165
Shares

Ma quanto è bello il mondo a testa in giù? 

Vedere le cose da un’altra prospettiva, sotto tutti i punti di vista, è uno dei grandi vantaggi che si ottengono dalla pratica delle posizioni capovolte.

Anche per questo motivo, le “invertite”,  come vengono amorevolmente chiamate dai praticanti di yoga, rivestono una grande importanza nella pratica dell’Hatha-yoga, e i loro benefici sono davvero tantissimi.

In questo articolo voglio condividere con te alcune interessanti informazioni su queste posizioni, e nel dettaglio vedremo:

 

Perché mettersi a testa in giù fa bene

Secondo il simbolismo usato nell’ Hatha yoga Pradipika, chiamato anche “la lucerna dello yoga”, ovvero un importante e antico testo di riferimento dello yoga, nel nostro 7° chakra (sahasrara), che si trova alla sommità del capo, risiede il Soma o Amrta, ossia il liquido dell’immortalità.

Questo potente elisir, partendo dalla sommità del capo, scende nella gola attraversando il 5° chakra (vishuddha), per poi continuare il suo percorso fino ad essere divorato dal fuoco di Manipura chakra, il centro energetico del plesso solare che si trova all’altezza dell’ombelico.

Le posizioni invertite hanno la particolarità di interrompere questo processo, in quanto si oppongono alla forza di gravità, impedendo al liquido di scendere e di essere consumato dal fuoco di Manipura.

La conseguenza di questa pratica è il rallentamento del processo di invecchiamento.

Per questo motivo, yogicamente parlando, le posizioni invertite rivestono un ruolo fondamentale nella pratica dello yoga.

Ma non è finita qui; dal punto di vista energetico mettersi a testa in giù fa bene in quanto viene favorita l’ascesa di Kundalini, la nostra energia spirituale, verso i chakra superiori.

Kundalini è l’energia spirituale che giace latente, in attesa di essere risvegliata, e si trova alla base della colonna vertebrale.

Lo scopo ultimo dello yoga è proprio quello di risvegliare e far risalire questa potente energia verso i chakra superiori fino a raggiungere l’ultimo chakra alla sommità del capo.

Una volta raggiunto il chakra della testa (sahasrara), che è lo stesso nel quale, come abbiamo visto prima, si trova anche il nettare dell’immortalità, si raggiunge lo stato di beatitudine o di illuminazione, chiamato Samadhi.

Invertendo il corpo, succede che facilitiamo il processo di ascesa verso l’alto delle energie dei chakra inferiori del corpo.

Quindi, lo scopo della pratica delle posizioni invertite, da un punto di vista energetico, è quello di stimolare i chakra inferiori, di aprire il canale energetico principale (quello in cui si trovano collocati i chakra, che si chiama sumshumna nadi) e preparare il corpo per l’ascesa di Kundalini.

Secondo quanto raccontato da un importante maestro di riferimento dell’Hatha yoga, Satyananda Saraswati:

“…è improbabile che Kundalini possa risvegliarsi solamente con la pratica di queste asana, mentre è sicuro che le posizioni invertite aiutino a migliorare la qualità della meditazione e della concentrazione, raffinando la consapevolezza e rendendola capace di accedere a livelli inesplorati della mente.”

Inoltre, come descritto in uno straordinario libro: Imparo lo yoga, di un altro importante maestro contemporaneo, Andrè Van Lysebeth, gli orientali, compresi gli yogin, credono nell’esistenza di correnti positive e negative (Yin e Yang nella cultura cinese) e affermano che un flusso di energia cosmica discende dal cielo verso la terra.

Questo è vero anche sotto un punto di vista scientifico, in quanto è stato dimostrato che il cielo è pervaso da una carica positiva mentre la terra è pervasa da una carica negativa.

L’uomo, quindi, quando si trova nella posizione eretta, ne è attraversato verticalmente dall’alto verso il basso, e poiché importanti fenomeni vitali, come l’attività nervosa e celebrale sono di natura elettrica, questa corrente esercita un importante influenza sugli stessi fenomeni vitali, in particolare  sul sistema nervoso e sulle attività celebrali.

Per questo motivo, nelle posizioni capovolte, questa energia scorre ed agisce in senso opposto, ripristinando equilibrio nell’essere umano.

Oltre alla questione energetica, le posizioni capovolte hanno un sacco di benefici a livello fisico che mentale, in quanto migliorano lo stato di salute generale, contribuiscono a ridurre ansia e stress e aumentano la sicurezza in se stessi.

