurle come pillole magiche nel momento del bisogno.

1. Un trucco per sopravvivere allo smart working

Una delle difficoltà maggiori nel lavorare da casa consiste nel riuscire a differenziare lo spazio ed il tempo che dedichiamo al lavoro da quello che dedichiamo alla vita privata. In questo senso una delle cose che mi ha sempre aiutata a gestire questa situazione è avere un “rituale yogico” di inizio e fine orario lavorativo.

Un rituale yogico non deve essere necessariamente un’intera lezione di yoga (anche se potrebbe comunque andare bene), ma piuttosto un momento che ci ritagliamo prima di iniziare a lavorare e che possiamo dedicare a decidere, ad esempio, quanto tempo dedicare al lavoro, o ancora a chiudere gli occhi per qualche secondo, per fare tre bei respiri, e per “far uscire il resto del mondo”.

Potresti ad esempio dedicare questi brevi istanti di raccoglimento ad immaginare di mettere in una scatola tutti i pensieri della vita che non riguardano il lavoro, come le necessità della famiglia, le passioni che vorresti coltivare, i desideri che senti pressanti in quel momento, ed entrare tu stesso/a in una scatola… la scatola del lavoro.

Allo stesso modo, quando completi il lavoro, puoi di nuovo chiudere gli occhi, fare qualche respiro profondo e immaginare di lasciare la scatola della lavoro ed entrare nella scatola della tua vita privata.

Si tratta di un esercizio di visualizzazione molto semplice ma efficace, che se ripetuto nel tempo può aiutarti a delineare dei confini netti fra queste due realtà, in modo che non si sovrappongano anche se vengono svolte nello stesso spazio.

Inoltre è bene ricordare che anche passare tutto il giorno in pigiama, o lavorare dove capita, per quanto comodo, potrebbe non essere conveniente. In questo senso molti psicologi suggeriscono di separare, anche solo ideologicamente, le varie attività.

Per farlo una buona idea potrebbe essere quella di prepararsi come se si stesse uscendo per andare al lavoro, scegliendo di indossare un abbigliamento che rappresenti quello che dovremo fare e, per quanto possibile, adibire una zona della casa a fungere da ufficio. Può essere anche solo una scrivania, o un angolo della casa da adibire a zona lavoro.

Si insomma, la cosa fondamentale è porre dei confini che, un po’ come per il rituale di inizio e fine lavoro, possano definire degli spazi.

2. Prenditi una pausa yogica

Come abbiamo detto uno degli svantaggi derivanti dalla comodità di poter lavorare di fronte ad uno schermo è la sedentarietà della posizione che dobbiamo mantenere per lunghe ore, e che spesso viene peggiorata da una postura completamente scorretta, il che, a lungo andare, può essere la causa di diverse problematiche.

Una buona soluzione per prevenire questo problema è riuscire a prendersi del tempo per sgranchire tutto il corpo.

Per farlo è possibile approfittare dei momenti di pausa, quando si va in bagno, o semplicemente decidere, ogni 30 o 40 minuti, magari mettendo una sveglia, di staccare la spina e fare qualche esercizio per allungare, stiracchiare, e controbilanciare la terribile posizione di chiusura che tendiamo ad adottare quando stiamo per lungo tempo seduti alla scrivania.

Trovi alcuni esempi di pratiche che è possibile svolgere nelle pause tra un lavoro e l’altro in questa breve lezione che fa parte del Programma di Yoga per l’ufficio: Yoga in ufficio in piedi

Oltre alle nostre articolazioni è importante ricordarsi di dedicare qualche istante anche ai nostri cari amici occhi!

Sono sicura che se passi molto tempo di fronte ad uno schermo hai già capito a cosa mi riferisco. Dopo qualche ora di lavoro infatti è normalissimo avere la vista affaticata, gli occhi stanchi ed arrossati. Soprattutto se nelle pause che ci concediamo, anziché farli riposare, li posizioniamo su un altro monitor, quello del telefono, più piccolo e altrettanto luccicante.

