Le tanto desiderate vacanze estive si stanno avvicinando, e la maggior parte di noi potrà finalmente godere di qualche settimana di relax: niente cartellino da timbrare, niente riunioni infinite o telefonate da clienti malcontenti.

Forse anche la nostra quotidianità sarà diversa: magari dovremo cucinare meno, potremo farci servire mentre giochiamo con i nostri figli e con i nostri partner… e potremo finalmente polleggiarci sotto l’ombrellone, senza avere assolutamente nulla da fare.

Per questi importanti momenti  di relax, ho pensato ad una pratica yoga utile a massimizzare i benefici del “dolce far niente”: si chiama Meditazione dell’ascolto dei rumori e serve ad aiutarci a non pensare.

Esatto: a non pensare.

Purtroppo è molto più facile dirlo che farlo, e a meno che tu abbia confidenza con le tecniche di meditazione, dubito che in precedenza ti sia riuscito di trascorrere del tempo senza formulare dei pensieri.

Eppure riuscire a non pensare ha un effetto straordinariamente rilassante e rigenerante sulla mente e sul corpo…. e fa bene anche a chi ti sta vicino.

Questa tecnica di meditazione la possiamo praticare ovunque, specie in quei momenti in cui possiamo prenderci il lusso di non avere niente altro da fare che ascoltare i rumori che ci circondano.

Meditazione dell’ascolto dei rumori

Per prima cosa chiariamo un concetto: ascoltare e sentire non sono la stessa cosa.

Sentire sentiamo tutti, sentiamo troppo e sentiamo sempre. Ascoltare invece è leggermente diverso.

Pensa per esempio all’ultima volta che hai parlato a lungo con qualcuno: magari eri convinto di ascoltarlo, ma cerca di ricordare… non è che magari mentre quello ti parlava, la tua mente  era già impegnata ad elaborare la risposta che avresti voluto dargli?  A tenere il conto di quanto tempo avrebbe potuto metterci a finire il suo pensiero, e lasciarti finalmente modo di esprimere il tuo, prima che te lo dimenticassi?

Diverso è invece riuscire a rimanere concentrati su un determinato suono – o gruppo di suoni -, e riuscire ad ascoltarli per davvero.

Sviluppare l’ascolto è una pratica che serve per capire meglio noi stessi e anche gli altri, poiché quando c’è ascolto c’è anche comprensione, e quando c’è comprensione diventa più facile affrontare i problemi della vita di tutti i giorni.

Quella che voglio proporti oggi è una pratica di meditazione bellissima, che sviluppa l’ascolto e svuota la mente, calmando il flusso dei pensieri mentali.

La “meditazione dell’ascolto dei suoni” è una pratica che propongo spesso nel corso delle mie lezioni di yoga, specialmente quando la pratica è disturbata da rumori esterni.

Infatti, attraverso questa meditazione, i rumori diventano parte integrante della pratica e non sono più dei disturbi.

Come si fa

In teoria, questa tecnica, come la maggior parte delle tecniche di respirazione (Pranayama) e dei gesti delle mani (mudra), andrebbe eseguita in una posizione seduta a gambe incrociate e con la schiena diritta.

Per quanto mi riguarda trovo che sia molto bella da praticare sdraiati, ma la si può fare anche sotto l’ombrellone, in giardino, in piscina , sotto un albero, sul letto ecc…

L’importante è che ti metti in una posizione comoda, in modo che durante la pratica tu non venga disturbato dai “dolorini” che iniziano a farsi sentire nel corpo.

  • Puoi iniziare la pratica chiudendo gli occhi e portando l’attenzione al tuo respiro.
  • Esegui qualche ciclo di respirazione yogica completa.
  • Dopo qualche respirazione, inizia a spostare l’attenzione ai suoni.
  • Rimani in ascolto dei suoni che ci sono in tutto l’ambiente circostante. Cerca di assimilarli coralmente, come quel tutt’uno che rappresenta l’ambiente in cui ti trovi.
  • Poi sposta l’attenzione ai suoni più vicini a te.
  • Dopo qualche tempo, sposta l’attenzione ai suoni lontani.
  • Poi, di nuovo, sposta l’attenzione all’ascolto di tutti i suoni che ti circondano.

Risorse utili:

E’ molto importante che non cerchi di dare ai suoni o ai rumori un significato o una collocazione.

Non pensare: “Adesso sto sentendo il rumore delle onde, questo invece è un bambino che grida”, perché altrimenti la mente inizierà istintivamente a formulare dei pensieri, come per esempio: “wow, che bello il rumore del mare, altro che quando ero in ufficio… senti il bambino che grida, chissà come mai starà gridando, magari sta attirando l’attenzione dei genitori “.

In pratica, se cerchi di dare una collocazione a tutti i suoni, la mente inizierà ad elaborare una serie di pensieri ed otterremo  l’effetto opposto: anziché svuotare la mente, la riempiremo di pensieri ininfluenti.

Quindi cosa bisogna fare? Niente, solo ascoltare.

Lasciati trasportare dai suoni che ti stanno attorno, mantieni un atteggiamento di pura osservazione uditiva, senza sentenziare e giudicare.

Anche quando ascolti i suoni prodotti dalle voci dovresti osservarli per quelli che sono, e non per il significato delle parole che vengono dette.

Durante la pratica può succedere – anzi, succederà di sicuro – che la mente parta per la tangente e inizi a formulare pensieri. Quando te ne rendi conto, riporta la consapevolezza all’ascolto, senza arrabbiarti con te stesso perché ti sei distratto.

Accetta la meditazione per quello che è, anche se dura solo qualche secondo. Ovviamente non puoi pretendere di riuscire a rimanere un osservatore passivo per un tempo troppo lungo se non hai mai allenato la mente a farlo.

Quindi non essere severo con te stesso e non credere di non esserne all’altezza di poter meditare, è solo una questione di allenamento e pratica.

Durante questo esercizio ti renderai conto che quei suoni che in genere ti danno fastidio, che ritieni volgari o inutili, diventano qualcosa di bello, rivelando la vera natura del suono.

Continuando a fare questo esercizio, ti accorgerai anche che non solo i suoni si susseguono l’uno dopo l’altro, ma ad un certo punto si sovrappongono, quasi come appartenessero ad un mondo nuovo, in cui le sonorità individuali non hanno significato.

Questa pratica secondo me è una bomba, perché ci permette di viaggiare in mondi strani, e la mente riuscirà a rilassarsi a fondo perché il flusso dei pensieri mentali viene interrotto.

Ovviamente, se per te le vacanze sono ancora un miraggio, o sono già finite, puoi eseguire comunque questa meditazione: devi solo trovarti 5 o 10 minuti di tempo per ascoltare il mondo che ti circonda.

Ancora una volta, buona estate.

PS: Prima di partire per le vacanze… ricordati di condividere questo post. Immagina la pace di una spiaggia di ombrelloni, dove tutti ascoltano… e nessuno parla!! 🙂 🙂