Inoltre la pratica di queste posizioni permette di sviluppare un maggiore potere di concentrazione e di aumentare la resistenza fisica, sviluppando la capacità di sostenere grandi sforzi senza affaticarsi.

Tutto questo accade perché quando ci troviamo a testa in giù, e quindi la testa si trova più bassa rispetto al livello del cuore e delle gambe, invertiamo l’azione della gravità sul nostro intero organismo.

In questo modo, viene favorito il ritorno venoso e linfatico.

La circolazione venosa svolge un ruolo fondamentale nella purificazione del sangue, in quanto ha il compito di raccogliere il sangue carico di anidride carbonica e di scorie del metabolismo e di ricondurlo, passando attraverso fegato e reni, al cuore e in seguito ai polmoni, dove viene filtrato dall’anidride carbonica e rifornito di  ossigeno.

Il sistema linfatico invece, svolge una importantissima funzione di drenaggio, e rappresenta, per così dire, un sistema di circolazione parallelo a quello venosa, in quanto si occupa di trasportare la linfa, un liquido composto da materiale di scarto, globuli bianchi, proteine, grassi ed altre sostanze che vengono veicolate agli organi di depurazione (fegato, reni, polmoni, linfonodi).

La linfa deve risalire dalle gambe verso l’alto, in direzione degli organi di depurazione, però, a differenza del sistema circolatorio venoso, dove il ritorno è favorito dall’azione di pompaggio del cuore, questa azione avviene grazie alla contrazione dei tessuti.

Deve quindi combattere la forza di gravità, ed è facile comprendere come, a causa di una eccessiva immobilità, dovuta magari ad una vita sedentaria, questa azione muscolare viene meno, e quindi la linfa tende a ristagnare nei tessuti, specialmente nelle gambe.

Il vantaggio delle posizioni invertite è quello di favorire sia il ritorno venoso che quello linfatico verso gli organi di depurazione.

Per questo motivo, mettersi a testa in giù contribuisce ad eliminare i ristagni di tossine nelle gambe, negli organi addominali, e ad attivare il sistema immunitario. Questo processo nutre le cellule di tutto l’organismo, cervello compreso.

Le inversioni, infatti, apportano un ricco afflusso di sangue ossigenato al cervello, lasciandoci una piacevole sensazione di freschezza mentale e stimolano le funzionalità della ghiandola pituitaria, facendola funzionare in modo più efficiente.

Poiché questa ghiandola si preoccupa di secernere ormoni e di svolgere importanti funzioni di controllo di numerosi organi, tra cui la tiroide e gonadi (ovaie e testicoli) tutto ciò, ha un effetto positivo sui processi metabolici.

Una pratica costante delle posizioni capovolte, quindi, contribuisce ad un buon funzionamento del sistema ormonale del corpo e poiché gli ormoni (noi donne lo sappiamo bene :)) ) hanno un’influenza notevole sul nostro umore, praticare le invertite porta anche equilibrio e tranquillità mentale, determinando un effetto positivo anche sul modo di pensare.

In più, quando il corpo entra in un asana capovolta, il respiro diventa lento e profondo, agevolando lo scambio tra anidride carbonica ed ossigeno, favorendo così, la corretta respirazione.

 

Quando e quanto praticare le posizioni invertite

In genere le posizioni invertite si praticano alla fine di una sequenza di yoga, prima del rilassamento finale.

Questa però non è una regola fissa, e alcuni insegnanti le fanno eseguire all’inizio della pratica. Dipende molto dal tipo di yoga che si pratica e dall’obiettivo della sequenza proposta dall’insegnante.

Le invertite possono essere eseguite anche come posizioni a se stanti, in questo caso, però, sarebbe meglio far precedere la posizione invertita da una di preparazione e farla seguire da un asana di compensazione.

Queste posizioni andrebbero imparate con la massima gradualità, iniziando da quelle semplici, magari mantenute per pochi secondi, per poi prolungare gradualmente il tempo di mantenimento man mano che si crea l’abitudine e si sviluppa una certa resistenza.

Quando si riesce a mantenere la posizione senza sforzi, si possono prolungare i tempi anche fino a  4 -5 minuti.

 

Precauzioni e consigli

E’ importante eseguire le invertite ad almeno tre ore di distanza dai pasti ed in ogni caso, a stomaco completamente vuoto.

Inoltre ti consiglio di evitare di eseguirle dopo aver fatto sforzi intensi, o in caso di febbre.

Evita di praticare vicino a mobili o oggetti contro i quali potresti urtare nell’esecuzione dell’asana, e in caso di caduta, mantieni il corpo rilassato e cerca di frenare la discesa con i piedi.