Anche in questo caso lo yoga ci viene incontro con una fantastica tecnica che può tranquillamente entrare a far parte della nostra quotidianità lavorativa, un po’ come se fosse l’igiene orale per noi smart worker, e sono felice di condividerla con te.

Si chiama: 10 minuti per rilassare la vista

Durante la pratica di questa speciale lezione alterneremo l’utilizzo del Palming, cioè un’antica tecnica di rilassamento che calma la mente e fa bene gli occhi, con degli esercizi specifici che servono per rinforzare i muscoli oculari.

3. Ricordati di respirare

Nei momenti di maggior tensione è importante ricordarci dell’esistenza e della meravigliosa respirazione yogica completa.

I famosi “tre respiri profondi”, eseguiti in maniera yogica utilizzando la respirazione diaframmatica sono un vero toccasana utilissimo a riempire di ossigeno ogni cellula del corpo, e che come risultato hanno quello di calmare il sistema nervoso e tranquillizzare gli animi.

Così, se qualcuno o qualcosa ti fa arrabbiare e ti manda su di giri, prima di spaccare il vaso di fiori che hai sulla scrivania, prova a fermarti, chiudere gli occhi qualche istante, e respirare profondamente.

Puoi anche inventarti qualche altro trucco, ad esempio chiuderti in bagno o in un’altra stanza, respirare fino quando il picco dell’emozione che stai provando sia passato. Ricordati che non c’è cosa peggiore che prendere una decisione quando si è arrabbiati, o dire delle cose spiacevoli, in quanto le parole (come i gesti, o le omissioni) possono lasciare cicatrici indelebili.

Un’altra tecnica che lo yoga ci regala per scaricare la rabbia è la posizione del leone, un vero rimedio veloce contro le incazzature.

4. Ritagliati il tempo per prepararti

Hai presente quando a scuola dovevamo affrontare un’interrogazione e non eravamo preparati? Non so a te, ma a me è successo diverse volte che l’insegnante mi cogliesse completamente impreparata. 🙂

Più o meno la stessa sensazione potremmo ritrovarci a viverla anche quando dobbiamo affrontare una riunione importante di lavoro, o un colloquio. In quei casi è importante essere per lo meno preparati “emotivamente”.

E ancora una volta, per esserlo, possiamo ricorrere alla respirazione e alla meditazione.

La meditazione è una pratica che col tempo ci aiuta a calmare il sistema nervoso e ci familiarizza con uno stato mentale di concentrazione e focalizzazione, ed avere chiarezza mentale su ciò che dobbiamo dire, ed essere in grado di controllare le reazioni istintive, aiuta senza dubbio a vivere e creare riunioni che siano maggiormente produttive ed efficaci.

Allo stesso modo, dopo una riunione, potrebbe essere utile concedersi di nuovo cinque minuti per assimilare ciò che è stato detto, come è stato detto, e quali sono le responsabilità e i compiti che spetta a noi svolgere. In questo modo sarà più semplice mantenere i concetti chiave, e avere una visione più lucida e coerente di ciò che è stato detto.

Una buona lezione per provare gli effetti della meditazione è questa fantastica meditazione sulla fiducia in se che fa parte del programma 10 minuti di meditazione al giorno per 30 giorni.

Inoltre, se ti interessa capire un po’ meglio come funziona il magico mondo della meditazione, puoi dare un’occhiata a questo articolo: Che cos’è la meditazione, come funziona… e perché può aiutarti a vivere meglio.

Conclusione

Come abbiamo visto sono moltissimi i modi in cui uno stile di vita yogico può portare dei benefici all’interno dell’ambiente lavorativo; come sempre il limite sono la nostra costanza, la nostra voglia di metterci in gioco e il nostro desiderio di cambiare in maniera positiva il modo in cui ci relazioniamo con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda.

La cosa positiva è che gli insegnamenti dello yoga, con la loro millenaria saggezza e ricchezza, sono lì, a nostra disposizione, che aspettano solo di essere raccolti, capiti, e messi in pratica.

…e anche condivisi, in modo che sempre più persone possano scoprirli. 🙂