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Si dice che gli yogin possano sciogliere la neve usando la respirazione Ujjayi… e non perché mangino pesante, ma per via del calore che sprigiona questa tecnica di respirazione.

La respirazione Ujjayi viene spesso tradotta anche come “il respiro del vittorioso”, proprio perché la sua esecuzione emula l’atteggiamento tipico di un guerriero quando espande il torace.

Secondo altri, l’origine del suo significato deriva dal prefisso “ud” che significa elevare, e dalla parola jaya che è una forma di saluto indiana, e viene tradotto in “ciò che si esprime ad alta voce”.

Infatti la caratteristica principale di questo Pranayama, oltre la profonda espansione del respiro, è proprio la sua rumorosità.

Se hai partecipato a qualche lezione di yoga, può esserti capitato di sentire il tuo vicino respirare piuttosto rumorosamente… e se non lo faceva per colpa del raffreddore, allora molto probabilmente stava utilizzando la respirazione Ujjayi per raggiungere un allungamento più profondo delle posizioni.

Solitamente è un tipo di respirazione che viene mantenuta attiva per tutta la durata  di una lezione di  Ashtahnga yoga, ma anche nelle forme più diffuse di yoga, e cioè l’Hatha Yoga o il Vinyasa Yoga, è una pratica comunemente utilizzata, con l’eccezione che non sempre è richiesto di mantenerla per tutta la durata della lezione.

Perché si pratica questa respirazione?

Gli  Yogin sono convinti che ogni cosa sia prana, cioè energia.
Il Pranayama, come abbiamo spiegato nel post “Cos’è il Pranayama, come si fa, perché funziona“, è la tecnica che lo yoga ci mette a disposizione per assorbire il Prana necessario per il nostro sostentamento. E le tecniche di respirazione come Ujjayi, sono il mezzo attraverso il quale è possibile assorbire questa energia.

Secondo gli yogin, applicando  la corretta tecnica respiratoria, si può accedere ad un’energia illimitata.. e la tecnica respiratoria per farlo è l’Ujjay pranayama.

Ujjayi pranayama, infatti, fornisce la forza necessaria per padroneggiare ogni asana.

Quando il prana viene assorbito correttamente, il corpo diventa più fluido, più predisposto all’apertura, e ciò  facilita l’allungamento profondo nelle posizioni, permettendo persino alle persone incriccate di  sentirsi molto più flessibili e sciolte.

Perché funziona?

apparato-respiratorio-superioreUjjayi Pranayama funziona perché l’ho letto da qualche parte… vi basta?

Scherzi a parte… per capire come funziona, facciamo un brevissimo ripasso di “scienze”.

L’aria entra nei polmoni attraverso il naso, o la bocca.

Nello yoga, salvo alcune eccezioni specifiche, bisognerebbe respirare solo attraverso il naso… quindi ci occuperemo della respirazione attraverso le narici.

Se analizziamo un po’ più a fondo il percorso dell’aria nella fase di inspirazione, vediamo che: quando inspiriamo, l’aria entra dalle narici, passa dai seni nasali, prosegue per la faringe, oltrepassa la glottide, la laringe, la trachea e finalmente arriva nei polmoni.

La glottide è quella valvola che separa la faringe dalla laringe, e l’apparato digerente dalle vie aeree. Una parte della glottide, e cioè l’epiglottide, ha la funzione di chiudere temporaneamente le vie aeree quando deglutiamo, evitando di farci andare il cibo “di traverso”.

La tecnica di Ujjayi Pranayama consiste nella chiusura parziale della glottide, in modo che l’aria rimanga più a lungo nella parte superiore, cioè la faringe e le cavità nasali.

In questo modo l’aria rimane per molto più  tempo a contatto con la mucosa, ricca di sangue, che ha il compito di riscaldarla.

E’ per questo che si dice che gli Yogin possono sciogliere la neve usando la respirazione Ujjayi!

I benefici di Ujjayi Pranayama

A parte sciogliere la neve, questa tecnica di respirazione ha molti altri benefici.

