Kapalabhati: respirazione del fuoco

Sei pronto a farti prendere in giro a vita da chiunque sia nei paraggi mentre ti prepari per una session di arrampicata, di surf o di qualunque altro sport ti piaccia fare? Si?

Benissimo, allora continua a leggere, perché oggi parliamo di Kapalabhati.

Cos’è Kapalabhati?

Kapalabhati è una delle molteplici tecniche che lo yoga ci mette a disposizione e che serve per generare energia nel corpo e per aumentare il livello di concentrazione.

E’ una tecnica molto antica che i testi storici dell’Hatha Yoga traducono come: respiro che purifica la parte frontale del cervello.

Kapalabhati è anche chiamata “respirazione del fuoco” ed è constatato che ha un effetto purificante sui polmoni, che equilibra e rinforza il sistema nervoso, che tonifica gli organi digestivi e che elimina la sonnolenza.

In sostanza, dona energia alla mente e attiva il centro energetico del corpo.

Tutto ciò perché facilita l’eliminazione dell’anidride carbonica e assicura l’ossigenazione globale di tutto il corpo.

Potente vero?

Kapalabathi è una tecnica che appartiene all’universo del Pranayama, la disciplina dello yoga che si prende cura del respiro. Se vuoi approfondire l’argomento, ti suggerisco di dare un occhiata al post: Che cos’è il Pranayama, perchè funziona, come si fa >

Come si fa Kapalabhati?

Ed ora passiamo alla pratica, ecco come si fa Kapalabhati:

  • Siediti in una posizione comoda, con la schiena diritta e le mani appoggiate sulle ginocchia.
  • Chiudi gli occhi e rilassa tutto il corpo.
  • Espira profondamente attraverso il naso fino a contrarre gli addominali.
  • L’inspirazione deve avvenire passivamente, lasciando che i muscoli addominali si rilassino.
  • Continua a respirare rapidamente in questo modo, per una decina di volte.
  • Quando avrai preso confidenza con la pratica potrai ripetere il ciclo per più volte.

Se hai qualche dubbio su come eseguirla correttamente, dai un’occhiata al tutorial gratuito:

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Com’è?

Hai notato quel leggero formicolio al centro del torace, più o meno all’altezza del diaframma? Ecco, quella è la tua energia che sia è sprigionata nel corpo.

Questa pratica puoi farla ogni volta che senti il bisogno di rilassare la mente e di ritrovare nuove energie per affrontare l’attività sportiva.

Integrarla nelle proprie abitudini è facile, anche se all’inizio potresti sentirti a disagio nell’eseguirla ai piedi di una falesia affollata o in una spiaggia piena di persone.

Potrebbe capitare persino che qualcuna delle persone che ti guarda si aspetti che, in cambio di tanta preparazione, tu sia in grado di offrire delle performance da professionista… ma fa parte del gioco. Fregarsene del giudizio delle altre persone è fondamentale, soprattutto quando chi ci circonda non capisce quello che stiamo facendo.

Quello che puoi fare, se ti va, è condividere questa tecnica e proporre la sperimentazione agli altri.

Se invece sai già che i tuoi amici ti prenderebbero in giro, e che non riusciresti a trovare la giusta concentrazione, beh, allora il mio consiglio è di cercarti un angolino isolato dove fare i tuoi esercizi in tranquillità.

Per quanto mi riguarda credo che non sia importante il grado che scali, la difficoltà dell’onda che surfi o i kilometri che corri, ma il come lo fai e come ti senti mentre lo fai.

Se questa pratica ti aiuta a migliorare questo rapporto, perché non provarla?

Tanto è GRATIS!

Keep riding e… fammi sapere come è andata!

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9 commenti su “Kapalabhati: respirazione del fuoco”

  1. Ciao Laura! Molto interessante la sto facendo già da qualche tempo. Ma perché dopo qualche ciclo mi ritrovo ad inspirare attivamente?

    Rispondi
    • Ciao Giuseppe, grazie per il tuo commento. Perdonami ma non mi è molto chiara la tua domanda…ad ogni modo cercherò di risponderti…
      Durante Kapalabhati succede che l’espirazione è forzata e l’inspirazione avviene in modo naturale (involontario) come conseguenza dell’espiro per la depressione che si crea nei polmoni. Se dopo qualche ciclo ti ritrovi a dover eseguire l’inspiro in modo volontario o forzato, significa che hai raggiunto il tuo limite ed è meglio interrompere il pranayama. Per esercitarti progressivamente puoi per esempio stabilire un numero di espirazioni come punto di partenza e ogni giorno/settimana aggiungere un espirazione in più….Fammi sapere se ho interpretato bene la tua domanda 😉 Namaste

      Rispondi
    • Grazie Laura, hai interpretato bene e la spiegazione è perfetta! Namaste’

      Rispondi
  2. Ciao Massimiliano, ti ringrazio per la tua domanda.
    Durante tutta la fase di Kapalabhati si inspira ed espira solamente dalle narici. Nel video inizialmente ti faccio espirare dalla bocca ma solo per farti capire meglio come funziona l’espirazione forzata, poi dovrai proseguire espirando dal naso. Spero che questa respirazione possa esserti utile, buona pratica 😉

    Rispondi
  3. Ciao Laura non capisco se l’espirazione forzata avviene dalle narici o dalla bocca.

    Rispondi
  4. Ciao Stefano,
    può succedere che si possano provare giramenti di testa, vertigini o stanchezza, soprattutto se non si sono mai praticati esercizi di respirazione.
    Questi effetti sono spesso dovuti all’accresciuta percentuale di ossigeno nel sangue a cui il corpo potrebbe non essere abituato;

    In questo caso ti consiglio di interrompere la pratica e sdraiarti qualche minuto in Shavasana (posizione di rilassamento) lasciando che il respiro torni normale.

    Ti suggerisco di riprendere la pratica di Kapalabhati riducendo il numero dei respiri, potresti iniziare con 10 respiri e aumentarli gradualmente aggiungendone 1 o 2 al giorno.
    Facci sapere come va!
    Keep riding 😉

    Rispondi
  5. normale che dopo qualche respiro giri un po’ la testa?

    Rispondi

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