Assumi sempre la posizione lentamente e gentilmente e nel caso la posizione provochi una sensazione spiacevole o di malessere, interrompila e sdraiati in shavasana (sdraiato sulla schiena con le gambe separate e le braccia lungo il corpo) per qualche minuto di pausa prima di proseguire con gli altri asana.

Interrompi la pratica se avverti un calore improvviso al viso, o magari dei fischi alle orecchie.

Fai sempre seguire le posizioni invertite da un asana di compensazione, oppure dal riposo in shavasana o nella posizione del bambino (balasana). Riposa fino a quando il battito ed il respiro tornano alla normalità.

 

Controindicazioni

Le posizioni capovolte hanno un sacco di benefici, però, ahimè, non tutti possono eseguirle. In particolar modo, dovrebbero evitarle le persone che soffrono di:

  • Problemi cardiaci
  • Ipertensione
  • Patologie alla colonna vertebrale (ernia del disco)
  • Malattie con sangue impuro (finchè il sangue non è purificato)
  • Arteriosclerosi
  • Glaucoma o distacco della retina
  • Infezioni alle orecchie
  • Problemi cervicali, (evitare quelle in cui il peso del corpo è sostenuto dal collo come Sirsasana)
  • Disturbi auricolari
  • Recenti interventi chirurgici
  • Stati influenzali o presenza di muco

Nel caso si portino lenti a contatto ed occhiali, andrebbero tolti prima di assumere la posizione.

 

Donne… e posizioni capovolte

Durante la gravidanza

Per precauzione, potremmo dire che le posizioni invertite, specialmente se sei alle prime armi con lo yoga, andrebbero evitate in gravidanza, in quanto potrebbero provocarti perdite dell’equilibrio, cadute o traumi potenzialmente dannosi a te e al tuo bambino.

La realtà, però, è che esistono pareri molto contrastanti a riguardo.

Il fatto è che queste posture hanno potenzialmente notevoli benefici anche in gravidanza, in quanto, favorendo il ritorno venoso e linfatico, e allungando i tendini della zona pelvica, riducono la sensazione di pesantezza alle gambe e alleviano il peso della pancia.

Alcuni insegnanti sostengono che sarebbe preferibile evitare queste posizioni poiché potrebbero causare che il bambino si giri nella pancia, tttavia, l’ web è pieno di fotografie di yogini a testa in giù, anche durante gli ultimi mesi di gravidanza.

E’ importante evidenziare, però, che in quei casi si tratta di yogini esperte, spesso insegnanti di yoga, che quindi conoscono il molto bene il proprio corpo, i propri limiti e sanno quello che stanno facendo.

Quindi, la pratica o meno di queste posizioni durante la gravidanza, dipende molto dall’esperienza e dalla discrezione della praticante.

Un buon compromesso, per continuare a praticarle in totale sicurezza, anche durante la gravidanza, è quello di eseguire alcune varianti che anche le yogini meno esperte possono praticare con il supporto di un muro oppure di una sedia, e che hanno comunque tutti i benefici delle posizioni invertite.

Un esempio è la posizione qui a fianco, dove rimanendo sdraiate sulla schiena, si sollevano e si appoggiano le gambe ad una parete.

(In questo caso, per rendere la posizione ancora più confortevole, è molto utile appoggiare dei cuscini o delle coperte sotto il bacino per fare in modo che rimanga più sollevata rispetto alla schiena).

Personalmente, credo che stia ad ognuna di noi capire fino a che punto possiamo spingerci, e che poiché esistono delle varianti molto facili e praticabili da chiunque in totale sicurezza, per la nostra sicurezza e quella del nostro bambino, è meglio optare per questa scelta.

 

Se ti trovi in stato “interessante”, per prima cosa ti faccio le mie congratulazioni 😉 , e poi ti ricordo che per tutti gli abbonati a Yoga n’ Ride è disponibile uno speciale programma di Yoga che ti accompagnerà lungo tutti i mesi di questo fantastico viaggio.

Il programma è stato preparato ed eseguito da una collega insegnate di yoga (la mia prima insegnate di yoga, per l’esattezza) e su questa pagina trovi tutte le informazioni su come funziona e su come seguirlo.

 

Durante il periodo mestruale

Anche in questo caso, come per la gravidanza, esistono pareri discordanti riguardo la convenienza o meno di eseguire le posizioni invertite durante il ciclo mestruale.