  • Rende più efficienti gli scambi gassosi tra ossigeno ed anidride carbonica.
  • Allunga notevolmente le fasi di inspirazione ed espirazione.
  • Facilita l’allungamento dei muscoli.
  • Aiuta a rimanere “centrati” e a non disperdere energie verso l’esterno.
  • Permette un maggior controllo del respiro, abbinato con il movimento.
  • Produce un effetto riscaldante che aumenta la temperatura corporea.

Inoltre:

  • Calma il sistema nervoso e la mente.
  • Ha un effetto di profondo rilassamento.
  • Aiuta ad eliminare l’insonnia.
  • Rallenta il ritmo cardiaco.
  • E’ utile alle persone che soffrono di ipertensione.

Come si fa?

La tecnica di respirazione ujjayi consiste nel restringere consapevolmente l’apertura della glottide.
Detto così potrebbe spaventarti, ma in realtà non è una tecnica difficile, anche se all’inizio potrebbe sembrarlo

Per farti capire come funziona … beh, proviamo a farla!

Ecco qui un video in cui ti mostro come….:

 

  • Mettiti in una posizione comoda, possibilmente con la schiena diritta.
  • Chiudi gli occhi e rilassa tutto il corpo.
  • Fai un respiro profondo, rilassa le spalle il collo, la mandibola e i muscoli del viso.
  • Inspira lentamente dal naso ed espira dalla bocca emettendo il suono HHHHHHAAAAA. Il suono non andrebbe pronunciato ma è un rumore appena accennato, un po’ come quando vuoi appannare un vetro. (O quando ti metti la mano di fronte alla bocca per sentire se hai l’alito pesante 🙂 )
  • Ripetilo per un paio di volte, cercando di rendere l’espiro sempre più lento e profondo
  • Ora chiudi la bocca ed inspira profondamente dal naso, rilassando il viso.
  • Espirando, contrai leggermente la glottide e cerca di riprodurre lo stesso suono HHHHHAAAAAA, con la bocca chiusa, ma senza stringere le mandibole, mi raccomando.
  • Ripetilo per un paio di volte praticando la respirazione yogica completa, mentre ti concentri sul suono prodotto dal respiro nella gola.

Riesci a sentire il rumore?
Dovrebbe essere simile a quello di un’onda del mare, o di un bambino che dorme.

A questo puntom se ti viene facile, continua a riprodurre lo stesso suono anche durante la fase inspiratoria, continuando ad eseguire la respirazione yogica completa.

Fai in modo che la glottide non sia eccessivamente chiusa e che non blocchi il passaggio dell’aria.
Se ti risulta complicato, torna indietro di un passo e continua a riprodurre il suono solo con l’espirazione.

Con il tempo e con la pratica ti verrà naturale inserirlo anche nella fase dell’inspiro.

Se lo stai eseguendo correttamente, dovresti sentire che l’addome si contrae simultaneamente al respiro e il torace che si espande, senza fare alcuno sforzo.

Quando e quanto usare Ujjayi?

Ujjayi è una pratica molto duttile, perché può essere praticata in piedi, seduti, sdraiati o a 4 zampe.

La puoi fare ogni volta che ti fa piacere, durante la pratica ed anche nel corso della giornata.

Ujjay può essere utilizzata in molti modi, per esempio puoi decidere di mantenerla per tutta la pratica, oppure di utilizzarla solo per approfondire alcune posizioni.

Puoi usarla come pratica a sé stante, oppure come preparazione alla meditazione o ad altri pranayama.

Puoi usarla anche quando senti una sensazione d’ansia, oppure quando vuoi controllare un dolore fisico… oppure puoi anche usarla come programma giornaliero di benessere generale.

In questo caso inizia facendo 10 respiri al giorno, e poi aumentali  gradualmente fino ad arrivare a 5 minuti di pratica…

… e poi facci sapere come va!

Se Ujjay pranayama ti ha fatto sentire più spavaldo, buon per te, se condividerai il post, buon per me 😉

Keep breathing!

*Immagini tratte da Google Immagini