Alcuni insegnanti sostengono che bisognerebbe assolutamente evitare di mettersi a testa in giù durante quei giorni, mentre altri sostengono che si possono tranquillamente eseguire senza controindicazioni.. ed altri ancora che dipende da donna a donna.

Secondo l’ayurveda, la medicina tradizionale indiana, le posizioni capovolte possono disturbare il naturale flusso verso il basso.

Sul piano dell’energia sottile, infatti, il ciclo mestruale è considerato apana, il che significa che è caratterizzato da un’energia vitale che scorre verso il basso, e che non dovrebbe essere contrastata. Per questo motivo le posizioni inveritte andrebbero evitate, per non andare contro “natura.

Altri insegnanti, invece, sostengono che, siccome al momento non esistono prove scientifiche che dimostrano che la pratica delle posizioni invertite durante le mestruazioni sia dannosa, lasciano la scelta alle praticanti in base a come si sentono, suggerendo di ascoltare il corpo e decidere in funzione delle proprie sensazioni.

Personalmente sono d’accordo con il fatto che si tratti di una scelta personale, e che la cosa fondamentale è ascoltarsi e comprendersi, senza strafare ma rispettando il corpo.

Alla fine, se ci sentiamo in sintonia con il nostro corpo e non abbiamo un ciclo doloroso, credo che mettersi a testa in giù per alcuni secondi, non sia un problema e che eventualmente, come lo è per il caso della gravidanza, possiamo assumere delle varianti più semplici e adatte a tutte, come per esempio la posizione con le gambe sollevate di cui ti ho parlato nel capitolo della gravidanza.

Se invece, ahimè, soffri di crampi mestruali o il tuo ciclo è particolarmente doloroso, in quei giorni è meglio optare per una pratica rilassante.

Su questa pagina trovi una lezione studiata apposta per quei giorni, che è disponibile online a tutti gli abbonati a Yoga n’ Ride.

 

Quali sono le posizioni invertite

In genere, per posizione invertita si intendono quegli asana in cui il busto e la testa sono più bassi rispetto alle gambe, e le principali sono:

  • Sarvangasana: la posizione della candela
  • Sirsasana: la posizione sulla testa
  • Adho Mukha Vkrasana: la posizione in appoggio sulle mani
  • Halasana: la posizione dell’aratro
  • Viparita karani: la posizione capovolta

Inoltre, vengono considerate parzialmente invertite o semi-capovolte anche le seguenti posizioni:

  • Prasarita padottanasana: il piegamento in avanti a gambe divaricate
  • Adho mukha svanasana: la posizione del cane a testa in giù
  • Posizione delle gambe sollevate 

In questo caso le controindicazioni non fanno riferimento a quelle generiche per le invertite, ma vanno valutate singolarmente per ogni asana.

 

Un valido aiuto per mettersi a testa in giù

Come abbiamo visto, il mondo a testa in giù porta un sacco di benefici però, purtroppo, ha anche un sacco di controindicazioni.

Mi riferisco in particolare alla pratica della posizione sulla testa, che per quanto possa essere bella e piacevole, tende a comprimere le vertebre cervicali.

Per questo motivo è stato creato Feet-Up, una panca-sgabello super facile da usare, ideale sia per principianti che per esperti.

Grazie al design ergonomico del cuscino imbottito, il corpo riposa sulle spalle proteggendo il collo e la cervicale permettendoti così di fare la verticale in totale sicurezza.

Personalmente lo sto usando tutti i giorni da un po’ di tempo e lo trovo fantastico.
Mettersi a testa in giù non è mai stato così facile e mi permette di rimanerci molto più a lungo di quanto non lo facessi prima, proprio perchè il collo è libero dalla tensione.

Nel video che trovi qui sotto ti mostro quanto è facile utilizzare Feet-up.

 

Se fossi intenzionata/o ad acquistarlo, lo puoi fare su Amazon cliccando su questo link >>

Lezione di Yoga… a testa in giù!

Per gli abbonati a Yoga n’ Ride, ho preparato una speciale lezione di Yoga… a testa in giù. Non si tratta di nulla di complicato, ed è una lezione adatta a tutti i livelli, nel corso della quale ti guiderò nella pratica di alcune della migliori posizioni invertite.

Clicca qui per accedere alla lezione >>

 

Per ora è tutto, spero che ti sia venuta voglia di stimolare la tua ghiandola pituitaria, e di sperimentare il mondo da un altro punto di vista …. come sempre, condividendo questo post! (Se lo fai a testa in giù, vale doppio!🙃)

Besitos, e ci vediamo alla prossima! 😉